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COSA DICONO DI NOI LE GUIDE ENOTURISTICHE

GOLOSARIO WINE TOUR E GO WINE CANTINE D’ITALIA DESCRIVONO LE CANTINE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI E MIGLIAIA DI ALTRE WINE DESTINATION IN ITALIA

esperienze enoturistiche Ebologo per un giorno Fattoria del Colle Toscana Donatella Cinelli Colombini

esperienze enoturistiche Ebologo per un giorno Fattoria del Colle Toscana Donatella Cinelli Colombini

Uno sguardo a due guide enoturistiche dove le cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e la Fattoria del Colle a Trequanda sono ben recensite.

GO WINE GUIDA E ASSOCIAZIONE

Go Wine è soprattutto un’associazione ed è guidata dall’Avvocato Massimo Corrado ex Presidente dell’Associazione Città del Vino. L’associazione promuove la cultura del vino e la visita dei territori organizzando eventi e meeting che portano i soci a incontrare i wine makers e scoprire luoghi altrimenti inaccessibili.
La guida è ben fatta e evidenzia le specificità di ogni wine destination mettendo in rilievo aspetti culturali, come la presenza di Musei del Vino, oppure la valorizzazione di vitigni autoctoni. Questi ultimi sono una vera ricchezza per l’enoturismo perché, anche quando non danno origine a grandi vini, sono comunque capaci di far gustare qualcosa di unico e diverso che agevola la  comprensione del luogo.
La scheda sulle due cantine di Donatella Cinelli Colombini è densa di informazioni e ben scritta. Il giudizio è molto buono con 4 stelle sul luogo, l’accoglienza e i vini.
Se mi posso permettere un suggerimento per il futuro, darei più spazio alle esperienze che i turisti possono vivere nelle cantine.

Ristorazione e turismo del vino

I turisti del vino amano mangiare bene e tipico. Per questo la ristorazione gioca un ruolo fondamentale nel successo turistico dei distretti viticoli

Fattoria del Colle - prosciutto di cinta senese

Fattoria del Colle - prosciutto di cinta senese

Per questo il suo innalzamento qualitativo è importantissimo. Allo stesso tempo è indispensabile indagare, valorizzare e preservare il ricettario tradizionale di ogni denominazione prima che i visitatori ne corrompano l’integrità. I piatti tipici sono infatti, contemporaneamente, fra le calamite turistiche più potenti e insieme fra le cose più soggette ad alterarsi a causa del turismo. Vediamo il primo punto: enogastronomia come potenziatore dell’appeal turistico. Secondo l’Osservatorio delle Città del Vino curato da Fabio Taiti del CENSIS (2011) i turisti del gusto italiani sono circa tre milioni, provengono soprattutto da piccoli centri e sono prevalentemente maschi. Anche i dati dell’ Osservatorio Nazionale del Turismo (2010) confermano l’importanza numerica di questo segmento capace di ingenerare 18 milioni di presenze cioè di pernottamenti. Del resto, la nota indagine GPF per Negroni del 2009, che ha stimato il fenomeno “foodies” per l’Italia, ha rivelato che l’ 8% della popolazione cioè 4.500.000 dei connazionali vivono la buona tavola come socialità, innalzamento della qualità della vita e sperimentazione di culture diverse.

                                                                       
Cinelli Colombini
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