Arriva la marijuana con denominazione di origine

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Arriva la marijuana con denominazione di origine

Dopo la liberalizzazione la California studia un sistema simile alle Doc per la coltivazione di cannabis che nel 2021 darà la marijuana con denominazione

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di Donatella Cinelli Colombini

Che succede se mescoliamo alcool e cannabis? Marijuana e vino sono rivali o possibili alleati? C’è un numero crescente di cantine con progetti sulla cannabis e soprattutto quello enorme di Costellation
BEVANDE CON CANNABIS RICERCATE ON LINE
La liberalizzazione del cannabis-marijuana in molti Paesi del mondo ha aperto la strada alla preparazione di infusi a base di vino o di altre sostanze. Dal lato dei consumatori c’è un grande interesse, il risultato è che un quarto delle ricerche su Wine-Searcher riguardano bevande con questo mix all’interno e stanno emergendo prodotti

cannabis-assenzio

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come Rodnik’s Assenzio di cannabis spagnolo. Insomma sta facendo la sua ricomparsa anche la Fée Verte “Fata verde” amata dagli artisti bohemien, un distillato ad alta gradazione dal profumo di anice che ebbe una gran fama alla fine dell’Ottocento e ancora oggi rimane legata al ricordo dei complicati riti dei pittori parigini. C’è da immaginarsi che l’effetto congiunto di marijuana e assenzio sia qualcosa di davvero potente.
Il guaio è che non si tratta dell’unico caso.
Un’altra bevanda che attira molta attenzione da parte dei consumatori al punto da far crescere velocemente il numero di ricerche su Wine-Searcher è molto più pesante: la vodka di cocaina e liquirizia della Repubblica Ceca di Hill’s lanciata sul mercato alla fine 2016.

INVESTIMENTI VINO-BIRRA CANNABIS
Da parte delle industrie produttrici l’interesse alla cannabis è più che evidente. L’investimento più massiccio è quello di Costellation la multinazionale che detiene, con molte lunghezze di margine, la vetta della classifica di più grande gruppo enologico del mondo. Mettendoi 4 miliardi nella Canopy Growth il gruppo canadese leader mondiale

Birra-alla-marijuana

Birra-alla-marijuana

nella produzione di marijuana, i CEO di Costellation  si è detto << optimistic about cannabis-infused beverages and sleep aids>> ottimista circa le prospettive della cannabis in infusione con le bevande per il loro effetto contro l’insonnia.
L’investimento segue un primo acquisto azionario di 179 milioni di Dollari e permetterà a Costellation, di controllare il 38% della Canopy Growth.
Allo stesso tempo appare molto “political correct” la decisione di Costellation di non piantare o vendere bevande con cannabis in USA prima della legalizzazione nell’intera nazione. Come dire “la decisione deve essere politica”.

SOSTITUZIONE  ALCOLICI CON CANNABIS

Sta di fatto che la possibilità di una sostituzione della cannabis con il vino, per chi cerca solo effetti euforizzanti, è più che probabile al punto che gli Stati USA in cui la marijuana è legale stanno cercando di monitorare i consumi di alcolici alla ricerca di un possibile calo. Una misura adottata per legge con la finalità di scongiurare gli abusi è quella di separare le licenze: chi vende erba non può somministrare o commercializzare alcolici.
Tuttavia, la sostituzione alcool –cannabis è in corso, il colosso della birra Molson Coors sta studiando bevande non alcoliche infuse con marijuana anche Diageo sta pensando a un’alleanza con i canadesi della marijuana. Tra i prodotti a base di cannabis troviamo la fabbrica di birra artigianale Lagunitas di proprietà di Heineken, un Sauvignon Blanc infuso di cannabis proveniente dalla California Rebel Coast Winery e Keith Villa con la produzione di birra artigianale con cannabis.
Ma c’è un altro aspetto da tenere presente mentre esistono alcol test molto sofisticati, i controlli antidroga sui guidatori che hanno fumato cannabis sono molto più indietro. Anche questo potrebbe essere un incentivo a sostituire gli alcolici con il fumo.
All’apparenza, tuttavia, il segmento di consumatori più propenso a sostituire il vino con la cannabis sembra quello degli ultracinquantenni soprattutto donne come se l’uso avesse soprattutto scopi antidepressivi.
Non sembra invece probabile un contraccolpo commerciale sulle buone bottiglie per le quali si prospetta l’”effetto Amsterdam”con l’abbinamento del fumo prima di cena a di una buona bottiglia a tavola con il risultato di un incremento di consumi per entrambe. Lo stesso è avvenuto in Colorado dopo la liberalizzazione della marijuana quando sono stati creati tour enogastronomici su vino e cannabis.

MARIJUANA CON DENOMINAZIONE DI ORIGINE
Già adesso il business del fumo euforizzante è enorme: 9,7 miliardi di Dollari in USA con un incremento del 33% sull’anno precedente. Se consideriamo che per ora la cannabis è legale in solo 9 stati è facile immaginare il margine di incremento potenziale.
Ma c’è chi ha pensato di nobilitare e qualificare la marijuana dividendo le zone di produzione con un sistema simile a quello delle denominazioni francesi. Entro il 2021 avremo la marijuana con denominazione di origine aprendo la strada a nuove strategie di marketing intorno a questa droga. I dipartimenti governativi della California sono già a lavoro su questo obiettivo.

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