Residui di pesticidi in 90% dei vini francesi

Emmanuel Giboulot

Residui di pesticidi in 90% dei vini francesi

La Francia consuma 110.000 tonnellate di pesticidi ogni anno più di ogni altro Paese europeo e solo il 10% dei suoi vini non ne porta le tracce

Emmanuel Giboulot

Emmanuel Giboulot

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Niente di illegale, ovviamente, i residui di pesticidi presenti nel 90% delle bottiglie francesi sono comunque entro i parametri previsti per legge, tuttavia appaiono troppo alti considerando che l’8,2% della produzione enologica oltralpina è certificata con marchio bio.
La Francia è il terzo utilizzatore mondiale di pesticidi dopo Stati Uniti e Giappone. Una fiducia nell’utilizzo della chimica che trova il forte consenso delle istituzioni. Ha fatto il giro del mondo la vicenda del viticultore biodinamico di Beaune in Borgogna, Emmanuel Giboulot, che rischia 6 mesi di carcere e un’ammenda di 30.000€ per essersi rifiutato di effettuare il trattamento chimico contro la cicalina nei suoi vigneti. L’insetto diffonde la flavescenza dorata, una malattia realmente pericolosa per le viti della Borgogna, che i sostenitori del biodinamico intendono contrastare solo con mezzi naturali.
Giboulot è diventato il simbolo della resistenza a un uso di pesticidi talmente abbondante da contaminare anche

analisi del vino

analisi del vino

le produzioni biologiche vicine ai vigneti trattati chimicamente. Ed ecco che le analisi effettuate dal Laboratoire Excell di Pascal Chatonnet (Bordeaux) su 300 vini provenienti dall’Aquitania e dalla valle del Rodano e riguardante 50 principi attivi, ha rivelato che solo il 10% dei campioni era assente da pesticidi. I più diffusi sono risultati i funghicidi ma in alcuni campioni erano presenti persino 9 molecole diverse.
Il New York Times ha divulgato questa ricerca il 2 gennaio scorso e da quel momento è partito un tam tam che ha gettato un’ombra poco entusiasmante sul vino francese. Se infatti non esistono elementi di illegalità o di vero rischio per la salute dei consumatori, tuttavia l’indagine evidenzia una scarsa sensibilità del governo e dei produttori francesi per l’ambiente.



                                                                       
Cinelli Colombini
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