Winelivery la app che porta il vino in tavola in 30′

Andrea Antinori di Winelivery

Winelivery la app che porta il vino in tavola in 30′

Vi presento Winelivery e la sua creatrice Andrea Antinori, la app che in 5 anni ha rivoluzionato il consumo dei migliori vini che arrivano a casa in 30 minuti

winelivery Andrea Antinori intervistata da Chiara Giannotti

Winelivery Andrea Antinori intervistata da Chiara Giannotti

Di Donatella Cinelli Colombini

L’occasione nasce dalla decisione di Violante (la vulcanica Cinellicolombini jr) di vendere i nostri vini on line e dalla scelta di due top players Winelivery e Vivino. Una decisione che mi ha dato l’opportunità di conoscere una donna strepitosa: Andrea Antinori

WINELIVERY LA APP CHE PORTA IN TAVOLA IL VINO IN 30 MINUTI A TEMPERATURA DI SERVIZIO

Valtellinese, 32 anni con un passato in Guatemala e in Germania e una collaborazione con l’Università di Pavia come fisioterapista. <<Come mai un nome tedesco come Andrea?>> risponde <<i miei genitori hanno deciso di complicarmi la vita>> sorride e poi aggiunge << ora che mi occupo di vino, la domanda più frequente è sul cognome. Mi chiedono se sono parente dei famosi marchesi fiorentini. Vi svelo un segreto, purtroppo no>>.
Simpatica, diretta ed estroversa mi racconta che ha creato Winedelivery nel 2015 quasi per caso <<durante una cena con amici. Era finito il vino e da bravi millennials ci siamo messi a cercare sul telefono qualcuno che lo consegnasse a casa ma senza successo>>. Poco dopo, Andrea va a un matrimonio in USA e racconta l’episodio sentendosi dire <<ma lo stai che qui c’è già chi porta il vino a casa e c’è una richiesta che cresce>>. Andrea torna a Milano e decide di creare una start up per il wine delivery in mezzo allo scetticismo generale << non c’è offerta di servizi del genere>>. Lei coinvolge un amico esperto di informatica e gestione aziendale, Francesco Magro, con lui stipula l’atto costitutivo davanti al notaio di venerdì 17.

Da quel momento il venerdì 17 diventa il suo porta fortuna.

LA STORIA DI WINELIVERY

Gli inizi sono duri perché i due pionieri lavorano entrambi e seguono Winelivery nei ritagli di tempo. Il problema più grosso è quello finanziario finché non tentano un crowdfunding e arrivano in cassa 150.000€. Sono fra i primi a fare un’azione del genere e la stampa ne parla diffusamente dando visibilità al progetto. La crowdfunding ha una regola ferrea: chi riceve soldi deve tenere fede alle promesse e Andrea Antinori brucia le tappe da Milano a Torino poi a Bergamo e a Firenze.  L’operazione di ricerca di investimenti viene replicata con successo per due volte per un totale di quasi due milioni di Euro e l’obiettivo è aprire in 25 città, tutte le principali italiane. Nel futuro c’è l’estero a Parigi <<dove c’è un imitatore che stiamo tenendo d’occhio e a Monaco di Baviera>>.  Per ora l’unica attività all’estero è a Formentera.

DURANTE IL LOCKDOWN  WINELIVERY CONSEGNA 4.000 BOTTIGLIE AL GIORNO

Winelivery cresce a percentuali a tre cifre (intorno al +600%) fino al 2019 quando segna un “modesto” 250% sul 2018.Alla faccia degli scaramantici.
<<Vi copiano?>> chiedo curiosa pensando soprattutto ad Amazon e al suo recente ingresso nel mondo del vino << si ma nessuno riesce ad avvicinarsi al nostro

Winelivery la app che porta il vino a casa in 30 minuti

Winelivery la app che porta il vino a casa in 30 minuti

livello >> dice orgogliosa spiegando che fra i 25 membri dello staff, tutti millennials, ci sono quelli che hanno creato la loro app. Un gioiellino di elettronica in grado di capire le preferenze dell’utilizzatore e proporgli vini nuovi che possono piacergli. Winelivery è insomma mix di artigianalità, competenza e coraggio. Persino i riders sono scelti con cura <<il servizio deve essere ben fatto dall’inizio alla fine>> spiega raccontando che, agli esordi, furono proprio i fattorini che sfrecciavano per Milano con le scritte Winelivery a far notare la loro attività.
Winelivery- la app del bere, nasce infatti a Milano come un servizio dai ristoranti verso i loro clienti a casa. <<funzionava come un broker>> spiega Andrea <<ma ben presto capimmo che bisognava accorciare la distanza fra la cantina e il consumatore e dunque iniziammo a fare accordi direttamente con i produttori, organizzando la logistica in magazzini da cui i raider trasportano il vino casa dei clienti in 30 minuti alla temperatura perfetta per berlo. Non solo vino ma anche birra e altri drink>>.

