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ALLUMINIO IN CUCINA: MEGLIO DI NO

DA ANNI SAPPIAMO CHE LE PENTOLE DI ALLUMINIO POSSONO RILASCIARE COMPONENTI TOSSICHE NEL CIBO MA ANCHE LA PELLICOLA METALLICA È PERICOLOSA IN COTTURA E A CONTATTO

cottura corretta in forno con carta da forno a contatto con l'alimento e foglio di alluminio all'esterno

cottura corretta in forno con carta da forno a contatto con l’alimento e foglio di alluminio all’esterno

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestnation, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Amo più le super massaie che gli chef stellati, ma in questo caso c’è da imparare da loro. Evitano il contatto fra il foglio di alluminio e gli alimenti sia in forno che nella conservazione perché gli acidi come limone o sottaceti potrebbero ingenerare delle contaminazioni. Controllate le loro ricette e vedrete.
Si tratta di un insegnamento prezioso che ciascuno dovrebbe fere suo e portarselo in cucina. Un articolo di Eugenio Marini in Gamberorosso Notizie entra nel dettaglio con abbondanza di esempi.

ROBERT MONDAVI E IL DECLINO DELLA CANTINA SIMBOLO DELLA CALIFORNIA

ROBERT MONDAVI E’ UN NOME LEGGENDARIO PER GLI APPASSIONATI DI VINO, E’ IL SIMBOLO DEL SUCCESSO DEL VINO CALIFORNIANO, IL SUO LENTO DECLINO E’ TRISTISSIMO

Napa-Valley-Opus-One-ViolanteGardini

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di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Nel 2002 la famiglia Mondavi e i Frescobaldi avevano acquistato Ornellaia da Ludovico Antinori. In quel momento la Robert Mondavi Corporation aveva un fatturato di 550 milioni di dollari in virtù di 110 milioni di bottiglie vendute.  Ricordo che, a Vinitaly, Vittorio Frescobaldi mi presentò Tim Mondavi orgoglioso di collaborare con questa famiglia leggendaria. Fui sorpresa da notare come fosse di corporatura minuta e non un tipico americano alto e grosso. Mi sembrò una persona gentile e curiosa nell’osservare quello che aveva intorno.
La loro alleanza durò poco. Il 22 dicembre 2004 la Mondavi fu venduta a Constellation e i Frescobaldi esercitarono il diritto di opzione per acquisire il 50% di Ornellaia (25 milioni di Euro?) diventando gli unici proprietari della splendida tenuta di Bolgheri.

LA CANTINA DI ROBERT MONDAVI LEADER DEI GRANDI VINI DELLA CALIFORNIA

La cantina simbolo della famiglia, la Robert Mondavi Winery,è stata  pioniera del grande vino californiano e l’azienda vinicola più famosa del Nord America negli anni ’60 e ’70. Nel 1979 Robert Mondavi aveva creato il suo vino capolavoro “Opus One” con una collaborazione con Mouton Rothschild che aveva fatto epoca.

<<Mondavi era una calamita di talenti che assumeva le giovani menti più brillanti. Non badava a spese per le attrezzature più moderne. Nessuno era più ambizioso di Robert Mondavi, e nessuno si impegnò di più per il prestigio del vino statunitense>> si legge in un articolo di WineSearcher che racconta la lenta caduta del brand Mondavi.

COSA C’E’ NEL CALICE DEI GIOVANI?

SCORDIAMOCI LE RENDITE DI POSIZIONE DI DENOMINAZIONI E BRAND BLASONATI O IL LUSSO DELLE CENE STELLATE I GIOVANI SCELGONO LA SOSTENIBILITÀ, LA SALUTE E LA CREATIVITÀ

Giovani consumatori di vino, cambiano scelte, motivazioni e linguaggi

Giovani consumatori di vino, cambiano scelte, motivazioni e linguaggi

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

I giovani abbandonano il vino? Non proprio ma vogliono cose diverse. L’indagine TradeLab di Federvini riguarda i giovani da 23 ai 34 anni che <<rappresentano oggi il 20% del mercato a valore e il 19% delle visite complessive del fuori casa. Questa fascia d’età genera oggi il 18% del consumo di bevande alcoliche- preferendo cocktail e spiriti lisci (24%) rispetto a vino (13%) e bollicine (16%) -e quasi il 30% delle consumazioni analcoliche>>

