Latour lascia la vendita en primeur è la fine di un sistema?
La vendita en primeur riguarda vini in botte e consente di investire e, spesso di speculare, sulla crescita del loro valore prima della consegna sul mercato
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
I negotiants acquistano dunque i vini 18 mesi o un anno prima dalla vendita al pubblico. L’en primeur riguarda soprattutto Bordeaux, Borgogna, Cote du Rhône e Porto. I profitti possono essere impressionanti. Wikipedia riporta, a titolo di esempio, lo Château Latour 1982 che fu acquistato a 250 Sterline la cassa un anno dopo la vendemmia e rivenduto nel 2007 a 9.000.
Quest’anno proprio Latour ha lasciato il mercato en primeur e la notizia ha fatto il giro del mondo. L’informatissimo sito The Drinks business ha pubblicato una riflessione che inizia con un quesito: gli altri Premier crus lo seguiranno?
Chateau Latour appartiene al ristrettissimo gruppo dei First Growth un olimpo istituio nel 1855 di cui fanno parte anche Château Lafite Rothschild, Château Margaux, Château Haut-Brion e, dal 1973, anche Mouton Rothschild.
Questi sono i miti dei miti del vino, le cantine leggenda 1° crus. Ogni notizia che le riguarda viene vista dal mercato e dai collezionisti come un fatto della massima importanza e dunque la decisione di Latour di lasciare il mercato en primeur è di quelle da prima pagina.
Il sistema ha dato enormi profitti a tutti e si basa sull’esistenza di centinaia di negotiants cioè società di distribuzione, anche mondiali, che si occupano di vendere e promuovere i vini acquistati quando sono ancora in botte.
L’asta avviene ad aprile ed è preceduta da alcuni giorni di degustazioni e di appuntamenti esclusivi organizzati delle cantine più importanti << la presentazione di Paul Pontallier dei vini di Château Margaux è sempre un punto culminante>> racconta Jancis Robinson. Il prezzo dipende in gran parte dalla valutazione espressa dai wine critics e soprattutto Robert Parker. I giudizi del Wine Advocate, attraverso portali come Liv-Ex fanno scendere o salire i prezzi come fossero titoli. Anche nell’asta tutto avviene con grande velocità esattamente come in borsa. Già nel 2007 Jancis Robinson aveva evidenziato i rischi collegati a una valutazione molto precoce della qualità dei vini. Il legno delle botti, la capacità di invecchiamento, le azioni di marketing possono ingenerare salite e discese importanti nel valore e nella qualità dei vini. Per questo l’acquirente ultimo, quello che alla fine dovrebbe bere il vino, è poco tutelato dal meccanismo en primeur.
Argomento pienamente condivisibile ma probabilmente diverso da quello che ha condotto alla decisione di Francois Pinault proprietario di Chateau Latour. Probabilmente si tratta di una scelta esclusivamente finanziaria. Se infatti digitate la parola Latour su Google il primo riferimento che troverete non è quello del celebre chateau bensì Millésima società di Bordeaux nel cui sito sono in vendita le en primeurs 2013. Per esempio una cassa da 6 bottiglie di Château Cheval Blanc 2013, Bordeaux – Saint-Emilion – Rosso costa 2.100€ + iva e verrà ritirata dalla cantina alla fine del 2015. I punteggi sono: Robert Parker : 89-91, Wine Spectator : 91-94, Jancis Robinson : 17. Si tratta di un prezzo caro ma abbordabile rispetto a quello che avranno le stesse bottiglie nel 2015. E’ proprio questa forbice di profitti che, forse, è all’origine della decisione di Latour e, visto le cifre in campo, come dargli torto.










