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RED MONTALCINO 2022

Prima edizione di un evento smart e giovane, nell’idea e nella realizzazione. Red Montalcino mette in mostra una nuova generazione di produttori e consumatori

 

Red-Montalcino-2022

Red-Montalcino-2022

Di Donatella Cinelli Colombini

Ci vuole coraggio a dedicare un grande evento al vino minore di una denominazione ma a Montalcino siamo audaci, innovativi e capaci visto che anche la prima edizione di RED Montalcino è andata bene.
Soprattutto siamo una comunità coesa, guidata da leaders forti come il Presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci rieletto con 135 voti dall’assemblea dei produttori (quasi tutti) e dal sindaco Silvio Franceschelli che ha visto uscire dalle urne l’80,26% dei consensi.

 

RED MONTALCINO ACCENDE I RIFLETTORI SU UN NUOVO PROTAGONISTA DEL VINO

RED Montalcino segna un rinnovamento nel marketing e nella generazione dei produttori ilcinesi. Punta a dare una personalità distintiva a un vino che fino a qualche anno fa era considerato un Baby Brunello oppure una “seconda scelta”. In realtà le nuove tendenze del consumo privilegiano i vini con più impronta di territorio, vitigno e annata cioè elementi meno facili da trovare in denominazioni che hanno trascorso oltre due anni in botte e puntano ad una maestosa longevità. Quindi, con tutto il rispetto per sua maestà Brunello, la maggiore bevibilità del Rosso di Montalcino è ora una carta vincente. Lo dimostrano le vendite, in costante aumento dal 2021 e l’impennata dei prezzi dello sfuso che costa quasi quattro volte più del Chianti.

 

Brunello lovers USA: i giovani della Generation Treaters

I territori più conosciuti e amati dagli appassionati di vino d’oltreoceano sono Napa Valley 68% e la Toscana 58% che battono Champagne e Bordeaux

 

Brunello-degustazione-a-New-York

Brunello-degustazione-a-New-York

di Donatella Cinelli Colobini

Il binomio territorio di produzione – vino è sempre più forte nella mente del consumatore che percepisce la bottiglia quasi come un biglietto di invito nelle cantine e nei vigneti dove nasce. Anzi, da quando molte retro-etichette portano un QrCode che collega il telefonino a descrizioni e immagini, l’assaggio diventa parte di un’esperienza più complessa e coinvolgente creando familiarità con i luoghi e affezione.

 

VINO E TERRTORIO BINOMIO VINCENTE PER CALIFORNIA E TOSCANA

Ovviamente non sono solo le bottiglie a far conoscere i territori del vino.

Brunello-degustazione-a-Huston

Brunello-degustazione-a-Huston

La Toscana brilla di luce propria, con le sue città d’arte, l’enorme quantità di capolavori famosissimi, la sua campagna armoniosamente intatta con ville per wine weddings, la sua cucina saporita e salutare ….. Ma anche la California con le coste e il surf, i parchi, la valle della morte, Hollywood, Disneyland …. È una destinazione turistica di prima grandezza.
In entrambi questi territori le altre attrattive fanno da cornice alla produzione di grandi vini ed è forse questo binomio insieme al carattere più friendly delle proposte, che fanno preferire Napa Valley (68%), la Toscana (58%) a rivali formidabili ma più paludate come lo Champagne (51%), Bordeaux (50%), la Borgogna (51%). Sesta e in grande ascesa la Sicilia (41%).
Questo è il risultato dell’indagine commissionata dal Consorzio del Brunello a Wine Intelligence e riguarda la percezione dei consumatori USA rispetto alle regioni del vino di tutto il mondo.

 

TRE BICCHIERI AL BRUNELLO 2015 DI DONATELLA

Tre Bicchieri, il prestigioso riconoscimento della Guida dei Vini 2021 del Gambero Rosso va al Brunello 2015 di Donatella Cinelli Colombini

 

Tre-Bicchieri-Guida-ai-Vini-d'Italia-del-Gambero-Rosso-al Brunello-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Tre Bicchieri – Guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso al Brunello di Donatella Cinelli Colombini

La presentazione avverrà a Roma il 16 ottobre nei Cinecittà Studios dove i vini premiati della Toscana verranno degustati insieme a quelli di Canton Ticino, Lazio, Campania, Marche e Umbria.

