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LA DURATA DELLA DESTINAZIONE TURISTICA 7

Chi pensa <<tanto i turisti verranno sempre>> sbaglia. I turisti sono infedeli, soprattutto non sono tutti uguali, c’è quelli buoni e il mordi e fuggi

 

L'overtourism-porta-le-destinazioni-turistiche-al-mordi-e-fuggi

L’overtourism-porta-le-destinazioni-turistiche-al-mordi-e-fuggi

di Donatella Cinelli Colombini

Il successo del turismo non è un primato che dura per sempre come la conquista del polo Sud nel 1912 da parte di Amundsen, ma assomiglia alle Olimpiadi che ogni quattro anni fa competere gli atleti e mette sul podio il nuovo vincitore. E’ insomma qualcosa di effimero che può cessare trasformando i piccoli numeri di visitatori altospendenti in grandi numeri di mordi e fuggi. Per questo diventare una wine destination è solo una parte del problema, la parte più difficile è mantenere a lungo i flussi del proprio target di visitatori, nonostante i cambiamenti delle mode, la volubilità dei turisti e le inevitabili trasformazioni prodotte dalla loro presenza.

 

IL CICLO DI VITA DELLE DESTINAZIONI TURISTICHE

Come qualunque prodotto, le destinazioni turistiche hanno un ciclo di vita. All’inizio istituzioni e imprese cercano di attrarre i visitatori. Poi la popolazione comincia a sentire fastidio per i forestieri che si appropriano di ciò che, in origine, era riservato a loro. Ecco che inizia la metamorfosi in luogo “turistico” con i negozi di vicinato che spariscono e quelli di souvenir che compaiono. Da questa fase si arriva velocemente al turismo di massa.

 

IL COVID CREA OPPORTUNITA’ A NUOVE WINE DESTINATION 7

Il turismo è come lo sport con nuovi vincitori ogni anno, inoltre il lockdown ha cambiato le regole del gioco, per questo ci saranno nuove TOP destination

 

Covid e lockdown: cambiano le wine destination

Covid e lockdown: cambiano le wine destination

di Donatella Cinelli Colombini

Fin qui abbiamo parlato di come riconquistare o ottenere il successo enoturistico, sapendo bene quanto sia dura la sfida, in un momento difficile come quello della pandemia e di quanto il lockdown abbia cambiato i comportamenti di uomini e donne di tutto il mondo. Se infatti in condizioni normali ogni offerta turistica doveva competere ogni anno come gli atleti nelle gare internazionali e i vincitori dell’edizione precedente potevano ritrovarsi esclusi dal podio, adesso il covid ha cambiato le regole del gioco e chi era molto forte può scoprirsi meno competitivo mentre, all’opposto, ci saranno emergenti con il profilo corrispondente alle richieste dei nuovi viaggiatori.
Ad ogni modo bisognerà essere pronti a cogliere le occasioni e poi porsi seriamente il problema di mantenere il successo più a lungo possibile.
Sembra facile! Invece è più difficile rimanere sul gradino più alto del podio che arrivarci.

 

MANTENERE IL SUCCESSO ENOTURISTICO SIGNIFICA ACCETTARE DEI LIMITI

San Gimignano e vigne di vernaccia: covid e lockdown cambiano il potenziale attrattivo delle wine destination

San Gimignano e vigne di vernaccia: covid e lockdown cambiano il potenziale attrattivo delle wine destination

Questo perché la destinazione turistica ha un ciclo di vita come qualunque altro prodotto, anzi, l’attitudine infedele del viaggiatore lo fa innamorare di luoghi sempre nuovi aumentando il rischio abbandono.
Ogni meta ha una fase di conquista, quando è intatta e cerca di attrarre visitatori. Poi la popolazione residente comincia a sentire fastidio per i forestieri che prendono troppi spazi. C’è poi una sorta di metamorfosi per cui il luogo diventa “turistico” con i negozi di souvenir che sostituiscono quelli di vicinato ed a quel punto decade verso il mordi e fuggi, cioè il turismo di massa.
Il ciclo di vita delle destinazioni ha velocità molto diverse: può durare pochi anni, mentre talvolta è lentissimo, dando addirittura l’impressione di non avvenire. In realtà persino le super star del turismo, come Venezia sono afflitte dall’overtourism, cioè dal fenomeno “grandi numeri – piccola spesa” che mercifica e corrode la bellezza dei luoghi. Tuttavia, mentre l’unicità e l’immenso patrimonio culturale di Venezia le da una garanzia per il futuro, lo stesso non avviene per le wine destination. Sono troppe nel mondo e nessuna ha il Canal Grande e Piazza San Marco.

 

Turismo ladrone e illusioni 2017

1143 Euro per 4 pasti a Venezia e la grande illusione del successo del turismo 2017 che non dipende da un buon marketing ma dal terrorismo in altri Paesi

Osteria-da-Luca-Venezia-Turismo-conto salatissimo

Osteria-da-Luca-Venezia-Turismo-conto salatissimo-a-4-studenti-giapponesi

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

La notizia dei quattro giapponesi che hanno pagato il loro pranzo in una trattoria di Venezia quasi 300 Euro ciascuno, ha fatto il giro del mondo. I gestori cinesi dell’Osteria da Luca non immaginano il danno che hanno fatto a tutta l’economia italiana. E purtroppo sembrano in buona compagnia perché, quasi contemporaneamente, 3 giovani donne hanno pagato 350€ per tre pastasciutte con sugo di pesce nel ristorante Casanova della stessa città, che in passato ha già avuto precedenti dello stesso tipo. Ed è così che la CNN mette Venezia fra le 12 mete del mondo da evitare nel 2018 per l’eccesso di turismo.
I tecnici lo chiamano overtourism, fenomeno che, in Italia, ha proprio a Venezia la sua manifestazione più evidente. Migliaia e migliaia di turisti che letteralmente passano

Osteria-da-Luca-Venezia-Turismo-conto salatissimo

Osteria-da-Luca-Venezia-Turismo-conto salatissimo

come cavallette senza lasciare ricchezza a meno che non vengano rapinati come è successo ai quattro giapponesi. Un mordi e fuggi di dimensioni enormi che è un’autentica minaccia per le località turistiche più note, perché invece di generare sviluppo suscita diseconomie con impatti ambientali e sociali molto pesanti.
Ma come reagire senza un ministero del turismo? Nel 1993 un referendum lo ha abolito per cui, il comparto che potrebbe essere il motore dell’economia italiana, è come una barca senza timone. Teniamo presente che il turismo contribuisce al Pil italiano (dati 2016) per circa 70 miliardi (36 dei quali provengono dai turisti stranieri) e il business turistico sale a 172 miliardi considerando l’indotto cioè vale otre il 10% del PIL.
E’ o non è il drive economico del nostro Paese? Bisogna ripristinare al più presto un ministero.