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Vita da produttore: perché assaggiare i vini altrui

Assaggiare i vini altrui è raro fra i produttori invece è utile. Io assaggio più che posso, apro il mio orizzonte e a volte scopro dei gioielli

di Donatella Cinelli Colombini

Villa Bucci Verdicchio riserva

assaggiare i vini altrui-
Villa Bucci Verdicchio riserva

Assaggiare i vini degli altri aiuta a produrre meglio i propri perché apre la mente e affina la capacità di giudizio soprattutto se la degustazione riguarda altre zone e altri vitigni.

Io assaggio tanto e sono un giudice severo.
Invecchiando la mia predilezione per i vini eleganti cresce e la mia insofferenza per i vini tutto polpa e legno diventa sempre più forte. Mi piace la sorpresa, non solo la qualità ma anche la capacità di un vino di uscire dal coro e di distinguersi. Mi piace chi sfida i luoghi comuni e cerca l’eccellenza attraverso strade mai percorse prima.
Credo nell’agricoltura biologica e anzi ritengo che sia solo un primo passo verso la sostenibilità nel vigneto ma la stragrande maggioranza dei vini bio hanno odori che mi disgustano.

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Assaggiare-vini-altrui-vernaccia-di-san-gimignano-montenidoli-fiore-2014

Insomma ho le mie idee e dopo aver fatto il giurato in un concorso enologico internazionale sono convinta della necessità di assaggiare con calma avendo ben chiaro il vitigno, il territorio e le scelte produttive. La degustazione bendata appiattisce il giudizio su un parametro qualitativo uguale per tutti i vini mentre il nettare di bacco ha nella diversità la sua arma vincente. E’ lo stesso per la pittura, per la musica, per la poesia …. Contestualizzare aiuta a capire e a giudicare qualunque espressione dell’ingegno umano.
Vi presento 6 vini italiani che mi hanno colpito negli ultimi mesi. Sono stati assaggiati a tavola con l’etichetta davanti. Alcuni sono di amici produttori e altri no. Ne ho bevuti tanti altri squisiti ma questi mi hanno colpito perchè escono dal coro.

Itinerario turistico in cantina 2° parte

Qual’è la durata, perché la pulizia è importante come distinguere folclore e enologia. Tanti piccoli segreti del perfetto itinerario turistico in cantina 

Itinerario turistico in cantina Brolio la Cappella

Itinerario turistico in cantina Brolio la Cappella

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

DURATA E ORARI
A seconda della dimensione aziendale, l’ itinerario turistico in cantina  dura da 15 a 45 minuti e in certi casi ingloba anche piccoli musei e cappelle, come al Castello di Brolio in Chianti, oppure la rimessa delle carrozze, come a Torrevento nella DOCG Castel del Monte. Visite molto lunghe riducono il tempo da dedicare agli assaggi e allo shopping che, generalmente, concludono l’esperienza turistica.
Molto spesso le visite vengono organizzate in base a un calendario e ad un orario precisi. Questa razionalizzazione, ormai molto diffusa, è conveniente quando i flussi

Itinerario turistico in cntina Torre Vento carrozze

Itinerario turistico in cntina Torre Vento carrozze

diventano consistenti ed è necessario organizzare il lavoro degli accompagnatori. In altri casi, di visite ancora scarse, causa inutili attese poco gradite a chi viaggia ed ha pochi giorni per vedere tanti luoghi meravigliosi. Una via di mezzo, presente nello Champagne già quarant’anni fa, è quella di creare un intrattenimento con video oppure piccoli assaggi, che riduca la noia dell’attesa nella zona di accoglienza.
In ogni caso, bisogna tenere presente che i visitatori arrivano dalla tarda mattinata in poi e soprattutto nel pomeriggio. I mesi di maggior afflusso sono quelli autunnali che si caratterizzano anche con la clientela più competente. In inverno i visitatori diventano rarissimi mentre iniziano di nuovo a crescere dopo Pasqua. La clientela italiana si concentra nei fine settimana e in agosto.