VINO E CANNABIS SONO COMPLEMENTARI NON ALTERNATIVI
BERE E FUMARE: UNA RICERCA MOSTRA CHE CHI FA FREQUENTE USO DI CANNABIS GENERALMENTE BEVE ANCHE ROSÉ, SPUMANTI E VINI DOLCI MENO DIFFUSA L’ALTERNANZA CON VINI ROSSI

Cannabis e vino sono alternativi o complementari
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
La ricerca è stata pubblicata dal Journal of Wine Economics con la firma di Sophie Ghvanidze, Milan Scasny e Jon Hanf delle Università di Geisenhein e Praga. Mira ad indagare la relazione tra consumo di cannabis e consumo di vino e specificamente di capire se queste sostanze si comportino come sostituti o complementi. I dati scaturiscono da un sondaggio online su 523 consumatori tedeschi di vino, inclusi 215 utilizzatori di cannabis.
I VINI ROSE SPUMANTI E DOLCI SONO COMPLEMENTARI AL CANNABIS
Sono stati analizzati i consumi in quattro categorie di vino: bianco, rosso, rosé/spumante e vini dolci. Apparentemente i risultati forniscono evidenza di una relazione di complementarità: gli utilizzatori di cannabis riportano un consumo di vino significativamente più elevato rispetto ai non utilizzatori nella maggior parte delle categorie, eccetto il vino rosso. L’effetto è particolarmente marcato per rosé/spumanti e vini dolci.
IL VINO ROSSO SEMBRA ALTERNATIVO AL CANNABIS
Tuttavia, la relazione cambia in base alle motivazioni: quando la cannabis è usata per rilassarsi, tende a sostituire il vino; quando è usata per “potenziare” l’esperienza o la socialità, tende ad accompagnarsi al vino. Questo significa che il rapporto tra le due sostanze non è unico, ma dipende dal contesto e dagli obiettivi del consumo.
Negli ultimi sette anni, il consumo di vino in Germania è diminuito. Al contrario l’uso di cannabis, tra i giovani adulti, è aumentato in modo rilevante negli ultimi 15 anni, in correlazione alla legalizzazione delle “droghe leggere”. Tale normativa si basavano sulla convinzione che la sostituzione del cannabis al vino avrebbe portato dei vantaggi per la salute pubblica. Per questo gli autori della ricerca hanno sottolineato l’importanza del rapporto tra alcol e cannabis in relazione alle politiche efficaci.
IL VINO O LA CANNABIS FANNO MALE A CHI STA GIA’ MAL
Nel complesso, l’esito del test sembra mostrare una relazione prevalentemente complementare: maggiore frequenza d’uso di cannabis è associata a maggiore frequenza di consumo di vino. Ne consegue che i rischi sulla salute e sugli incidenti stradali aumentano.
Ovviamente la ricerca non è conclusiva e necessita ulteriori approfondimenti ma sembra confermare un principio noto da tempo: <<bere vino fa male a chi sta già male>> cioè cercare rifugio in euforizzanti come l’alcol è il sintomo di un disagio esistenziale che va risolto con interventi diversi dal proibizionismo o all’offerta di alternative come il cannabis. Anzi la legalizzazione delle “droghe leggere” ha forse aggravato il problema in un momento in cui il disagio dei giovani è cresciuto a causa del Covid e dall’eccessivo uso del digitale.
Altra osservazione riguarda la scelta di studiare solo il rapporto fra vino e cannabis invece di allargare lo sguardo anche a birra e distillati. Leggendo questa ricerca sembra che solo il vino faccia male alla salute mentre forse è l’unica bevanda alcolica che protegge il sistema cardiocircolatorio.