IL FUTURO DI WINELIVERY

E’ il primo passo verso un futuro <<in parte già iniziato>> in cui l’esperienza di bere il vino diventerà un mix di virtuale e reale con il produttore che racconta e il wine lover che, dopo l’assaggio, posta commenti e immagini oppure addirittura dialoga con il winemaker. <<Dopo il lockdown vedremo>> dice Andrea Antinori <<ora siamo impegnati a soddisfare una richiesta enorme, abbiamo più di 700 riders al lavoro e in giorni come il 25 aprile abbiamo visto dei picchi di richieste impressionanti>> .
In questo periodo di prigionia covid degli italiani Winelivery è apparso molto in TV << per diventare più presente nel vissuto dei consumatori e cavalcare l’onda>> spiega Andrea dimostrando una comprensione del marketing e una velocità di reazione da vero top manager. <<In genere lo shopping si concentra il venerdì e in un orario fra le 18 e le 21. L’effetto del black friday è quasi inesistente perché la logica non è quella del basso prezzo ma quella del servizio, tuttavia il trascinamento all’acquisto è positivo anche per noi>>.
Non esiste un cliente tipo ma ci sono i fedelissimi che comprano su Winelivery fino da quando è nata, gli universitari che hanno molta conoscenza del digitale e poca di vino per cui sentono il bisogno di consigli ma sono molto virali, ci sono le persone in carriera che dopo 13 ore di lavoro hanno invitato gli amici a cena e preferiscono ricevere la bottiglia a casa piuttosto che passare in enoteca, poi ci sono i clienti wine lovers che spulciano tutta la proposta di Winelivery in cerca di quello che non conoscono e infine gli alto spendenti che chiedono solo grandi brand senza farsi un problema di prezzo.

I CLIENTI WINELIVERY DI OGNI ETA’ E DI OGNI ZONA CON DEI DISTINGUO

Una clientela curiosa ma anche esigente. << Come si fa a soddisfare tutti? Come scegliete i vini da proporre? >> le chiedo e lei risponde, fedele al suo personaggio, in modo molto concreto <<bisogna offrire tutte le DOCG e le regioni, poi valutare qual è il numero massimo di Amarone o di vino della Basilicata che riusciamo a vendere. Ci sono comunque differenze fra una città e l’altra, per esempio a Firenze la proposta di vini  toscani è più ampia che a Torino. Ma ci sono due regole da rispettare sempre: assaggiamo il vino che deve convincere noi di Winelivery, per primi e soprattutto controlliamo se viene comprato dai nostri clienti. Perché se non viene venduto è inutile tenerlo nel portale sarebbe dannoso per noi e per la cantina>>.

ANDREA ANTINORI NEL PASSATO, NEL PRESENTE E NEL FUTURO

Per finire qualche curiosità <<Come fa una donna di 32 anni a conciliare la guida di un’impresa di successo con la vita privata>> Andrea sorride << Mi sono data delle regole perché all’inizio i miei amici si chiedevano se ero ancora viva, ora faccio sport per almeno un’ora al giorno e a una certa ora smetto, tanto non devo salvare il mondo>>  No, nessuno lo può fare, ma, come diceva Obama, tutti possono fare qualcosa per migliorare il mondo. Fa bene al cuore vedere giovani, come Andrea, che ce la fanno, che guardano al futuro con ottimismo. E’ così perfetta la Dottoressa Antinori creatrice di Winelivery? <<No quando mi arrabbio, perché le cose sono fatte male, divento una iena e perdo le staffe>> Meno male che qualche difetto c’è in questa donna giovane, intelligente, bella e coraggiosa che si ispira solo ammirazione.

wine-destination

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