Cheval Blanc acquista Tour du Pin Figeac

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Cheval Blanc acquista Tour du Pin Figeac

Château Cheval Blanc, leggenda del grande vino, si espande. E’ l’occasione per parlare di questo straordinario Premier Grand Cru Classé della super-categoria “A”

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Insieme a Petrus, Yquem e ai super 5 – Latour, Margaux, Haut-Brion, Lafite e Mouton – della classifica del 1855, è una leggenda, un dio nell’olimpo del vino. Per questo ogni notizia riguardante Château Cheval Blanc esce su tutti i giornali del mondo e quella di acquisire Tour du Pin Figeac incuriosisce parecchio. Infatti lo Château faceva parte dell’originario feudo Figeac che fu smembrato nel XIX. Una parte di 7,7 ettari era già di proprietà di Cheval Blanc dal 2006, mentre quello acquisito qualche giorno fa è stato protagonista delle feroci vicende giudiziarie a seguito della retrocessione rispetto alla classifica di Bordeaux.

Il suolo particolarmente ghiaioso degli 11 ettari di vigneto di Tour du Pin Figeac è simile e adiacente a quello del celebre “cavallo bianco”. <<Conoscevamo il terroir vicino>>, ha detto Pierre-Olivier Clouet, direttore tecnico di Cheval Blanc, al sito web francese di notizie sul vino Terre de Vins, <<ma volevamo prenderci il tempo per studiarli in dettaglio per capire la loro diversità e il loro potenziale. Ma noi intendiamo aumentare la nostra produzione di vino bianco>>. Un nuovo Château entra dunque nella galassia del lusso LVMH una settimana dopo l’acquisto dell’iconico vigneto Phelps di Napa. Evidentemente il patron di LVMH, Bernard Arnault miliardario francese terzo uomo più ricco del mondo, non ha proprio voglia di fermare la sua corsa verso il successo.

 

Chateau Cheval Blanc by Christian de Portzamparc

Chateau Cheval Blanc by Christian de Portzamparc

CHATEAU CHEVAL BLANC

Si trova nella parte più occidentale del comune di Saint-Émilion, al confine con il Pomerol. La tenuta è nata nel 1832, e quasi subito i suoi vini hanno ottenuto premi importantissimi. Infatti le due medaglie d’oro visibili nell’etichetta di Château Cheval Blanc sono quelle vinte alle mostre di Parigi e Londra, rispettivamente nel 1862 e nel 1867. L’azienda è stata di proprietà della famiglia Laussac-Fourcaud fino al 1998, anno in cui fu acquistato da Bernard Arnault e da Albert Frére.
Dal 1955 Château Cheval Blanc è classificato come Premier Grand Cru Classé nella super-categoria “A”. La sua leggenda e la straordinaria qualità dei suoi vini dipendono dal terreno argilloso e sabbioso dei suoi 39 ettari di vigneto dove il Cabernet Franc trova un ambiente ideale.

 

CORNELIUS VAL LEEUWEN  E I VIGNETI DI CHEVAL BLANC

All’Università di Bordeaux ho avuto l’opportunità di seguire le lezioni di Cornelis van Leeuwen che a quell’epoca seguiva i vigneti di Cheval Blanc. Lui ci spiegò che il “sesto d’impianto” cioè i filari di quei vigneti non erano esattamente ciò che lui desiderava ma non poteva cambiare la distanza fra le viti perché, per sfruttare meglio il prezioso terreno dello Château fra una parcella e l’altra non c’era lo stradone per girare e tornare indietro, bisognava arrivare in fondo all’appezzamento per invertire il senso di marcia. A causa di questo i nuovi vigneti vengono piantati esattamente come quelli vecchi.

 

CHRISTIAN DE PORTZAMPARC E LA CANTINA DI CHEVAL BLANC

Anche la cantina lasciò abbastanza sorpresi noi italiani che trent’anni fa reputavamo migliori i tini da vinificazione in acciaio e guardavamo i contenitori in cemento di Cheval Blanc, come dei reperti del passato. In realtà adesso le cantine nostrane si stanno riempiendo di vinificatori in cemento nudo (i miei sono della francese Nomblot) e anche Cheval Blanc ha una serie di nuovi tini in cemento prodotti in Italia dalla Nico Velo. Sono nella nuova spettacolare cantina progettata da Christian de Portzamparc, maggiore architetto moderno vivente e padre del nuovo concetto urbanistico dell’isolato aperto.