I VINI VECCHI NON PIACCIONO PIÙ
SCAMBIO DI IDEE CON LORENZO RUGGERI SUL CAMBIAMENTO DEL GUSTO CHE PORTA A PRIVILEGIARE SEMPRE E SOLO LE COSE VELOCI O, COME PENSO IO, A ESCLUDERE CIÒ CHE INGOMBRA

La disaffezione verso i vini vecchi Lorenzo Ruggeri Gamberorosso
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
Una cosa è certa: il carattere complesso, spesso leggermente difettoso, estremamente fine e intrigante… dei vini vecchi non attrae più. I giovani wine lovers sono più attratti dalla scoperta di vini provenienti da regioni improbabili come l’Himalaya o da vitigni molto rari come il Tintilia del Molise o il Foglia Tonda con cui produco il vino Cenerentola.
LA DISAFFEZIONE VERSO I VINI VECCHI DIPENDE IN PRIMO LUOGO DAL GUSTO
Le ragioni del calo di gradimento per i vini vecchi ha diversi motivi: sicuramente dipende da un cambio del gusto e da una maggiore predilezione per la freschezza e la “fruttosità” dei vini giovani. Le bottiglie con vent’anni di età spesso sono complicate da capire. A questo si aggiungono l’evoluzione del clima e dell’enologia che hanno portato in bottiglia grandi vini rossi giovani meno tannici e più piacevoli in bocca. Un grande Brunello al suo primo anno ha tannini setosi e non è astringente, come quello di 30 anni fa, che costringeva gli appassionati ad aspettare decenni prima di assaporare un liquido morbido.






