Benvenuto Brunello bello ma sempre uguale

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Benvenuto Brunello bello ma sempre uguale

Il Brunello festeggia i 50 anni dalla DOC  con un grande 2011 e una super riserva 2010 ma deve rinnovare le iniziative e soprattutto Benvenuto Brunello

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Di Donatella Cinelli Colombini

Vini strepitosi, ogni anno il numero delle eccellenze enologiche aumenta nel Brunello come in una squadra olimpica dove ognuno cerca di battere il record del compagno. I vini di Montalcino si confermano in piena salute e in piena corsa verso i successi internazionali. Un 2011 Brunello con una qualità superiore alle aspettative e una bevibilità che sarà l’acceleratore del suo successo nella ristorazione internazionale. Il trecentesco convento di Sant’Agostino, che diventerà presto sede del Consorzio del Brunello, è una cornice perfetta per l’assaggio dei grandi rossi di questo territorio.

ALESSANDRO-REGOLI-GIULIO-SALVIONI-RICCARDO-ILLY-ANDREA-MACHETTI

IRENE-CHIARI-ALESSANDRO-REGOLI-GIULIO-SALVIONI-RICCARDO-ILLY-ANDREA-MACHETTI

In occasione di Benvenuto Brunello 2016 i due chiostri del convento hanno ospitato le degustazioni dei giornalisti -assistite dai sommelier- e i banchi dei produttori in cui era possibile sentire i vini e le spiegazioni  su ciascuna bottiglia. Meno bene la cena di gala. All’arrivo una fila esagerata davanti al guardaroba. Kerin O’Keefe del Wine Enthusiast, che era proprio davanti a me, si è spazientita <<se avessi immaginato una cosa simile sarei venuta alle nove>>. Ma anche chi ha saltato la fila non è stato più fortunato. Nel primo chiostro c’era Riccardo Illy <<il presidente del Consorzio Bindocci ci ha detto di tenere i cappotti ma non riusciamo a entrare nella sala degli aperitivi, c’è troppa gente>> e con le mani occupare sarebbe stato quasi impossibile prendere un calice.

CLEMENTINA-PALESE-DONATELLA-CINELLI-COLOMBINI-PROVE DI DIALOGO-DONNE-DELLA-VITE-E DONNE-DEL-VINO

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Fra gli antipasti spiedini di carne e fegatelli di maiale, per altro deliziosi, già preannunciavano un taglio abbastanza rustico del menù e infatti, nella sala da pranzo meravigliosamente allestita nel chiostro grande, veniva servita una cena tipica. Peccato! Il banchetto di gala celebrativo dei 50 anni della denominazione, forse meritava chef stellati con piatti creati appositamente per il Rosso e il Brunello di Montalcino.
Le anteprime del vini sono nate proprio a Montalcino nel 1992, grazie a una felice intuizione dell’allora presidente del Consorzio Lucio Turone , che inventò la formula di “Benvenuto Brunello” con l’invito a stampa e buyer per l’assaggio delle nuove annate e la piastrella celebrativa con le stelle dell’ultima vendemmia. Un format che si ripete invariato da 24 anni, con l’unica novità degli artisti che ogni anno realizzano la piastrella. Per l’annata 2015 -5 stelle- hanno lavorato Sandro Chia, Mimmo Paladino e altri tre artisti.

Un format di grande successo che ha trovato moltissimi seguaci. Adesso l’evento di

BENVENUTO-BRUNELLO-2016-PIASTRELLA CELEBRATIVA

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Montalcino arriva in coda alle anteprime dell’Amarone e delle altre grandi denominazioni toscane: Chianti e Chianti Classico, Vernaccia e Vino Nobile. Il Brunello ha dunque bisogno di rinnovare i suoi strumenti di comunicazione con la stampa, i buyer e i wine lovers. Chi vuole essere un leader, e il Brunello lo vuole, deve avere il coraggio di rimettersi in gioco, anche se questo è rischioso, è faticoso, fa paura, crea conflitti …. Ma apre le strade verso il futuro, consolida il successo evita di “passare di moda” e fa entrare nella categoria dei “grandi classici” che sanno evolversi, con cultura ed eleganza, apparendo sempre al passo con i tempi.

BENVENUTO-BRUNELLO-2016-ANTONELLA-MARCONI-SERVE-IL-BRUNELLO-A-BARBARA-LATINI

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Quali potrebbero essere le formule? Magari il collegamento alla moda o al cinema, magari una proiezione di enormi immagini sulle mura della fortezza, magari la creazione di un centro di animazione capace di mostrare ai turisti la storia e la produzione del Brunello ispirandosi ai musei più innovativi del mondo, magari un festival dedicato ad accrescere il numero dei Brunello lovers ….
Coraggio! Montalcino, nella sua storia è sempre stato un leader, soprattutto nel Cinquecento e nell’Ottocento quando ha affrontato grandissime difficoltà e sarà un leader anche nel futuro!