 

PRESENTAZIONE DEI TRE BICCHIERI DELLA TOSCANA IL 16 OTTOBRE A ROMA

Una giornata intera di evento con inizio alle 10 per la consegna dei diplomi e le foto celebrative a cui seguiranno due degustazioni (14-17/ 18-21) nel set “Antica Roma”. Uno scenario da film nel vero senso della parola che permetterà di superare lo stress delle mascherine e degli altri dispositivi anti covid. Proprio la necessità di rispettare le normative sanitarie ha imposto al Gambero Rosso di dividere la premiazione in tre giorni, dal 16 al 21 ottobre, con la Toscana, per fortuna, ad aprire la festa. Mia figlia Violante (la CinelliColombini Jr) sarà a Roma in forma smagliante e con scorta di mascherine e sanificanti, io invece, pur con molto dispiacere, ho rinunciato inchinandomi alla prudenza.

Vedremo se mi sarà possibile partecipare alle altre tappe del tour riservato ai vini premiati, che nei prossimi mesi toccherà Lecce, Milano, Napoli, Palermo e Torino.

 

COME AVVIENE LA SELEZIONE DEI BRUNELLO PREMIATI CON TRE BICCHIERI

La Guida dei Vini contiene oltre 22.500 vini recensiti prodotti da 2.542 cantine. Esserci è importante e soprattutto ottenere il simbolo dei tre bicchieri.

Gambero Rosso Tre bicchieri Brunello di Montalcino 2015

Brunello 2015 – Casato Prime Donne – Tre Bicchieri

Vorrei qui soffermarmi su qualche curiosità per quanto riguarda la selezione dei Brunello inseriti nella guida o premiati. Per noi di Montalcino tutto inizia con la richiesta delle bottiglie da assaggiare da parte del Consorzio del Brunello. Dopo qualche giorno arrivano i degustatori  che si sottopongono ad un tour de force assaggiando quasi 400 bottiglie, tutte rigorosamente bendate. Detto così sembra un’impresa goliardica e persino divertente, ma in realtà è qualcosa di faticosissimo. Ho fatto personalmente la giurata ad un solo concorso internazionale dove si assaggiavano 50 vini ogni mezza giornata, finendo esausta e con le papille gustative in grosso stress. Ovviamente gli assaggiatori del Gambero Rosso sono molto più allenati di me, ma degustare centinaia di rossi strutturati per il lungo invecchiamento è un lavoro pesante anche per i palati più allenati.
Dopo questa fase preliminare che riguarda praticamente tutti i produttori del Brunello, le cantine con vini candidati per i TreBicchieri ricevono una nuova richiesta di campioni da parte del Consorzio. Quest’anno la mia cantina Casato Prime Donne aveva entrambi i Brunello 2015 fra i selezionati.

 

I sommelier più famosi del mondo

Sono forse i sommelier più famosi del mondo ma sono a fumetti Kami no shizuku storia di due fratelli che devono trovare 13 super vini per accaparrarsi l’eredità del padre

 

Brunello 2009 piastrella di Tadashi Agi, pseudononimo usato da Yuko and Shin Kibayashi

Brunello 2009 piastrella di Tadashi Agi, pseudononimo usato da Yuko and Shin Kibayashi

Di Donatella Cinelli Colombini

44 volumetti che hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo e per metà sono stati tradotti in inglese e francese. Kami no shizuku, questo il nome originale del manga giapponese che racconta una sfida sul vino.

 

KAMI NO SHIZUKU – THE DROPS OF GOD, IL FUMETTO GIAPPONESE SUL VINO

La storia inizia quando Shizuku Kanzaki (biondo e dall’aspetto più occidentale) riceve la notizia della morte del padre, grande esperto di vino che aveva messo insieme una collezione di bottiglie pregiate del valore di 20 milioni di Dollari. Per entrare in possesso di questa eredità Shizuku deve battere un giovane ma apprezzato wine critic, Issei Toomine (moro e con gli occhiali), che il padre aveva adottato poco prima di morire. La sfida si basa sull’identificazione di 12 vini chiamati apostoli e di un vino indicato come “Gocce di Dio”.

