Il Master di Parma va a lezione di enoturismo da Donatella
Dall’Università di Parma alla Fattoria del Colle per una lezione di Donatella Cinelli Colombini su come trasformare una fattoria in una destination turistica
10 studenti e 3 docenti fra cui Guido Stecchi e Marzia Morganti, per una lezione composta da due ore in aula , pranzo tipico, visita
didattica alle cantine e alla villa cinquecentesca. Questo il programma messo a punto da Donatella Cinelli Colombini per dimostrare come si passa dalla teoria alla pratica del turismo del vino.
Visto per voi da Marzia Morganti Tempestini docente del Master che ci presenta gli studenti e i corsi dell’Università di Parma
Sono giovani, belli, pieni di entusiasmo ed hanno voglia di imparare. Sono i miei allievi del Master di I livello “Cultura, Organizzazione e Marketing dell’enogastronomia territoriale” dell’Università di Parma, pronti a sbarcare in Toscana per scoprire il profumo e i sapori della nostra regione. E non potevano partire che da una visita alla Fattoria del Colle di Trequanda con un incontro con la Signora del Brunello Donatella Cinelli Colombini che proprio in questi giorni festeggia vent’anni di una delle sue creature ‘Cantine Aperte’.
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I miei studenti del Master della Facoltà di Agraria dell’Università di Parma sono in grande attesa per questo incontro, perché sia io che Guido Stecchi, altro docente del Master, durante le nostre lezioni, abbiamo ambedue portato in luce il ruolo di Donatella nel mondo del vino italiano e soprattutto nell’enoturismo, fenomeno che lei ha promosso per prima nel 1993 fondando il Movimento Turismo del Vino. Devo dire che nelle mie lezioni su come si costruiscono eventi di turismo enogastronomico e su come si comunicano, spesso è stato imprescindibile portare l’esempio di Donatella e di ciò che con grande semplicità, ma con lungimiranza e determinazione è riuscita a creare. So già che rimarranno sorpresi nell’incontrare questo ‘monumento’ dell’enoturismo italiano, e stenteranno a riconoscere in quella minuta e semplice, seppur fashion, Donna del Vino che gli si presenterà davanti, l’artefice di una moda che oggi sviluppa un giro d’affari da oltre 5 miliardi di euro. Solo quando la sentiranno parlare capiranno dalla sua voce ferma e decisa, assertiva, come la sua mente lucida, programmatica e strategica sia una luce da seguire. E di esempio per come ha saputo intuire e mettere a sistema mode pronte a sbocciare, non solo con l’enoturismo ma anche con il turismo sostenibile con il ‘trekking urbano’ messo a punto a Siena nel 2002 quando era Assessore al Turismo al Comune. Esempio da conoscere e interpretare proprio da coloro che hanno davanti a sé
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il futuro di un mondo in cui occorrono idee nuove e funzionali al mercato per poter emergere. Anche esempio da studiare per chi a scelto di seguire le lezioni del master di I livello che nasce per fornire al laureato triennale la possibilità di un’alta formazione post-laurea centrata sull’acquisizione di conoscenze sui prodotti tipici dell’enogastronomia italiana, sulla loro valorizzazione, e su tutte le attività relative al marketing di tali prodotti, dei quali il nostro paese è ricco più di ogni altro. Organizzato in due parti: un periodo di formazione frontale con lezioni e attività di aula e una parte di tirocinio pratico (presso aziende o enti pubblici/privati).
Ideali per seguire questo percorso sono i laureati in Scienze Gastronomiche che ha le competenze per soddisfare la domanda di aziende, enti locali e istituzioni, che richiedono specialisti in tale ambito; è in grado di comprendere le dinamiche del mercato, interpretare le esigenze
dei consumatori e diffondere una cultura enogastronomica ponendo come primo obiettivo la valorizzazione delle caratteristiche e tipicità degli alimenti di cui è ricca la nostra tradizione. Figure che potranno essere utilizzate nel settore del turismo enogastronomico, della produzione e del commercio di alimenti e settore della comunicazione.








