Eric Guido Tag

COME APPAIONO LE CANTINE ON LINE 16

Dopo il Covid, l’immagine digitale della cantina è più importante e forma una ragnatela di canali di dialogo con buyers, clienti e followers

 

cantina-online-donatella-cinelli-colombini

cantina-online-donatella-cinelli-colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Il sito vetrina esiste ancora ma serve meno di prima anche se i potenziali importatori lo usano per decidere se sviluppare i contatti. La difficoltà di viaggiare, soprattutto su rotte intercontinentali, impedisce loro di vedere personalmente l’azienda e la visione delle foto e dei video del sito influisce sulla decisione così come, ovviamente, la degustazione dei vini.  Per questo le cantine hanno tutto l’interesse a migliorare l’esperienza online del proprio sito sotto il profilo tecnico – rendendolo veloce, facile da usare – e esteticamente piacevole con grafica, immagini e video accattivanti.

 

IMMAGINE REALE E IMMAGINE DIGITALE DELLE CANTINE

Tuttavia la comunicazione online è ormai qualcosa di molto complesso e dinamico che assorbe tempo e risorse alle cantine ma offre anche ottime opportunità di business soprattutto sul fronte turistico.

Assaggi di Brunello 2001 e 2004. Retrospettiva come al cinema

Due articoli ci fanno assaporare i Brunello 2001 e 2004 con la guida di Eric Guido di Vinous e Monty Waldin di Decanter e i punteggi sono altissimi

 

Brunello di Montalcino Prime Donne 2013 - Donatella Cinelli Colombini

Brunello di Montalcino Prime Donne 2013 – Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini

Due articoli e due assaggi per capire l’evoluzione del Brunello, da vino concepito per sfidare il tempo a vino che deve associare longevità e giovanile piacevolezza. E’ il passaggio dalla “Filosofia Biondi Santi” al nuovo stile di un gran numero di produttori montalcinesi.

 

IL VENTESIMO ANNO E’ QUELLO RIVELATORE SULLA LONGEVITA’

Eric Guido, super assaggiatore dei vini italiani per Vinous, ha degustato il Brunello 2001 spiegando il motivo di una simile scelta: <<So why twenty years? Why not ten or thirty? Because, in my opinion, it is the twenty-year mark that proves the potential of a Brunello vintage. At ten years, a classically structured vintage is still in its adolescent stages (think 2010). At thirty years, only the best wines will still be drinking well (think 1990). However, at twenty years, you can assess from a broad range of producers if the vintage is ready to drink now, drink soon, or continue to stash away in your cellar>>. Allora perché vent’anni? Perché non dieci o trenta? Perché, secondo me, è il ventennale che dimostra le potenzialità di un’annata di Brunello. A dieci anni, un’annata strutturata in modo classico è ancora nelle sue fasi adolescenziali (si pensi al 2010). A trent’anni, solo i migliori vini potranno ancora bersi bene (si pensi al 1990). Tuttavia, a vent’anni, puoi valutare su un’ampia gamma di produttori se l’annata è pronta da bere oppure è meglio tenerla ancora in cantina.

 

COME E’ CAMBIATA LA FILOSOFIA DEL BRUNELLO NEGLI ULTIMI 20 ANNI

Come è successo a me, negli ultimi 20 anni, molti produttori di Montalcino hanno avuto una grande evoluzione, tornando a un rapporto più forte con la vigna e all’uso di botti di legno grandi. In questa evoluzione sono stati avvantaggiati i produttori che avevano mantenuto lo stile tradizionalista anche nel periodo in cui la critica premiava i Brunello maturati in barriques e provenienti dai vigneti delle zone più calde di Montalcino.
Un’altra evoluzione degli ultimi 20 anni è legata al clima che ha avvantaggiato le zone più fresche, come quella in cui si trova il Casato Prime Donne.
Il 2001 ebbe un inverno piovoso, una gelata primaverile ed un’estate calda ma interrotta da frequenti perturbazioni. Non era il clima ideale per i vigneti del Casato Prime Donne che danno il meglio con estati più asciutte. Tuttavia anche nel 2001 se la sono cavata bene.