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Muffa nobile svelato il suo segreto

L’uso della botritis cinerea è nato in Ungheria ma diventa un mito nel Sauternes e l’Università di Davis scopre che fa comportare l’uva bianca come quella rossa

Sauternes

Sauternes

Di Donatella Cinelli Colombini

Leggo in Teatro Naturale, un blog sempre informatissimo e intrigante, una notizia che mi colpisce “Svelato il segreto dei grandi vini bianchi muffati e dei suoi inconfondibili profumi”. Da qui comincia la mia esplorazione sulla muffa nobile che trasforma gli acini in capolavori come i sauternes di Chateau d’Yquem
Tutto inizia in modo leggendario con l’invasione ottomana dell’Ungheria da parte del Sultano Solimano e la lunga guerra

Tokaji

Tokaji

che ne derivò. Nelle proprietà di Zssuzsanna Lorántfly a Tokaji la produzione del vino era affidata a Máté Szepsi Laczkó, prete delle tenute. A causa di un attacco improvviso delle milizie turche, tutti gli uomini furono chiamati alle armi e il prete fu costretto a rimandare la vendemmia. Quando finalmente iniziò la raccolta, i grappoli erano attaccati dalla muffa grigia ma il sacerdote non si scoraggiò e fu premiato perché a Pasqua si trovò nei calici un vino strabiliante che ben presto fece la fortuna di tutta la regione di Tokaji e, nel Settecento, fu il prediletto dall’aristocrazia di tutta Europa al punto che gli Zar di Russia avevano un presidio militare che garantiva la continuità della fornitura.

                                                                       
Cinelli Colombini
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