DRY JANUARY? MEGLIO DI NO

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DRY JANUARY? MEGLIO DI NO

L’astinenza dall’alcol meglio dell’educazione al bere moderato? Gli inglesi dicono di si con il dry January e forse anche i francesi. In Italia proprio no

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Di Donatella Cinelli Colombini

Bisogna premettere che in Italia il problema dell’abuso da alcolici è molto inferiore rispetto agli altri Paesi consumatori. Se infatti in Russia, Ucraina, Polonia, Ungheria, Serbia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bielorussia, Lituania e Portogallo la media di alcol ingerito in un anno è di 12,5 litri a persona. In Italia è fra i 5 e i 7 litri come il Giappone, l’Islanda o la Cina. Infatti  nella classifica dei Paesi Ocse sull’abuso d’alcol al primo posto ci sono gli USA e all’ultimo l’Italia.
Infatti  il vino è solo il 12% rispetto al totale delle bevande alcoliche consumate da circa 2,3 miliardi persone nel mondo. Agli alcolici vanno aggiunti gli stupefacenti che spesso sono utilizzati in modo combinato, specialmente dai giovani, per accelerare l’effetto euforizzante.

IL CONTRASTO ALL’ABUSO D’ALCOL E L’EDUCAZIONE AL CONSUMO MODERATO DI VINO

Il contrasto all’abuso attraverso le azioni di educazione al consumo moderato sono state il perno della politica dei Paesi storicamente produttori come Italia, Francia e Spagna. Si tratta delle nazioni dove il consumo medio pro capite è calato maggiormente negli ultimi 50 anni. In Italia è ora di  35 litri all’anno e sembra essersi stabilizzato dopo un autentico crollo quando i consumatori saltuari hanno sostituito quelli abituali.

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WINE IN MODERATION -L’ART DE VIVRE

Forti delle notizie sugli effetti salutari del consumo moderato di vino i governi hanno lavorato per convincere la popolazione adulta a “bere poco ma bene” puntando sugli aspetti culturali del nettare di bacco, il suo ruolo di complemento della buona tavola e di uno stile di vita sano e socializzato. Infatti le campagne di comunicazione esplicitavano il progetto fino nel titolo “wine in modartion – Art de vivre
Evidentemente tuttavia, nei Paesi come la Gran Bretagna, dove il vino gioca un ruolo molto minoritario nei consumi e soprattutto negli abusi di alcol, la tattica del bere responsabile non funziona. Per questo, dal 2013 esiste una campagna che propone il gennaio di astinenza dagli alcolici dopo gli eccessi del Natale e Capodanno. Si tratta del “Dry January” lanciato dall’associazione “Alcohol change Uk” e sostenuto dall’Università del Sussex che ha evidenziato gli effetti benefici di un mese di astinenza sulla salute umana.

DRY JANUARY IN UK E FORSE IN FRANCIA

Fin qui niente da dire, il problema è arrivato quando il ministero della sanità francese ha pensato a  un dry january  nel suo Paese scatenando la reazione inferocita dei produttori locali. Il vino francese è in affanno a causa dei dazi USA che hanno risparmiato solo le bottiglie dei grandi rossi (oltre il 14% di alcol) e lo Champagne, ha problemi con la Brexit e la frenata delle importazioni cinesi. Per questo l’idea del “ Janvier sans alcool” ha scatenato un putiferio con le associazioni di categorie che promettono battaglia anche in parlamento attraverso gli eletti nei distretti viticoli. In altre parole si prospetta una battaglia politica senza precedenti fra i supporter del vino come parte della civiltà europea e i supporters degli “alcolisti anonimi” che spingono per vietare.
Spero che il governo italiano non faccia niente di simile anche perchè la cordata “pro vino” a Palazzo Madama e a Montecitorio è talmente trasversale e forte da far paura a qualunque ministro.

 

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