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LA TACHE IL VIGNETO PIU’ FAMOSO DEL MONDO

6 ETTARI NEL VILLAGGIO DI VOSNE-ROMANÉE IN BORGOGNA È IL CUORE DI ROMANÉE CONTI E PRODUCE UN VINO PIÙ RICERCATO DAI COLLEZIONISTI E WINE LOVERS INTERNAZIONALI

uva-biodinamica-Romanée Conti e Aubert de Villaine

La Tâche Domaine de la Romanée Conti

DI Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

Il muretto sovrastato dalla croce che delimita il climat, di La Tâche è forse il più fotografato della Borgogna e quello dove tutti noi, amanti del vino, vogliamo farci un selfie.

LA TÂCHE UN MITO CHE DURA NEL TEMPO

Vi ricordate il film “Il pranzo di Babette”? Racconta la creazione di un banchetto leggendario, quasi un’apoteosi della cucina francese, che viene accompagnato dal vino più prestigioso al mondo: La Tâche Domaine de la Romanée Conti.
Se andiamo a vedere la lista dei vini più cari del mondo ci troviamo La Tâche da decenni.
E’ il mito più mito del grande vino. Quello che ogni wine lover vorrebbe assaggiare almeno una volta nella vita. Il pinot noir di questo vigneto produce vini di un colore intenso, che emanano uno straordinario bouquet di frutti neri, tartufo e spezie. Il suo aroma comprende un’infinità di sfumature, che si fondono armoniosamente in un risultato di estrema finezza. Un vino sempre eccezionale, anche nelle annate difficili.

Il mito dei Domaine de la Romanée-Conti si tinge di giallo

Passeggiando fra i miti ed i climat dei Domaine de la Romanée-Conti e della Borgogna fra tentativi di avvelenamento, amanti di re e prezzi da capogiro
Di Ignazio Anglani

Romanée Conti Albert de Villaine

Romanée Conti Albert de Villaine

I proprietari di Romanée-Conti Aubert de Villaine e Henry-Frédéric Roch, ad inizio 2010, ricevono in un cilindro la mappa dei vigneti dei Domaine e la richiesta di un milione di Euro per non avvelenarli. Inizialmente non danno peso alla cosa. A metà gennaio ricevono una seconda lettera, uguale alla prima, con l’indicazione di due viti avvelenate.

Iniziano le indagini e si scopre che il colpevole della truffa è un pregiudicato, Jacques Soltys, che in carcere, aveva elaborato questo piano. Per fortuna viene arrestato prima di metterlo in atto, ma purtroppo si suicida in carcere. Dalla vicenda è nato un articolo su Vanity Fair e un libro “Shadows in the Vineyard” di Maximillian Potter appena uscito.

Romanée Conti ha un passato lungo e suggestivo, in cui ci sono episodi mitici e non solo criminali. Le legioni romane portarono le viti in Borgogna, furono poi i monaci della Abbazia di San Vivant, dal 900, che divisero i vigneti in climat, fra cui il Cros des Cloux di 1,8 ettari, che nel 1631 mutò il suo nome in Romanée per la discendenza romana.

                                                                       
Cinelli Colombini
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