Il blogger vestono Armani. E i wine blogger?

Firenze4Ever

Il blogger vestono Armani. E i wine blogger?

Chi sono i blogger? Perché i più famosi sono tanto amati e temuti? Hanno corsie preferenziali, anteprime che neanche i giornalisti più blasonati hanno, e tutti li stanno a sentire.

di Bonella Ciacci

Firenze4Ever

Firenze4Ever

Nei giorni scorsi Donatella Cinelli Colombini, mi ha mostrato un articolo su La Nazione dell’evento Firenze4Ever (ammetto, mi era totalmente sfuggito, ma io sono così poco modaiola che gli articoli sull’argomento proprio non li noto). Questa 3 giorni dedicata alla moda, un pre-PittiUomo 2014 organizzato da Andrea Panconesi, di Luisaviaroma.com, è già alla sua ottava edizione, quest’anno dedicata a Giorgio Armani. Per 3 giorni i 32 più famosi fashion bloggers del mondo vivranno e fotograferanno la città e i capi delle collezioni Primavera Estate 2014 dei designer più famosi.
Anche in Italia abbiamo i nostri fashion blogger molto seguiti, e mi è capitato di leggerne alcuni, (e neanche i più influenti, a giudicare dalla classifica di Ebuzzing). Apprezzo molto il blog di Alessia Marcuzzi, LaPinella, dove trovo che la presentatrice si sia reinventata con molta ironia. Non apprezzo invece, per quanto molto famosa, Chiara Ferragni e il suo TheBlondSalad. Ma per carità, sempre tutte bravissime, se si guarda come mi vesto io…

Comunque, ecco che mi sorge spontaneo domandarmi perché. Perché una delle boutique più famose e di culto come Luisa via

La Pinella Alessia Marcuzzi

La Pinella Alessia Marcuzzi

Roma dedicano tanta attenzione ai bloggers, tanto da dedicare loro eventi, cene esclusive, pezzi disegnati in esclusiva, oggetti che diverranno dei veri e propri cult della moda, in serie limitata e numerata?
Questo fenomeno non è poi esclusivo del mondo della moda, ma bensì è sempre più diffuso, in ogni ambito, in ogni settore. Ed il vino non è da meno. In un articolo del 5 agosto 2013 avevamo già affrontato l’argomento, con la vittoria del Wine Blog Award negli USA di un articolo proprio su come ormai la comunicazione del vino, per i non addetti ai lavori, passi dal web, tra social e blog appunto, dove è depurata da eccessivi tecnicismi e punteggi aridi quanto spesso, ai più, incomprensibili e privi di praticità.

Cerco una chiave di lettura mia, da semi profana, da occhio esterno, quasi naif. Guardo come fruitore anche io mi muovo sul web. Se cerco notizie su un vino che ho assaggiato al ristorante la sera prima, spesso mi ritrovo ad andare su internet, e il più delle volte leggo informazioni (approfondite e curate) proprio sui blog. Voci interessanti e ormai diventati il mio primo punto di riferimento, come Intravino, oppure Vinodaburde, che apprezzo molto. Poi ci sono DiVini e Percorsi di vino e le notizie e le curiosità che passano da questi blog ma primo fra tutti da WineNews, che anche se è un blog, si presenta proprio come una testata giornalistica.

we can blog it

we can blog it

I social network sono il veicolo maggiore per i loro post, e basta seguire la loro pagine su facebook o il loro account twitter per tenersi aggiornati sui loro più recenti commenti. A cosa mi serve, a questo punto, riferirmi a riviste di settore, abbonarmi ai loro costosi periodici, se posso trovare tutto, velocemente e facilmente comprensibile in internet?
E’ la voce di chi ci è più vicino quella di cui ci si fida di più. E la rete accorcia le distanze umane. Con il blogger interagisco, ricevo una risposta in tempo reale, posso sollevare una perplessità ed aprire un dibattito con altri utenti. Mi sento coinvolta e sento che la mia opinione ha un peso. Così, se poi mi suggerisce (non ha me direttamente, lo so, ma in suo post, che finisco per percepire come “quasi” diretto a me) di provare quel vino, di mangiare nel tal posto, o di visitare la tal cantina, ecco che sono portata a seguire il suo consiglio.

Il web resta tutt’oggi un mondo insidioso comunque, dove bisogna imparare a districarsi tra bufale, pareri faziosi, pareri “comprati” da chi ha interesse che venga pubblicato un articolo positivo su di loro (sì, alcuni bloggers, per fortuna pochi, sono dei veri mercenari). Ma sottovalutare il crescente potere dei bloggers sarebbe cecità pura. La rivista specializzata e i punteggi sono relegati ad un ruolo di nicchia per gli addetti ai lavori ormai. I winelovers crescono, e sempre di più avranno la capacità di spostare il mercato nelle direzioni che vogliono, e lo faranno in rete.

wine-destination

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