Dietro le quinte di Benvenuto Brunello 2012
Benvenuto Brunello diventa una festa del vino e dei giovani: tantissimi collegati tramite i social network e tantissimi wine lover sotto i 40 anni a Montalcino
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il Brunello village costruito negli edifici storici di Montalcino per ospitare la festa del Brunello ha ricevuto fin ora 250 giornalisti e 2.500 operatori con un aumento di quasi il 20% rispetto alle precedenti edizioni ma soprattutto ha visto un rinnovamento generazionale fra gli addetti ai lavori: tanti giovani produttori e soprattutto tanti giovani clienti.
Una freschezza da mettere forse in relazione con la decisione di fare di Benvenuto Brunello il primo evento del vino italiano on line cioè virtualmente collegato con operatori e appassionati di tutto il mondo. Insomma, cambio di location, vini straordinariamente buoni e clienti entusiasti . Che spettacolo!
Tante altre cose sono andate meglio del previsto come i contatti sul blog, Facebook, Twitter, Flickr, YouTube che sono cresciuti a velocità impressionate.
Oppure il meteorologo Professor Orlandini che ci ha proposto un diagramma in cui incrociando le ore di
insolazione, la piovosità e altri parametri, veniva fuori un punteggio di 3.8 per la vendemmia 2011. Ebbene gli assaggiatori hanno giudicato la vendemmia 4 stelle confermando il dato scientifico. C’è poi un elemento da non sottovalutare: è possibile ottenere il giudizio sulla vendemmia basato sulla meteorologia prima della raccolta dell’uva orientando le scelte dei viticultori.
Non tutto è andato così liscio con Benvenuto Brunello 2012. Anzi! La preparazione ha impegnato, in tempi diversi 200 persone e è stata piena di problemi. La concessione del Circolo Arci è stata in dubbio fino a dopo Natale, l’allacciamento dell’energia elettrica è avvenuto, dopo estenuanti richieste, tre giorni prima dell’evento, il peggio sono stati la neve e il vento siberiano proprio nel momento in cui bisognava montare le tendostrutture. Insomma inizio con batticuore.
Batticuore che è durato fino alla cena di gala. Avevamo solo due ore e mezzo per trasformare i chiostri in un sale da banchetti degne del Brunello. Ero talmente preoccupata che non mi sono mossa di li cambiandomi all’ultimo momento in bagno. Invece ce l’abbiamo fatta.
La sala era talmente bella che tutti gli ospiti si fermavano all’ingresso per fare le fotografie formando lunghissime file. In effetti nessuno si aspettava una simile trasformazione molti produttori sono venuti in maglione. Alla fine il contrasto fra la scenografia principesca e l’abbigliamento di alcuni commensali era proprio forte.
La maggiore preoccupazione riguardava i posti a tavola. Ne discutevamo col Direttore Stefano Campatelli da 20 giorni. Lui sosteneva che ne bastavano 280 io mi basavo sul calcolo di Tessie Genazzani (Tenuta Scopone a Montalcino e grande organizzatrice di congressi) e dicevo 340. Gli avevo detto che se un produttore o un giornalista fosse rimasto in piedi lo avrei ucciso con le mie mani. Cinque ore prima della cena, il Direttore con le sue assistenti hanno fatto lo schema dei tavoli assegnando i posti. A quel punto hanno chiesto 380 coperti. Panico generale ma spostando tutti i tavoli siamo riusciti a apparecchiare per il 380. Che bravi quelli del
Catering Preludio, sembrano formichine, sono tanti e ti risolvono qualunque problema. Alla fine i commensali erano 340 ma che stress!
La macchina organizzativa ha proceduto senza intoppi nonostante qualche errore. La cucina era dentro una tenda costruita su una piazzetta in forte pendenza. Il tavolato del pavimento, pur compensando la maggior parte del dislivello era ancora in discesa per cui a fine cena era diventato scivoloso e gli chef hanno lavorato in acrobazia.
Altre disavventure hanno riguardato le temperature. Nei giorni precedenti era freddissimo per questo il Direttore Campatelli e soprattutto io che sono freddolosissima, avevamo insistito per potenziare il riscaldamento negli spazi per le degustazioni. Poi, improvvisamente è arrivato un anticipo di primavera e il primo giorno di Benvenuto Brunello dento le sale, letteralmente, si bolliva. Ci sono volute 3 ore per far
scendere le temperature. Per gli stessi motivi avevo chiesto di mettere polenta e zuppe calde nei buffet del pranzo per riscaldare i produttori che, nelle mie previsioni, avrebbero patito il freddo, quando invece siamo stati costretti ad aprire le finestre.
Insomma tanti piccoli ricordi curiosi e persino buffi che ora fanno sorridere ma in un primo momento ci hanno talmente stressato da impedirci di dormire. La notte dopo la cena di gala, io che mi addormento alle 10 di sera, ero sveglia alle due di notte con l’adrenalina che mi scorreva nelle vene.
Alla fine la nostra manifestazione è stata un successo e ha messo intorno al Brunello e al Rosso di Montalcino una splendida cornice.












