Assaggi di Brunello 2001 e 2004. Retrospettiva come al cinema

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Assaggi di Brunello 2001 e 2004. Retrospettiva come al cinema

Due articoli ci fanno assaporare i Brunello 2001 e 2004 con la guida di Eric Guido di Vinous e Monty Waldin di Decanter e i punteggi sono altissimi

 

Brunello di Montalcino Prime Donne 2013 - Donatella Cinelli Colombini

Brunello di Montalcino Prime Donne 2013 – Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini

Due articoli e due assaggi per capire l’evoluzione del Brunello, da vino concepito per sfidare il tempo a vino che deve associare longevità e giovanile piacevolezza. E’ il passaggio dalla “Filosofia Biondi Santi” al nuovo stile di un gran numero di produttori montalcinesi.

 

IL VENTESIMO ANNO E’ QUELLO RIVELATORE SULLA LONGEVITA’

Eric Guido, super assaggiatore dei vini italiani per Vinous, ha degustato il Brunello 2001 spiegando il motivo di una simile scelta: <<So why twenty years? Why not ten or thirty? Because, in my opinion, it is the twenty-year mark that proves the potential of a Brunello vintage. At ten years, a classically structured vintage is still in its adolescent stages (think 2010). At thirty years, only the best wines will still be drinking well (think 1990). However, at twenty years, you can assess from a broad range of producers if the vintage is ready to drink now, drink soon, or continue to stash away in your cellar>>. Allora perché vent’anni? Perché non dieci o trenta? Perché, secondo me, è il ventennale che dimostra le potenzialità di un’annata di Brunello. A dieci anni, un’annata strutturata in modo classico è ancora nelle sue fasi adolescenziali (si pensi al 2010). A trent’anni, solo i migliori vini potranno ancora bersi bene (si pensi al 1990). Tuttavia, a vent’anni, puoi valutare su un’ampia gamma di produttori se l’annata è pronta da bere oppure è meglio tenerla ancora in cantina.

 

COME E’ CAMBIATA LA FILOSOFIA DEL BRUNELLO NEGLI ULTIMI 20 ANNI

Come è successo a me, negli ultimi 20 anni, molti produttori di Montalcino hanno avuto una grande evoluzione, tornando a un rapporto più forte con la vigna e all’uso di botti di legno grandi. In questa evoluzione sono stati avvantaggiati i produttori che avevano mantenuto lo stile tradizionalista anche nel periodo in cui la critica premiava i Brunello maturati in barriques e provenienti dai vigneti delle zone più calde di Montalcino.
Un’altra evoluzione degli ultimi 20 anni è legata al clima che ha avvantaggiato le zone più fresche, come quella in cui si trova il Casato Prime Donne.
Il 2001 ebbe un inverno piovoso, una gelata primaverile ed un’estate calda ma interrotta da frequenti perturbazioni. Non era il clima ideale per i vigneti del Casato Prime Donne che danno il meglio con estati più asciutte. Tuttavia anche nel 2001 se la sono cavata bene.

 

92/100 PER IL BRUNELLO 2001 DA ERIC GUIDO

92/100 è il giudizio di Eric Guido sul nostro Brunello che lui descrive in modo affascinante con il richiamo alle ciliegie mature alle spezie esotiche scure, allo zucchero di canna e a ricordi di tostatura e mineralità di un bouquet “drammatico”.

 

96/100 PER IL BRUNELLO PRIME DONNE 2004 DA MONTY WALDIN

96 punti al Brunello Prime Donne 2004 da Monty Waldin in un articolo pubblicato su “Decanter” e intitolato Brunello di Montalcino 2004: a retrospective. La degustazione ha riguardato 40 vini di un’annata stile Borgogna con forte impronta di legno. Si tratta della vendemmia, giudicata 5 stelle per l’ottima qualità delle uve, che segna il primo viaggio di Monty Waldin a Montalcino e il suo innamoramento per il Brunello.

 

PERCHE’ E’ DIFFICILE AMARE IL NOSTRO PASSATO

Concludo questa retrospettiva sulle vecchie annate di Brunello con una nota personale. Quando ho lasciato l’azienda della mia famiglia per creare un progetto tutto mio partendo da due proprietà da ristrutturare per me è stato psicologicamente molto difficile. Come se fossi diventata una persona diversa con un’identità diversa. Ora sono contenta di questa scelta e del percorso che ho fatto in 23 anni e di recente sono riuscita a collegare quello che faccio adesso con le mie esperienze giovanili. Quei ricordi non mi fano più male e non sento più il bisogno di distinguermi. Io vedo nei miei vini lo specchio di quello che ero e di quello che sono ora, della maturità e dei valori che ora vivo con piena consapevolezza e serenità. Forse per questo sono innamorata delle nuove annate e …. Credeteci, farò ancora meglio. Perché io sono come il Brunello, miglioro col tempo.

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