Ciao Giuditta Parisi piccola donna dal grande talento

Carlotta Annibale e Giuditta parisi Punti di vista Montalcino Casato Prime Donne

Ciao Giuditta Parisi piccola donna dal grande talento

Giuditta Parisi è morta l’8 agosto precipitando durante una scalata alpina. Era un’artista e una grafica montalcinese di grande talento

Di Donatella Cinelli Colombini

Carlotta Annibale e Giuditta parisi Punti di vista Montalcino Casato Prime Donne

Carlotta Annibale e Giuditta parisi Punti di vista Montalcino Casato Prime Donne

Ero sul traghetto del lago Lemano in Svizzera quando ho ricevuto la telefonata di un giornalista <<conosceva Giuditta Parisi?>> si rispondo stupita. Il proseguo della telefonata è agghiacciante <<è morta precipitando durante una scalata sulle Alpi>>.
Giuditta è morta come è vissuta a contatto con la natura, mettendosi alla prova, sfidando i suoi limiti.
Era minuta, gentile, umile, generosa, con un talento grafico strepitoso che, purtroppo avrebbe avuto bisogno di Londra, Parigi o almeno Milano per sbocciare del tutto. A Montalcino, dove viveva, questo non le è stato possibile. Nata in una famiglia di artisti con una creatività incontenibile ha sempre condiviso con il padre Annibale e la sorella Carlotta, il bisogno di esprimersi con il tratto e il colore.
Mi rivolsi a lei dopo che la grafica con cui avevo creato il logo e le etichette dei miei vini, Adriana Avignonesi, aveva interrotto l’attività. Giuditta ha vestito il Brunello IOsonoDonatella insegnandomi passo passo come trasformare i ricordi e i valori in elementi visivi. Tutti hanno riconosciuto l’ottima qualità del suo lavoro.

GIUDITTA PARISI GRAFICO E ARTISTA

Proprio il giorno della sua morte il settimanale del Gambero Rosso Trebicchieri pubblicava un articolo sulle Cantine d’Arte che comprendeva “Punti di vista” istallazione artistica di Carlotta, Giuditta e Annibale Parisi realizzata nel 2013 al Casato Prime Donne di Montalcino.
Ricordo che io chiesi a lei un’opera d’arte che accompagnasse la dedica di Linda Laura Sabbadini, Direttore del dipartimento di statistiche sociali e ambientali dell’ISTAT, che, quell’anno, aveva vinto il Premio Casato Prime Donne. Giuditta mi disse che preferiva condividere il progetto con tutta la sua famiglia. Ne scaturì un’opera strepitosa che colpisce ogni visitatore: si tratta di carrette, trasformate in sedili in cui sono dipinte donne così come le hanno viste grandi pittori: Léger, Picasso, Modigliani, Gauguin, Frida Kahlo, Matisse e Carlotta Parisi. Ogni donna guarda in una direzione diversa. E’ il simbolo della femminilità che cambia con il tempo, le culture e la propria volontà guardando nuovi orizzonti.

Insieme ai talenti Giuditta ha ricevuto dalla vita tanti dolori. Ricordo una telefonata drammatica. Io ero all’aeroporto di Roma e lei mi informava di doversi operare per una grave malattia, era disperata e il trauma ha travolto anche la sua carriera professionale.
Arrivederci Giuditta, spero che ci rivedremo in cielo, anche se la mia dolce grafica era molto più buona di me e più meritevole di essere fra le braccia del Signore.

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