IL RIVOLUZONARIO COMPORTAMENTO DI CONSUMO DEI GIOVANI

Colpisce il comportamento di consumo dei giovani che decidono << autonomamente (95%), con un’attenzione particolare al prezzo e alla sostenibilità>> mentre perdono di interesse argomenti come l’abbinamento con il cibo o il luogo di origine. Cresce l’attrazione verso bevande meno alcoliche e meno care << con il 43% degli italiani che si dichiarano intenzionati a consumarli, mentre quasi il 70% è già a conoscenza di prodotti dealcolati o a bassa gradazione>>.
Nell’insieme un quadro preoccupante che Gianluca Atzeni ha commentato su “Gamberorosso Notizie” usando una frase di Albiera Antinori presidente del Gruppo vini di Federvini <<saper innovare il linguaggio, utilizzare i canali giusti e coinvolgere i giovani in un racconto autentico e coinvolgente. Così potremo contribuire a costruire un futuro solido e competitivo per il nostro comparto>>.

Il vino fa male? O forse ce lo vogliono far credere?

Qualche riflessione sulla risoluzione della commissione europea sul cancro BECA che colpevolizza anche il consumo di un calice di vino ai pasti

 

Risoluzione-UE-sul-consumo-d'alcol-considerato-dannoso-per-la-salute-negando-una-consuetudine-millenaria

Risoluzione-UE-sul-consumo-d’alcol-considerato-dannoso-per-la-salute-negando-una-consuetudine-millenaria

di Donatella Cinelli Colombini

Quando ero giovane ho visto la diffusione dell’eternit sui tetti, la pubblicità che diceva di usare l’olio di semi perché era più salutare di quello d’oliva. Ho visto madri dare il latte in polvere e gli omogeneizzati ai propri neonati nella convinzione che fossero meglio del seno materno e delle pappe della nonna. Per non parlare della mucca pazza, le microplastiche e degli erbicidi la cui cancerosità è una specie di segreto internazionale.

 

LA SCIENZA E CERTE SCELTE INCAUTE

Nel corso degli anni la scienza ha fatto una serie di passi falsi. Non voglio pensare che dietro certe scelte ci sia sempre la sete di guadagno, forse ha agito in buona fede, basandosi sulle prime risultanze delle ricerche ma senza sapere cosa sarebbe successo a lungo termine con le “innovazioni”.
Dei disastri che hanno portato ad una fobia diffusa verso ciò che manipola la natura. Parlo della massaia cinquantenne ma anche del giovane laureato che usa il telefonino più tecnologico ma vuole mangiare BIO. Per questo l’interesse dei giovani per il vino e soprattutto per il vino sostenibile, è cresciuta: le scimmie capaci di alimentarsi con frutta fermentata sono un anello dell’evoluzione che ha dato origine all’uomo e l’umanità consuma vino da 8.000 anni …. Evidentemente è il vino è un prodotto naturale e non fa così male!

 

LA RISOLUZIONE UE BECA SUL CANCRO E IL CONSUMO DI ALCOL

Ecco perché la risoluzione della commissione europea sul cancro BECA ha lasciato tutti sconcertati, e non solo i produttori di vino, quando dice <<Non esiste un livello sicuro di consumo di alcol e se ne dovrebbe tenere conto nel progettare le politiche di prevenzione Ue contro i tumori>> quindi chiede all’UE di contrastare ogni consumo di alcol e non solo l’abuso.
Se il vino fosse realmente dannoso per la salute ogni altra considerazione di tipo economico e sociale andrebbe messa in second’ordine. Il punto è che non ci sono prove in tal senso.
Quello che dicono i dati epidemiologici è che bere ogni giorno più di un quarto di bottiglia per le donne, e mezza bottiglia per gli uomini, diviso fra i due pasti, fa male.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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