PUNTEGGI SUI VINI – PRO E CONTRO

bicchieri da degustazione

PUNTEGGI SUI VINI – PRO E CONTRO

RIFLESSIONE SULL’UTILITA’ DEI GIUDIZI DEI VINI ESPRESSI IN CENTESIMI O IN BICCHIERI, GRAPPOLI … PERCHE’ NON SORPRENDONO PIU’ E MANCANO LE DISCUSSIONI FRA GLI ESPERTI

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punteggi sui vini pro e contro

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

C’è una gran discussione sull’utilità dei giudizi numerici, i così detti “wine score” con cui i maggiori critici valutano la qualità del vino.
Sono iniziati nel 1979 con Robert Parker e il suo Wine Advocate che, per primo, creò un giornale mensile con la descrizione e la valutazione in centesimi dei vini che assaggiava. La novità della formula, la sua bravura di assaggiatore e la sua incorruttibilità portarono al successo mondiale il suo bollettino pubblicato con il formato di un opuscolo su una semplice carta giallina. Poi lo stesso sistema di valutazione fu adottato dalle altre grandi testate americane Wine Spectator, Wine Enthusiast, James Suckling, Vinous …. Mentre il britannico Decanter manteneva una valutazione su una scala di 20 punti e l’italiano Gambero Rosso aveva un giudizio basato su tre bicchieri.
Si trattava comunque di giudizi numerici che sono stati utilizzati anche da gran parte della stampa europea.

I PORTALI CON LE RECENSIONI SUI VINI

Con l’avvento di Internet sono arrivati i portali in cui i consumatori possono esprimere il loro giudizio, i principali dei quali sono Wine Searcher e Vivino. Non ci sono ancora Farm che producono recensioni, come succede nei portali del turismo, ma è molto probabile che la manipolazione dei giudizi tramite false recensioni, ci siano anche nel vino, e per questo, a fianco del parere dei consumatori, vengono pubblicati anche gli score dei grandi critici. I portali di recensioni è solo uno dei motivi per cui il giudizio dei super assaggiatori viene messo in discussione.
Le testate che esprimono i punteggi su vini sono tante, forse troppe e spesso non perfettamente allineate nel loro parere.
Tuttavia il gusto dei grandi esperti appare conformista e orientato su icone inarrivabili come i grandi Chateau bordolesi o borgognoni sempre più lontane dal sentiment dei nuovi consumatori.
E quindi mentre i normali clienti cercano nuove emozioni e scelte etiche forti, i grandi esperti appaiono come gli accademici della pittura alla metà dell’Ottocento, nei confronti degli impressionisti: in grande difficoltà rispetto a una nuova civiltà che avanza.

COME RENDERE MENO SCONTATI I GIUDIZI SUI VINI

Per non parlare delle degustazioni alla cieca che sistematicamente divergono dai giudizi canonici confermando quello che il neuromarketing afferma da tempo: è il cervello a pilotare il gusto e non viceversa, la degustazione organolettica obiettiva non avviene quando è noto il vino in assaggio.
La risposta al cambiamento può essere quella di Wine Advocate che, pioniere ancora una volta, sta inserendo valori nuovi all’interno del sistema numerico di valutazione precedente.
Oppure il cambiamento può essere quello di eliminare i giudizi in centesimi e sostituirli con descrizioni.
Istintivamente direi che lo staff di Robert Parker è sulla strada giusta. La civiltà attuale è veloce e tende a semplificare qualunque cosa per cui un raffinato giudizio fatto di tante parole diventa complicato da ricordare e lungo da capire mentre  un numero è un giudizio semplicissimo.

Tuttavia conviene andare più a fondo nella comprensione di quello che sta avvenendo anche usando un interessante articolo di Wine Searcher <<Non sarebbe fantastico se le degustazioni di vino ci spingessero a discutere dei vini stessi anziché limitarci a ripetere a pappagallo i luoghi comuni?
Certo, possiamo discutere se un critico enologico possa o meno dare un punteggio perfetto di 100 punti a un vino. Valutazione di profilo o valutazione genuina, scegliete voi. Ma forse dovremmo guardare a un problema molto più grande: i punteggi perfetti>>.

PERCHE’ I GIUDIZI DEI CRITICI SONO COSI’ ALLINEATI

Del resto una recente indagine degli studiosi svizzeri Philippe Masset e Steffen Raub EHL Hospitality Business School, HES-SO, HES-SO, University of Applied Sciences and Arts Western Switzerland, la celeberrima École hôtelière di Losanna, ha rivelato l’influenza dei giudizi precedenti sui ratings degli esperti di vino. In altre parole l’indagine ha evidenziato come i critici non si distacchino dal giudizio consolidato e infatti Wine Searcher commenta << c’è davvero poco spazio per la personalità. Ci sono sempre meno disaccordi. Non ci sono dibattiti o discussioni….Niente più litigi tra Robert Parker e Jancis Robinson, niente più insulti alle migliori pubblicazioni enologiche per aver dato un punteggio massimo a un Fifth Growth finora poco performante. Tutti i grandi vini sono grandi con solo qualche incertezza su quanto siano grandi>>.
La conclusione è una gran noia: tutti dicono la stessa cosa e tutto è prevedibile. Chi prova a uscire dal coro è deriso e perde di reputazione come critico.

 



                                                                       
Cinelli Colombini
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