DOVE I DAZI CRESCONO L’EXPORT SCENDE
I DAZI NON SONO TUTTI UGUALI, SE RIGUARDANO PRODOTTI NECESSARI FANNO PIU’ MALE AL PAESE CHE IMPORTA MENTRE PER VINO E MODA DANNEGGIANO SOPRATTUTTO CHI ESPORTA

Russia un export di vino ostacolato dai dazi Donatella Cinelli Colombini a Mosca con i sommelier
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne
I dazi sono tasse applicate sulle merci che attraversano i confini. Hanno due obiettivi principali: proteggono le imprese nazionali dalla concorrenza estera creano entrate fiscali.
COSA SONO I DAZI
Generalmente è l’importatore che paga i dazi delle merci che compra all’estero ma spesso viene chiesto al produttore di condividerne almeno una percentuale della spesa.
La situazione è diversa a seconda del tipo di merce: quando il dazio riguarda prodotti essenziali o materie prime difficilmente reperibili in altre zone allo stesso prezzo, come le uova o le componenti elettroniche cinesi, chi importa è costretto a pagare il dazio e poi deve riversarlo nel prezzo al consumatore finale oppure rinunciare a una parte del proprio guadagno. Entrambe le soluzioni danneggiano la popolazione del Paese che impone i dazi.
E’ diverso per i generi voluttuari come il vino o la moda, specialmente nei periodi di consumi calanti come avviene adesso con il vino e i capi griffati. In questo caso i produttori dei Paesi colpiti dai dazi, se vogliono mantenere la loro presenza nel mercato, sono costretti a incamerare gran parte della tassa perdendo tutti o parte dei loro guadagni.






