Grandi cantine italiane: è il momento dei wine manager

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Grandi cantine italiane: è il momento dei wine manager

Le grandi cantine italiane più performanti hanno già un wine magager: Renzo Cotarella, Giovanni Geddes, Ettore Nicoletto

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

L’affermazione è di Matteo Lunelli Presidente e Amministratore Delegato delle Cantine Ferrari uno dei gruppi più intraprendenti del vino italiano con investimenti

Wine-Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

Wine Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

anche in regioni diverse dal Trentino e in altri comparti come l’acqua minerale Surgiva .  Anche se lui si è un membro della famiglia proprietaria dell’azienda che dirige, le sue parole non devono apparire contraddittorie e non devono essere scambiate per disimpegno o critica verso i pionieri che hanno portato il vino italiano, in poco più di un secolo, dalle osterie di vicinato ai ristoranti stellati nelle metropoli estere. Come ha giustamente osservato Luciano Ferraro raccogliendo le sue dichiarazioni, Matteo ha un passato di lavoro nelle grandi piazze finanziare di Zurigo, New York e Londra con la banca d’affari  Goldman Sachs.

Wine-managers-Giovanni-Geddes-con-Frescobaldi

Wine managers-Giovanni-Geddes-con-Ferdinando-Frescobaldi

Forse per questo orizzonte più ampio, pur essendo innamorato delle montagne trentine e del mondo del vino, vede che i tempi sono maturi per dare alle grandi cantine familiari un management esterno che ne garantisca lo sviluppo a fianco della proprietà.

Del resto i dati lo confermano in modo incontrovertibile. Nel rapporto Mediobanca 2017  sul vino italiano che prende in esame i maggiori

EttoreNicoletto-Santa-Margherita

EttoreNicoletto-Santa-Margherita

gruppi enologici del Paese, solo 3 cantine hanno un risultato netto sul fatturato

superiore al 20% e sono aziende familiari guidate da un wine manager Renzo Cotarella con Antinori, Giovanni Geddes da Filicaja per Frescobaldi e Ettore Nicoletto nella Santa Margherita dei Marzotto.

Antinori-accanto-alle-famiglie-i-wine-manager

Antinori-accanto-alle-famiglie-i-wine-manager

Ecco che nelle cantine Ferrari di Trento arriva il nuovo direttore Beniamino Garofalo, milanese che arriva dalla multinazionale del lusso LVMH quella che possiede e vende i machi dello Champagne a fianco della moda e dei gioielli: Dom Pérignon, Hennessy, Krug, Veuve Clicquot ….Dior, Céline, Fendi, Louis Vitton …Bulgari, Zenith …

<<Esistono nel mondo giganti come Constellation Brands, che dagli Stati Uniti vende vino per 2,4 miliardi di dollari. Ma sono convinto che non sappia realizzare vini in grado di emozionare>> ha detto Matteo Lunelli a Luciano Ferraro di DiVini-Corriere della Sera, per spiegare la sua idea di matrimonio virtuoso fra la visione di lungo periodo e il radicamento alla terra delle famiglie, con i manager dotati di maggiori capacità nel marketing e nella comunicazione. In altre parole servono due anime: una che pensa a figlie nipoti e quindi accetta i tempi lunghi della vigna. L’altra più veloce nell’aggredire i mercati e l’internazionalizzazione. Ma i manager servono anche alle grandi cantine cooperative che in parte si sono già organizzate <<  Càvit guidata da Enrico Zanoni, che arriva da Nestlé. O Settesesoli con Vito Varvaro da Procter & Gamble. O il gruppo Mezzocorona con Fabio Maccari da Unilever>>.

Ecco il futuro dei grandi del vino mentre le cantine piccole e molto piccole devono puntare su manager fai da te, in seno alla famiglia e, se non ci sono, meglio vendere, perché come hanno detto Lunelli e Ferraro gli investitori disposti a compare ci sono.

 

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