 

Kami-no-Shizuku- manga giapponese dedicato al vino

Kami no Shizuku – manga giapponese dedicato al vino

I DUE SOMMELIER A FUMETTI PIU’ FAMOSI DEL MONDO

Le disavventure di Shizuku Kanzaki hanno appassionato milioni di giovani giapponesi diffondendo la cultura e la moda del vino. Mi ha raccontato Michele Bernetti che quando uno dei vini Umani Ronchi apparve nel manga le vendite schizzarono alle stelle in Giappone.
L’importanza del fumetto per la diffusione del vino in Giappone spinse il Consorzio del Brunello a chiedere a Tadashi Agi, pseudononimo usato da Yuko and Shin Kibayashi per i disegni del manga, di realizzare la piastrella della vendemmia 2009 che è ora visibile sul muro esterno del Palazzo Pubblico di Montalcino. Non è il solo legame fra il manga giapponese e Montalcino, infatti uno dei 12 apostoli è il Brunello Poggio di Sotto. Ci sono altri vini italiani nella celebre sfida enoica e sono il Barolo Cannubi Boschis 2001 di Luciano Sandrone ed il Barolo Falletto 2001 di Bruno Giacosa.

 

Violante ci racconta il suo viaggio in Giappone

Diario di viaggio di Violante in Giappone: degustazioni di Brunello con l’ottima regia del consorzio ma anche shopping, turismo e qualche curiosità

 

Violante-Gardini-e-i-produttori-di-Brunello-in-Giappone

Violante-Gardini-e-i-produttori-di-Brunello-in-Giappone

Violante GardiniCinelliColombini Jr

Appena arrivata, anche se ero stanca morta e persino prima di fare il check in dell’albergo, sono andata a prendere un bicchiere con Noriko, mia amica e compagna di corso all’Università UC Davis in California, durante il Master OIV. Ora lei lavora per una cantina di Champagne.

Lunedì mattina palestra e poi incontro con Ikeda, responsabile per i vini dell’importatore Japan Salt.

Matrimoni, templi e usanze giapponesi

Siamo andati al Happo-En la prestigiosa location dove il Consorzio del Brunello organizzò un tasting due anni fa. Si tratta di uno dei luoghi più apprezzati di Tokio per gli eventi, soprattutto per i matrimoni. Infatti abbiamo trovato due novelli sposi tutti agghindati che ricevevano applausi dai passanti. Avevano pochi invitati ma erano vestiti in molto tradizionale, soprattutto lei aveva un abito molto lussuoso con un cappello enorme che sicuramente .. le avrà fatto soffrire un caldo spaventoso.

Violante-Gardini-al-tempio-a-Tokyo

Violante-Gardini-al-tempio-a-Tokyo

Dopo aver aperto le bottiglie io ed Ikeda siamo andati a mangiare e ho scoperto che i giapponesi usano molto il kerry ma è un kerry diverso dal nostro, molto gustoso e più scuro di colore. Comunque il nostro piatto di verdure e riso era delizioso. Prima dell’inizio dell’evento Ikeda mi ha portato a vedere il giardino spiegandomi che i loro templi sono sempre circondati dal verde perchè la natura stessa è una divinità per loro. Il tempio è preceduto da una fontana dove vanno lavate le mani e la bocca. Non bisogna camminare al centro ma solo di lato. Alla porta del tempio ci sono due leoni che non sono uguali, uno ha la bocca aperta e l’altro chiusa per ragioni legate ad altre credenza religiose.

Vendemmia 2017 Brunello ok

Il Brunello 2017 sarà poco, avrà molti estratti e molto alcool. Un grande vino mediterraneo, potente che darà il meglio di se in giovinezza

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Di Donatella Cinelli Colombini

La vendemmia 2017 si conclude oggi e ha dimostrato, ancora una volta, la superiorità della coltivazione biologica e la straordinaria vocazione di Montalcino. Il nostro territorio sembra protetto da Dio e, anche nell’anno tragico della viticultura europea mette, in cantina una vendemmia fra il buono e l’ottimo. Nei nostri vigneti di Brunello il calo produttivo c’è stato ma complessivamente fra il 10 e il 20% rispetto allo scorso anno.

