VINITALY 2025

Donatella e Violante assieme al team commerciale delle Cantine Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly 2025

VINITALY 2025

UNA LUCE DI SPERANZA NEL MOMENTO PIU’ CRITICO DEL VINO ITALIANO FRA PROIBIZIONISMO, DAZI ED ECCESSI CLIMATICI. VINITALY LANCIA IL VINO ITALIANO ALLA RISCOSSA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

Ricordo altri Vinitaly turbolenti: quello dopo il metanolo, quello dopo brunellopoli …ma in quei casi il problema riguardava solo il vino e solo l’Italia. Adesso invece la turbolenza è mondiale con un rovesciamento dei rapporti fra gli stati che vede gli USA vicini alla Russia e ostili ai partners storici di Europa e Canada. Uno sconvolgimento che si riflette nelle guerre e nei nuovi regimi fiscali colpendo pesantemente il vino. A questo si aggiungono le campagne proibizioniste basate sul concetto che non esista una dose salutare per il consumo di bevande alcoliche. Campagne che curiosamente non hanno toccato la birra ma hanno pesantemente depresso i consumi di vino, soprattutto fra i giovani.

VINITALY 2025 IL VINO ITALIANO FRA PAURA E VOGLIA DI FARCELA

Vinitaly, maggiore fiera italiana del vino prova il contrattacco dal 6 al 9 aprile. L’obbiettivo è di rafforzare il

Cena dei Grand Cru con Donatella Cinelli Colombini - Vinitaly 2025

Donatella Cinelli Colombini alla cena dei Grand Cru, tra cui il Brunello Prime Donne 2020

posizionamento internazionale del vino italiano cercando alternative al mercato USA e dare visibilità alle nuove tendenze e nuovi modelli di business. Intendiamoci, il mercato USA non è rimpiazzabile, rappresenta il 24% dell’export enologico nazionale, ma sviluppare una maggiore diversificazione è indispensabile.

Lo schieramento compatto di produttori, importatori e buyer di tutto il mondo USA compreso, un mondo che vuole avere un futuro, che alza la testa con dignità nella convinzione che il vino, all’interno della dieta mediterranea e di un consumo moderato, sia capace di dare una vita più lunga e più serena.
Questo è lo spirito che si respira all’inaugurazione della fiera veronese. 18 padiglioni più Vinitaly and the City con 4300 espositori, tante aree tematiche che includono produttori internazionali, i convegni e l’Enoteca NoLo – dealcolati, il Sol per l’olio d’oliva, Xcellent Beers dedicato alla birra e Enolitech sulle tecnologie produttive. Ci sono la Organic Hall, incentrata sui vini biologici e la International Wine Hall per gli stranieri.
Due aree tematiche che stuzzicano la curiosità sono sulla Mixology e Micro Mega Wines riservata ai vini di nicchia di qualità eccezionale.
Il tema dell’opera, riconosciuto come patrimonio immateriale dell’Unesco, sottolinea il legame culturale tra il vino e la musica.

GRANDE  NOVITA’ DI VINITALY 2025 LA GIORNATA DELL’ENOTURISMO

La grande novità è Vinitaly Tourism con la giornata del 9 aprile dedicata a conferenze e B2B fra cantine turistiche e tour operators con un massimo di 10 appuntamenti ad azienda. 64 cantine  a confronto con 16 buyer tra tour operator, agenzie di viaggio e online travel agency, selezionati da Veronafiere, e provenienti da Stati Uniti, Germania, Spagna e Italia, per 172 matching B2B con un’agenda di brevi incontri. Il convegno di apertura “L’enoturismo non è solo una degustazione: strategie per costruire un business sostenibile”, è realizzato in collaborazione con Winedering, a seguire il focus su “Turismo enologico come leva per la valorizzazione delle destinazioni italiane” organizzato in partnership con Roberta Garibaldi. La Vinitaly Tourism conference prevede invece tre sessioni di lavoro dedicate ai dati e ai trend dell’enoturismo di casa nostra, quella del Movimento Turismo del Vino presenterà i distinguo regionali dell’enoturismo.

Violante, presidente MTV Italia, a Vinitaly per parlare del futuro dell'enoturismo

A Vinitaly 2025 per parlare di enoturismo e di prospettive future, con la presidente di MTV Italia, Violante Gardini Cinelli Colombini

I dati  forniti dalla Professoressa Garibaldi spingono all’ottimismo: 18,5 milioni di arrivi e 62,3 milioni di presenze ( 34 esteri) nelle wine destination italiane. Piemonte e Toscana primeggiano. Langhe-Barolo (91,1/100), Chianti  (90,4/100) e Montalcino  (90,3/100) sono i territori del vino più gradite ai connazionali.  Il 77% degli italiani desiderano di visitare una cantina e il 40% ci sono stati.

Questo comparto ha una crescita mondiale del 13% all’anno e in Italia vede una situazione a macchia di leopardo con aree e imprese più performanti che hanno crescite 2024 da capogiro: + 22% di visitatori + 28% nella vendita del vino e + 18% nel valore delle esperienze turistiche (Dati Winesuite -Divinea). Un settore con ampi spazi di crescita perché, a fronte di una presenza plebiscitaria sul web con siti e social il numero di visualizzazioni dei siti si ferma a 1000 al mese come il numero medio dei followers (1000). Dati che possono essere facilmente aumentati e che consentiranno in tempi brevissimi, di colmare il gap fra chi ha troppi turisti e chi ne ha troppo pochi  (Dati Movimento del Turismo del Vino -Ceseo).

Altro tema caldo è il Codice della Strada con l’alcol test e il Ministro Matteo Salvini a confronto con il calo di consumo nei ristoranti. La sfida è di mantenere viva la cultura del vino senza compromettere la sicurezza stradale. Secondo gli operatori del settore, la proposta di vino al bicchiere potrebbe diventare permanente portando a conseguenze significative nel medio-lungo termine, soprattutto per i vini di alta gamma, che vengono tradizionalmente venduti in bottiglia.



                                                                       
Cinelli Colombini
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