Ciancifricola una pomodorata senese con tanti nomi

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Ciancifricola una pomodorata senese con tanti nomi

La deliziosa zuppa di pomodoro e uova, nella campagna senese viene chiamano anche picchio pacchio. Eccola nella versione della Fattoria del Colle

Trascritta dalle massaie da Donatella Cinelli Colombini

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E’ un piatto unico di chi arriva a casa mezz’ora prima di cena e riesce comunque a portare in tavola cose prelibate. Nei pasti più curati la ciancifricola diventa un finger food di tendenza da offrire in coppette.
La sua origine è decisamente antica anche se non certo medioevale. Sicuramente nell’Ottocento, la ciancifricola veniva consumata a metà mattina, serviva a dare forza ai contadini, durante i faticosi lavori estivi. Nei paesi della campagna senese cambia nome e diventa pomodorata o picchio pacchio ma, con qualche piccola variante, la ricetta è sempre la stessa.

Cosa bere insieme a questo piatto? Direi un vino giovane a base di Sangiovese come il mio Chianti Superiore dove l’austerità del vino bilancia la dolcezza del pomodoro
Ingredienti per 4 persone:
¼ di cipolla, un peperoncino, 3 cucchiai di olio extravergine, 1 kg di pomodori pelati con il loro sugo, 1 litro di brodo di

Ciancifricola_FattoriaDelColle7

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carne, 200g di pane toscano, 4 uova di gallina e 4 uova di quaglia, sale.
Preparazione:
Tritare la cipolla e rosolarla nell’olio insieme al peperoncino. Appena imbiondisce unire i pomodori pelati, grossolanamente tritati e arricchiti dal loro liquido. Salare e proseguire la cottura a fuoco moderato per mezz’ora aiutandosi con il brodo e rimestando continuamente. Sbattere le uova e unirle alla minestra quando bolle.

Chianti_Superiore_2010_anteprima_con_Violante

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Completare la cottura per qualche minuto. Contemporaneamente affettare il pane toscano, tostarlo in forno e deporlo nelle fondine. Versarvi sopra la ciancifricola e, ancora sopra, un uovo di quaglia. Servire ben caldo.

 

wine-destination

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