Montalcino-Brunello-Vendellia-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

Montalcino-Brunello-Vendemmia-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

Incredibile ma vero il territorio del Brunello è passato indenne dalle calamità naturali che altrove, nel 2017, sono state di una violenza impressionate: la gelata di fine aprile che ha seccato i germogli in gran parte d’Europa, il caldo estivo con 43°C per dieci giorni di fila, le grandinate e infine le bombe d’acqua durante la vendemmia. Ecco che mentre a Livorno cadevano 400 mm di pioggia in quattro ore allagando e uccidendo intere famiglie, sui nostri vigneti di Montalcino scendeva una pioggerella leggera appena sufficiente a rifrescare le foglie.
Siamo stupefatti anche noi da quello che sembra un miracolo anche perché altrove era da “piange a pezzi” come diciamo nel vernacolo senese. E infatti alla Fattoria del Colle, nella Doc Orcia è stato un disastro. Il vigneto Cenerentola di 2,5 ettari ha prodotto 9 q d’uva, il vigneto Poggione 40 q in 6 ettari. Praticamente abbiamo perso il raccolto a causa del terreno sabbioso che ha trasformato l’assenza di piogge, da febbraio in poi, in una situazione da deserto del Sahara. Inoltre da giugno i cinghiali sono arrivati nelle vigne cercando di dissetarsi e sfamarsi con i grappoli acerbi. Il risultato è stato tragico. Solo il vitigno Foglia Tonda è arrivato alla vendemmia con bellissimi grappoli maturi. Tutto il resto non c’era più.

E il Brunello di Montalcino 2011 si scopre grande

Fra lo sbalordimento generale il Brunello di Montalcino 2011 piace quanto e forse più della leggendaria annata 2010

Brunello di Montalcino 2011 e 2010 degustazione di Luciano Pignataro

Brunello di Montalcino 2011 e 2010 degustazione di Luciano Pignataro

Di Donatella Cinelli Colomini 
Tutto è iniziato il 22 gennaio quando Luciano Pignataro, geniale e trasgressivo come sempre, pubblica un articolo intitolato “Brunello di Montalcino: la 2011 è meglio della 2010. Degustazione alla cieca di 44 campioni”.
Il gruppo di assaggiatori è di altissimo livello: Fabio Casamassima, Luciano Di Lello, Antonio Di Spirito, Daniele Moroni,Gianmarco Nulli Gennari, Andrea Petrini, Giuseppe Picconi, Luciano Pignataro, Stefano Ronconi, Fabrizio Russo, Maurizio Valeriani.
Ambiente informale, tovaglia a quadretti e quella che poteva sembrare una zingarata si rivela invece una genialata. Perché fra lo sbalordimento generale i Brunello di un’annata 4 stelle, senza attese da parte dei mercati internazionali come la 2011, risulta mediamente meglio di quelli 2010 esaltati dalla critica e dai buyer di tutto il mondo. In assaggio tutti i Brunello più noti Biondi Santi compreso. Solo in 8 casi, compreso il mio e quello della più celebre cantina montalcinese, il 2010 ha battuto l’annata più recente ma comunque le distanze erano minime e il livello generale altissimo.

Brunello 2011 e Brunello 2010 degustazione Luciano Pignataro

Brunello 2011 e Brunello 2010 degustazione Luciano Pignataro

A riconfermare il giudizio arrivano, il 29 gennaio, le valutazioni di Walter Speller super – assaggiatore del wine blog della più celebre Master of Wine Jancis Robinson. In questo caso possiamo confrontare i Brunello “selezione” 2011 e la riserva 2010 cioè i vini in cui tutte le cantine si impegnano al massimo nella qualità. Anche qui i giudizi sono molto molto vicini e dire che la riserva 2010 è piaciuta molto a Speller che ha dichiarato a MontalcinoNews <<è veramente una Riserva di qualità come non la vedevo da molti anni>>

Sequestrato falso Brunello e Rosso di Montalcino

L’alleanza del Consorzio del Brunello con magistratura e forze dell’ordine mette alle corde i truffatori e difende i consumatori dai falsi

Brunello cantina

Brunello cantina

Le indagini sono durate mesi ma solo oggi vengono rese pubbliche e riguardano un consulente senese che ha lavorato in alcune cantine di Montalcino in cui in ha “creato” Brunello falso. Si tratta di medie-piccole aziende, in certi casi con proprietari non locali e quindi poco presenti, dove il nostro amico poteva lavorare senza troppi controlli. Creando e appropriandosi di contrassegni e documenti egli ha “prodotto” 750 hl di falso Brunello 2011 e 2013 (centomila bottiglie circa) oltre a un certo quantitativo di falso Rosso di Montalcino. Un colpo da un milione di Euro, se gli fosse riuscito.
Per fortuna le forze dell’ordine, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Siena Aldo Natalini e con la forte collaborazione del Consorzio del Brunello, sono arrivate in tempo, sequestrando tutto il vino e impedendo che anche un solo litro arrivasse in commercio. Nessun danno per i consumatori dunque, ma un grandissimo colpo alla serenità di tutti i produttori montalcinesi proprio nel momento in cui inizia la vendemmia.

