Svizzera: la nazione dei Brunello lovers
In Svizzera il rapporto fra il numero delle bottiglie vendute e la popolazione è il più alto del mondo, cioè la densità dei fan del Brunello non ha eguali
Per questo i produttori di Montalcino si sentono a casa a Zurigo. Ogni 3 anni il Consorzio del Brunello organizza una grande degustazione in Svizzera e questa volta ha ottenuto un successo travolgente: al work shop erano presenti 40 cantine con i loro vini, questo significa 1/5 dei produttori e circa il 60% della produzione totale di Montalcino. Nella grande sala sono entrati 600 operatori e appassionati svizzeri. Ai 2 seminari magistralmente condotti da Christian Eder sono stati presenti 160 opinion maker. Insomma praticamente un’affluenza quasi doppia delle normali degustazioni organizzate dalle altre denominazioni. Il pranzo per la stampa, con 40 invitati, è iniziato con l’esperienza multi sensoriale creata appositamente da Filippo Bartolotta. Immagini, musiche, spiegazioni e ovviamente assaggi di Brunello con l’ effetto di emozionare i presenti molto più di quanto si aspettassero. Vinum, la più letta rivista di vino in lingua tedesca, è stato il partner e co-organizzatore dell’evento.
L’ unione dell’ efficenza svizzera con ottime bottiglie di Brunello 2006 e 2007 ha dato come risultato un successo superiore alle
tre precedenti iniziativa in Svizzera del Brunello. Questa volta abbiamo volato! La nazione elvetica è il terzo mercato estero per il Brunello – dopo USA e Germania – e importa il 7% della produzione totale. Quarant’anni fa è stato il primo Paese straniero a capire la qualità del Brunello e a introdurlo nell’alta ristorazione. Gli svizzeri sono stati fra i primi turisti del vino a entrare nelle cantine di Montalcino, soprattutto nelle piccole cantine, quelle a conduzione famigliare, di cui sono fedeli acquirenti ancor oggi. In questo mercato i vini italiani che contano sono i piemontesi, l’Amarone e naturalmente il Brunello.
Si tratta di un mercato fedele che, soprattutto in questo momento di crisi internazionale, è
pochissimo propenso a introdurre nuovi vini. Meno male! Quindi aver investito in un grande evento nel cuore finanziario di Zurigo, appare una scelta più che oculata soprattutto perchè abbiamo ottenuto un successo superiore alle attese che consolida una situazione commerciale e un’immagine forte del Brunello e anzi, se possibile, la rinnova.
visto per voi da Donatella Cinelli Colombini









