A cena con Ser Filippo Brunelleschi nella sua Firenze

Firenze Santa Maria Novella cena Lions

A cena con Ser Filippo Brunelleschi nella sua Firenze

Santa Maria Novella aperta di notte solo per i Lions del Firenze Brunelleschi che vanno a vedere il  Crocifisso di Ser Filippo e poi cenano nel chiostro grande

Firenze Santa Maria Novella cena Lions

Santa Maria Novella cena Lions nel chiostro affrescato da Paolo Uccello

visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Racconta Vasari che Brunelleschi e Donatello erano molto amici e condividevano imprese velleitarie e esperienze artistiche. Donato aiuta Filippo a vincere la gara per la cupola del Duomo con un modello in muratura, ma non per questo Brunelleschi gli evita le critiche e, quando vede il Crocifisso di Donatello, gli dice <<ma hai messo in croce un contadino>>, il Cristo è infatti un uomo vigoroso e leggermente sproporzionato. Filippo scolpisce un Gesù che è la perfezione assoluta. Dio fatto uomo e dunque senza difetti. Quando Donatello lo vede ha un tale choc che apre le braccia e gli cascano le uova che ha nel grembiule.

Nella realtà Donatello scolpisce dopo Brunelleschi ma è vero che il Cristo di  Ser Filippo è determinante per lui perché è proprio da quel Crocifisso che parte la scultura rinascimentale.

E’ l’importanza di quest’opera per la cultura del mondo, è il rapporto di Brunelleschi con Donatello, Nanni di Banco e Masaccio (un gruppo che rivoluziona l’arte come solo gli impressionisti, anche loro in gruppo, riusciranno a fare) che porta i Lions a Santa Maria Novella per aprire la loro annata e la vera vita del nuovo club davanti a Filippo Brunelleschi, il più grande architetto di ogni tempo di cui portano il nome.

La serata  è quasi estiva e l’ingresso nella basilica, aperta fuori orari  solo per i Lions, avviene in piccoli gruppi con guide

I Lions Marcello Murziani, Carlo Gardini e Franco Generini

I Lions Marcello Murziani, Carlo Gardini e Franco Generini

che spiegano 3 opere:  il Crocifisso di Giotto, la Trinità di Masaccio e il Cristo di Brunelleschi. Il genio immenso dei tre artisti abbaglia. Tutto il resto scompare anche se intorno c’è Leon Battista Alberti, Ghirlandaio, Filippino Lippi …  Il privilegio di poter assaporare da soli, nella chiesa silenziosa dei  capolavori così grandi ci fa aprire con loro un dialogo intimo di gratitudine, spiritualità e arricchimento. Che gioia!

Segue la cena nel chiostro affrescato da Paolo Uccello. Nessuno aveva mai avuto l’autorizzazione per un banchetto in quel luogo e riuscirci è stata un’opera di diplomazia che è durata mesi. E’ un chiostro immenso e i tavoli per gli 80 commensali occupano solo parte di uno dei lati del camminamento. Accanto altri chiostri più piccoli ma anch’essi  circondati da archi pieni di lapidi tombali e altari dei Della Robbia.  Alzando gli occhi si vedono le agili torri campanarie che quasi sorvegliano la cena.  Il complesso museale è un luogo talmente denso di capolavori che intimidisce e quando mio marito Carlo Gardini prende la parola come Presidente del LionsClub

Santa Maria Novella apertura per i Lions

Firenze Santa Maria Novella apertura speciale per i Lions

Firenze Brunelleschi ha un groppo alla gola. Essere li tutti insieme, in amicizia, è un privilegio ma anche la riconferma di un impegno verso la città, l’associazione di service di cui facciamo parte e la civiltà che Brunelleschi rappresenta e che qui è percepibile in modo diretto. La presenza di Brunelleschi, Giotto, Masaccio … è quasi percepibile, come i fantasmi dell’opera. E’ una sensazione che da forza, che ci sprona, in un momento per l’Italia, davvero difficile.

Il service che i Lions si sono impegnati a realizzare riguarderà le tende oscuranti per la cappella degli Ubriachi. Non ridete, nessun riferimento alla mia professione di produttore di vino e neanche all’originario utilizzo del terreno intorno a Santa Maria Novella,  che era un vigneto.  Ubriachi è il cognome del donatore e la sua Cappella fa parte del museo della Basilica e contiene dipinti e arredi sacri fa cui alcuni paramenti in tessuto. Oggetti delicatissimi che potrebbero rovinarsi se esposti alla luce diretta del sole.

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