UK, USA, Canada, Repubblica Ceca: Brunello 2009 in vetrina

La sensazione è di essere nella zona emergente di Montalcino, quella fresca che si è avvantaggiata di più dal global warming ed esprime Brunelli molto eleganti

Wine Repubblica Ceca

Wine Repubblica Ceca

Brunelli che piacciono tanto all’estero e soprattutto nei Paesi dove i wine lover hanno l’abitudine di bere le bottiglie dei grandi Chateau francesi per cui preferiscono i vini italiani caratterizzati dall’armonia e capaci di lasciare a lungo il loro sapore in bocca.
I Brunello del Casato Prime Donne, sono di questa tipologia: evidenza di frutto maturo con tannini morbidi, rotondità e legno inavvertibile ma di ottima qualità.

In questo momento i nostri Brunello e i vini Orcia DOC e Chianti della Fattoria del Colle sono a ProWein a la grande fiera di Dusseldorf dove  la nostra Violante aspetta importatori e esperti nella Hall 3 posizione L 51 insieme ai vini toscani  

Ecco cosa cosa è arrivato nell’ultimo mese nella rassegna stampa della nostra cantina. Il Brunello 2008 è sulla copertina di “Wine”, la principale rivista di vino della Repubblica Ceca.
Walter Speller – uno dei maggiori esperti britannici di vini italiani, scrive per la reputatissima, potentissima e temutissima “Fine Wine Writing & Wine Rewiews” della Master of Wine Jancis Robinson. Speller ha recensito 166 Brunello 2009 il nostro ottiene un bel 16,5/20 <<profumi freschi con una bella nota di farina d’avena. Succosa ciliegia. Ha vera freschezza e una buona dose di tannini croccanti>>.

Alessandro Grazi un senese a colori

I pittori sono di due tipi: i geni che dipingono come Leonardo da Vinci e i pittori geniali come Caravaggio. Alessandro Grazi è della seconda tipologia

Palio 2007 Alessandro Grazi

Palio 2007 Alessandro Grazi

Ha un istinto straordinario. Lui vede a colori e trasforma le idee in frasi e immagini che diventano un tutt’uno. Nella formella simbolo della vendemmia 2008 realizzata per il Consorzio del Brunello, mentre crollavano le borse e il quadro internazionale diventava sempre più incerto, Alessandro dipinse una mano aperta con la scritta “Dai una mano alla pace”. Nel 2010 la stessa formella era dedicata all’unità d’Italia e la donna turrita simbolo della nostra nazione diventò una donna vera con la fortezza di Montalcino in testa.
Questo è Alessandro Grazi, genialità, istinto e trasgressione. Un artista vero: pitto, grafico e poeta. Un artista senese che sente il colore con forza, come se la tavolozza di Duccio, Ambrogio Lorenzetti, Sano di Pietro fosse ora nelle sue mani. Il suo è un colore scuro e brillante come uno smalto, con tinte accostate per contrapposizione che ne esaltano l’intensità.
Alessandro è della contrada dell’Istrice. Dopo un Palio vinto saltò di gioia fino a rompersi i legamenti di un ginocchio. Per questo l’esecuzione del drappellone nel 2007 è stato per lui un’esperienza umana e professionale decisiva. La prima idea era quella di un cilindro. Poi accettò di realizzare il primo Palio dipinto davanti e dietro ma modificò il profilo esterno animandolo con le teste dei cavalli. Il Palio dedicato al volontariato è commentato dalla critta “La tua volontà è la mia salvezza”. E’ un drappellone bellissimo che ora è conservato nel museo della Contrada dell’Oca.

Saluto lasciando la vicepresidenza del Brunello

Un saluto e un ringraziamento nel lasciare il mio impegno di vicepresidente del  Brunello  ricordando le tante belle iniziative fatte insieme[caption id="attachment_12877" align="alignleft" width="300" caption="San Pietroburgo, ecco la squadra del Brunello"][/caption]Nel concludere 3 anni di lavoro desidero ringraziare i produttori di Montalcino per aver condiviso con me tanti bellissimi eventi in Italia e nel mondo, per avermi sostenuto in iniziative nuove e abbastanza azzardate come il web 2.0 che poi si sono rivelate carte vincenti.Un lavoro collettivo che ha potenziato le prospettive commerciali dei vini del nostro territorio, aumentato e rinfrescato l’immagine del Brunello. I risultati sono sotto gli occhi...

