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LA CONVERSIONE DA VISITATORE A CLIENTE DELLA CANTINA

WINE SUITE PRESENTA IL REPORT ENOTURISMO 2026 DIRECT TO CONSUMER: CRESCONO LE VISITE IN CANTINA E CALA IL VALORE MEDIO DEGLI SCONTRINI DI ACQUISTO DI BOTTIGLIE

WINE SUITE PRESENTA IL REPORT ENOTURISMO 2026 DIRECT TO CONSUMER DURANTE VINITALY

WINE SUITE PRESENTA IL REPORT ENOTURISMO 2026 DIRECT TO CONSUMER DURANTE VINITALY

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

A Vinitaly DivineaWine Suite presenta il Report enoturistico e vendite direct to consumer 2026. Il punto di partenza è la conversione da turista a cliente nelle cantine. Essa passa da una corretta gestione della visita fra le botti, da una degustazione collegata all’offerta del negozio interno e soprattutto dalla raccolta e dall’uso dei contatti tramite un CRM. Lo strumento elettronico permette di mantenere il rapporto con chi ha visto i luoghi di produzione e spingerlo a comprare ancora.
Tutto poggia quindi su metodi corretti da parte degli addetti alla wine hospitality in cantina ma anche un potenziamento di WineSuite Divinea che si è unita a OrderPort, realtà statunitense specializzata nelle tecnologie per il direct-to-consumer nel settore vitivinicolo, con una forte esperienza nei sistemi di punto vendita e Wine Club.

NASCE IL CLUB DEGLI WINE HOSPITALITY MANAGER

OLTRE 500 ISCRITTI IN POCHI GIORNI, PARTE COL BOTTO IL CLUB DEI RESPONSABILI DELL’ACCOGLIENZA TURISTICA IN CANTINA PROMOSSO DA WINE MERIDIAN E WINE SUITE -DIVINEA

Montalcino Casato Prime Donne wine hospitality nasce il club per i managers dell'accoglienza in cantina

Montalcino Casato Prime Donne wine hospitality nasce il club per i managers dell’accoglienza in cantina

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Inizia con una riunione durante Hospitality, il B2B di Riva del Garda, all’inizio di febbraio 2024 quando è stato proposto il “manifesto” dei wine hospitality managers e già alla fine del mese il club “Wine Hospitality” contava 500 iscritti.
Mira a offrire informazioni aggiornate sulle novità e i trend, corsi di formazione, creare uno spazio di condivisione, networking fra i manager delle cantine turistiche, organizzare eventi e servizi che agevolino la crescita dell’enoturismo e trovare le soluzioni ai suoi problemi. Quest’ultima sembra la sfida più audace ma forse quella decisiva perché “l’unione fa la forza” e far parlare con una voce sola 500 professionisti dell’enoturismo significa avere una voce di tuono.
Con questi presupposti nasce il primo progetto Wine Tourism HUB e la prima serie di dati che riguardano un campione di 1600 cantine italiane.
I punti presi in esame riguardano la loro comunicazione: analisi dei loro siti web, invio di mail e telefonate.

                                                                       
Cinelli Colombini
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