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CHIANTI SUPERIORE DOCG 2024 FATTORIA DEL COLLE

PER DONATELLA CINELLI COLOMBINI LA VENDEMMIA 2024 È STATA ABBONDANTE CON UN FINALE STRAORDINARIAMENTE FAVOREVOLE GRAZIE ALLE PIOGGE E AL FRESCO DI SETTEMBRE

Chianti Superiore DOCG 2024 Donatella Cinelli Colombini Fattoria Del Colle

Chianti Superiore DOCG 2024 Donatella Cinelli Colombini Fattoria Del Colle

Alla fine di agosto, dopo 60 giorni consecutivi di caldo torrido le viti erano ferme e Donatella Cinelli Colombini era molto preoccupata. Poi il tempo cambiò con grossi temporali e un drastico calo delle temperature che di notte scendevano a 10°C.
Condizioni ideali per la maturazione dell’uva, l’ammorbidimento delle bucce e la sintesi dei profumi.
La raccolta fu preparata con cura sfogliano e togliendo dalle viti i grappoli in più.
Poi il calendario della raccolta venne studiato come un’operazione militare guardando le previsioni del tempo, l’analisi delle uve e il loro assaggio per disporre macchine e uomini nel giorno migliore di ogni vigneto o porzione di vigneto.
Una pianificazione che prevedeva giornate lunghissime e lavoro anche nei giorni festivi ma il risultato è stato eccellente.

LEONE ROSSO BIO 2020 DOC ORCIA

Grande vendemmia 2020 rimarrà nella memoria per le mascherine e il COVID. Ci regala una Doc Orcia BIO ricca di profumi, struttura e piacevolezza

 

Vendemmia-2020-mosto-Fattoria-del-Colle-Toscana

Vendemmia-2020-mosto-Fattoria-del-Colle-Toscana

IL NOME DEL VINO LEONE ROSSO RACCONTA UNA STORIA ANTICA

Il vino Leone Rosso celebra gli antenati di Donatella Cinelli Colombini che fondarono la Fattoria del Colle nel 1592. Questo casato aveva nello stemma lo stesso leone rampante che orna l’etichetta del vino ed è visibile nei soffitti e sopra le porte della fattoria.
Si tratta della famiglia Socini molto ricca e potente nel XVI secolo a Siena. Due di loro – Lelio (1525-1562) e Fausto (1539-1604) – erano “liberi pensatori” schierati con la riforma protestante e in opposizione alla Chiesa di Roma. Per questo furono perseguitati e la famiglia perse tutti i suoi averi, compresa la Fattoria del Colle. Essa fu ricomprata dal bisnonno di Donatella Livio Socini nel 1919.

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2017

La vendemmia 2017 del Casato Prime Donne ci regala un Brunello “mediterraneo” potente e setoso, che darà il meglio di sé nei primi 15 anni di vita

 

Vendemmia-2017-Casato-Prime-Donne-Montalcino-Donatella-Cinelli-Colombini-con-grappoli-di-sangiovese

Vendemmia-2017-Casato-Prime-Donne-Montalcino-Donatella-Cinelli-Colombini-con-grappoli-di-sangiovese

C’è una frase celebre Winston Churchill (statista e Premio Nobel per la Letteratura 1874-1965) che corrisponde al sentimento dei vignaioli del Brunello nel 2017 <<Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare>>.

 

MONTALCINO REGNO DEL GRANDE SANGIOVESE NEL 2017

Per la verità Montalcino è fra i distretti del vino più beneficati dal global warming e, anche nel 2017, è stato risparmiato da gelate e altre intemperanze climatiche che hanno colpito altre zone.
Tuttavia, l’estate 2017 è stata torrida anche nel Brunello. Mentre i boschi di querce diventavano arancio in piena estate, i vignaioli del Casato Prime Donne a Montalcino accudivano le vigne di Sangiovese con la zappa aiutandole a superare lo stress. Alla fine la coltivazione biologica, che ha reso più soffice e vivo il terreno, oltre alla riduzione dei grappoli e la gestione della chioma per ombreggiare, hanno dato i loro frutti.
Poca uva molto buona.

 

BRUNELLO 2017 VENDEMMIA CON SUPER SELEZIONE DELL’UVA

La vendemmia è stata un lavoro certosino. L’uva è stata raccolta a mano dividendo i grappoli dei due lati delle spalliere. Qualcosa di lento, artigianale e molto impegnativo sia sotto il profilo organizzativo che da un punto di vista economico.
Ma <<per migliorare bisogna cambiare>> e forse cambiare significa tornare ai sistemi dei nonni e recuperare dalla memoria le vecchie pratiche di vigna. Ed ecco che, come un tempo, i vignaioli hanno colto prima l’uva meno buona e poi sono ritornati nelle stesse vigne per prendere quella destinata al Brunello. La cantiniera Barbara Magnani ha battezzato questo sistema <<vendemmia all’incontrario>>.
Il risultato è un Brunello “mediterraneo” estremamente appagante, con più alcol ed estratti rispetto al solito, ma con una freschezza sorprendente, un’eccellente piacevolezza del sorso e una buona persistenza.
Darà forse il meglio di sé nei primi 10-15 anni di vita.
Nel 2017 non è stato prodotto il Brunello Riserva e la selezione Prime Donne è stata ridotta alla metà del normale. Questo ci ha permesso di innalzare la qualità di questo Brunello di Montalcino classico.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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