La disfida del puro Sangiovese va in scena a Montalcino

Nessuno prima del Brunello aveva tentato di certificare la tipologia e la zona d’ origine dell’uva usata per il vino ma a Montalcino ci sono riusciti

Tracciabilità del Sangiovese

Tracciabilità del Sangiovese

Un convegno, il 24 maggio dalle 9,30, nel teatro di Montalcino, metterà fine a una polemica durata 4 anni fra chi sostiene che il DNA è il sistema migliore per accertare se il Brunello è fatto con 100% Sangiovese e chi invece, come il  Consorzio del Brunello, ha puntato sugli antociani per avere la stessa certificazione.

Nel rispetto di tutta la ricerca scientifica, al convegno verranno presentati entrambi gli studi. La Dottoressa Vignani, maggiore sostenitrice dell’indagine fatta con il DNA, confronterà il suo metodo con quello dell’equipe della fondazione Edmund Mach – Istituto di San Michele all’Adige guidata dal Professor Fulvio Mattivi che ha sviluppato il profilo antocianico del Brunello per conto del Consorzio.

Un confronto leale sul piano scientifico che speriamo metterà fine a un lungo scontro dove non sono mancate le accuse. In qualche blog serpeggiava il sospetto che il Consorzio non volesse un sistema capace di rivelare l’uva usata per il Brunello. Invece la dirigenza del Brunello questo sistema lo ha cercato con decisione e lo ha trovato.

Donatella Cinelli Colombini nuovo presidente della Doc Orcia

La Doc Orcia è forse la denominazione più bella del mondo e anche una delle più giovani e delle più piccole, ma ha grandi speranze

Doc Orcia vendemmia

Donatella Cinelli Colombini vendemmia 2012

Donatella Cinelli Colombini è stata chiamata a ricoprire la presidenza quasi a “furor di popolo” dai produttori che vedono in lei la persona che può dare una svolta alla denominazione. <<La stima dei miei colleghi mi tocca profondamente. Ce la metterò tutta per vincere una sfida davvero difficile>> Per capire la situazione basta dire che per i 10 posti in Consiglio di amministrazione non c’erano 10 candidati, insomma il consorzio ha pochi mezzi economici e molte speranze.
<< I vini sono davvero buoni e manifestano tutto l’impegno e la passione dei produttori che nella stragrande maggioranza delle aziende fanno tutto direttamente: dalla vigna alla vendita delle bottiglie>> Insomma in un mondo globalizzato nella Doc Orcia il vino è ancora un prodotto familiare anche se ci sono ottimi agronomi e enologi come consulenti.
Solo 220.000 bottiglie all’anno in  un territorio pieno di città d’arte, di centri termali e con uno dei paesaggi agricoli più belli del mondo che l’Unesco, nel 2004, ha riconosciuto patrimonio dell’Umanità.

Brunello nel cuore, le cantine e i produttori di Montalcino

Una passione grande, un amore travolgente quello dei vignaioli di Montalcino per il Brunello che si racconta in un libro con immagini e brevi narrazioni Il titolo è “Brunello nel cuore, le cantine e i produttori di Montalcino”.

Copertina del libro dei produttori di Brunello

I produttori di brunello ed il loro libro

Oltre duecento aziende presentate con foto e una brevissima descrizione a cui fanno da introduzione la storia del vino, del territorio e la presentazione del Presidente Fabrizio Bindocci. Quasi un biglietto di invito nelle cantine, nelle case e persino nelle famiglie dei produttori di Brunello. Ciascuno si mostra infatti nella sua realtà quasi dicendo, ai wine lovers di tutto il mondo, <>.

Un affresco in grande di una realtà multiforme dove convivono piccoli e anche piccolissimi vignaioli, di lunga tradizione montalcinese, con ultramiliardari esteri. Fianco a fianco ci sono, produzioni quasi artigianali, dove tutto è curato personalmente dalla famiglia e grandi cantine con nuovi brevetti di tecnologia enologica e grandi impianti produttivi. Ville storiche, castelli e semplici poderi con dentro personaggi famosi e sconosciuti vignaioli che però vivono insieme, con uguale passione, la stessa terra e lo stesso vino, anzi la stessa ambizione di produrre “il vino” migliore del mondo.