I GIOVANI SCELGONO IL VINO CON L’AI

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I GIOVANI SCELGONO IL VINO CON L’AI

IL PRIMO A NOTARE IL NUOVO COMPORTAMENTO DEI GIOVANI CONSUMATORI DI VINO È STATO IL FRANCESE LE FIGARO, POI CONFERMATO DAL QUOTIDIANO DI BARCELLONA LA VANGUARDIA

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I sommelier minacciati dall’Intelligenza artificiale che viene preferita dai giovani consumatori

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Due quotidiani, uno francese e l’altro catalano mettono in luce il nuovo modo di scegliere il vino da parte dei ventenni. Invece di chiedere al sommelier consultano l’intelligenza artificiale.

LE FIGARO E LA VANGUARDIA SCOPRONO L’USO DELL’IA NELLA SCELTA DEL VINO

Il titolo de Le Figaro è eslicito <<L’intelligence artificielle va-t-elle vider les restaurants de leurs sommeliers ?>> l’intelligenza artificiale farà uscire i sommelier dai ristoranti?

Il quotidiano catalano La Vanguardia mette in evidenza come <<quasi un terzo degli spagnoli usa ChatGPT, con una crescita esponenziale, e i suoi maggiori utilizzatori sono i giovani; si stima che quattro persone su dieci sotto i 45 anni utilizzino quotidianamente qualche tipo di strumento basato sull’intelligenza artificiale>>. C’è anche una nota molto acuta sul fatto che molti ristoranti forniscono ai clienti un QrCode per scaricare la lista dei vini e quindi rendono facilissima l’operazione di farla digerire all’IA evitandosi lo sforzo di consultarla. Sarà quindi l’IA a trovare il vino più adatto ai piatti che sono stati ordinati al prezzo desiderato dal cliente.

COSA L’IA FA MEGLIO DEI SOMMELIER

Oliver Styles ne ha scritto su WineSearcher con un certo sconcerto. Pare che un terzo dei giovani consumatori orienti i suoi acquisti di vino usando ChatGPT sia al ristorante che davanti allo scaffale di vendita. La risposta dell’AI è semplice e veloce anche riguardo all’abbinamento con il cibo.
Nell’articolo di Oliver Styles alcune opinioni evidenziano come forse i Sommelier si siano messi da soli in un angolo parlando un linguaggio troppo difficile e elitario che i giovani consumatori non gradiscono. Ma l’uso dell’IA per guidare le proprie scelte è comunque un fenomeno in piena crescita. <<Secondo uno studio francese pubblicato all’inizio di quest’anno, ben oltre la metà (58%) dei giovani tra i 18 e i 25 anni ha utilizzato l’intelligenza artificiale per ottenere informazioni su una bevanda alcolica. Nella fascia d’età 26-35 anni, il 41% afferma di aver utilizzato l’IA per questo scopo e, complessivamente, il 30% dei francesi ammette di utilizzare l’IA per acquistare bevande alcoliche>>. WineSeracher concludendo con una riflessione sul vero rischio dell’uso dell’intelligenza artificiale <<richiamo di non scoprire mai veramente cosa ci piace>>.

COSA I SOMMELIER FANNO MEGLIO DELL’IA

A questo si aggiunge un altro rischio. Se nella scelta del vino succede come con l’uso dell’IA sulla scelta delle destinazioni turistiche potremo assistere a una concentrazione dei consumi sui “soliti noti” cioè su denominazioni o cantine molto celebri e presenti online.
Infatti la risposta di ChatGPT si basano su un algoritmo che premia chi ha molte tracce digitali con un fenomeno che addirittura si autoalimenta “Feedback Loop” perché il consumatore abituato all’uso dei canali digitali spesso posta immagini e commenti sul vino che gli è stato consigliato accrescendone ulteriormente le tracce digitali.
Concludo riaffermando il concetto che il Sommelier dve essere soprattutto un talent scout in grado di scoprire nuovi gioielli enologici e farli conoscere. Solo questa capacità lo salverà dalla concorrenza dell’intelligenza artificiale mentre se si adagerà sui luoghi comuni e i successi conclamati, oppure continuerà ad usare un linguaggio iniziatico, ampolloso e difficile …. dovrà davvero uscire dai ristoranti.



                                                                       
Cinelli Colombini
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