IL LUSSO NEL TURISMO E NEL VINO

Continental Siena Sede di Wine&Siena

IL LUSSO NEL TURISMO E NEL VINO

IL TURISMO LUXURY IN ITALIA CRESCERA’ PIU’ DEGLI ALTRI SEGMENTI ENTRO IL 2025. IL MERCATO DEI VINI DA INVESTIMENTO PRECIPITA E I FINE WINE TORNANO NEI BICCHIERI

turismo del lusso ristoranti e alberghi stellati in Italia

turismo del lusso ristoranti e alberghi stellati in Italia

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Il mercato del lusso ha molte facce: cresce la richiesta di viaggi luxury e forse la voglia di bere fine wines, mentre cala il numero di chi compra bottiglie a fini speculativi per tenerle nei magazzini – cassaforte.
Enit prevede, entro il 2025, una crescita del segmento di turismo di lusso in Italia superiore agli altri target. Il principale attrattore dei viaggiatori high-spender saranno l’enogastronomia e le bellezze artistiche e culturali. Lo studio è di Enit e Unioncamere, realizzato con il supporto tecnico di Isnart (ottobre 2023) e conferma l’impressione che scaturisce dal riposizionamento dell’offerta alberghiera italiana che cresce nei 4-5 stelle e 5 stelle lusso (21% del totale + 3% nell’ultimo anno) mentre cala nelle categorie con 2 e 3 stelle sotto la pressione di offerte alternative quali gli alloggi privati tipo Airbnb oppure gli agriturismi.
Le presenze cioè i pernottamenti nelle strutture alberghiere più lussuose sono aumentati nel 2022 del 63% riportandosi quasi ai livelli pre covid.

 

ALBERGHI 5 STELLE E 5 STELLE LUSSO CON MAGGIORI PROSPETTIVE DI SUCCESSO NEL FUTURO PROSSIMO

Nel 2024, il numero delle strutture ricettive a cinque stelle salirà da 682 a 702, per arrivare a 712 nel 2025 (fonte: Thrends). Il segmento luxury è un autentico generatore di ricchezza, infatti benchè non sia il maggioritario genera circa la metà del Pil turistico valutato complessivamente nel 6% di quello nazionale. Infatti questo tipo di offerta è collegato a molte altre attività come visite guidate, catering shopping, pasti da chef stellati …. E ogni altro tipo di esperienza capaci di arricchire e personalizzare il soggiorno. L’Italia attrae oggi sempre più giovani viaggiatori alla ricerca di esperienze responsabili e originali.
Secondo le analisi di Cnr-Iriss sul mercato degli high spenders, mangiare in un ristorante raffinato e soggiornare in un hotel a 5 stelle e 5 stelle lusso sono le attività indicate dal 61,2% dei rispondenti. Il 53% si è rilassato in una Spa, mentre il 51,4% ha fatto acquisti in un duty-free store e il 48,4% ha viaggiato per affari in prima classe.
Il viaggiatore alto spendente è attratto in Italia dall’offerta culturale (47,9%) dalla prospettiva di immergersi in una natura rispettata e nei bellissimi paesaggi (47,5%) e dalla prospettiva di esperienze enogastronomiche identitarie (43,2%)

 

 

IL LUSSO NEL VINO – 2023 ANNO NERO PER IL MERCATO DEI FINE WINES DOVE SOLO I VINI ITALIANI HANNO PERSO DI MENO

Andiamo a vedere un altro settore dove troviamo chi ha un portafoglio gonfio: i vini cari – fine wines
Liv-Ex è il portale inglese sui vini di lusso con indici e borsino a somiglianza del Nasdaq per i titoli di borsa. Per anni aveva fatto sognare gli investitori con aumenti importanti e una costante spinta a speculare nelle bottiglie di grande pregio. Nel 2023 è arrivata la gelata con un -13% proprio sui vini più prestigiosi e consolidati . Complice la recessione e il panorama internazionale di guerre e incertezze politiche gli acquisti e i prezzi sono scesi anche nell’indice Liv-Ex 1000 dove solo le bottiglie italiane hanno avuto cali più contenuti (6,4%) mentre i grandi vini della Borgogna scendevano del 16% e gli Champagne addirittura del 19%.
I vini italiani presenti negli indici Liv-Ex sono pochi e concentrati in Piemonte e Toscana: i Barolo di Bartolo Mascarello, Giacomo Conterno e Bruno Giacosa, il Barbaresco di Gaja, il Flaccianello della Pieve di Fontodi, il Brunello di Poggio di sotto, Masseto, Ornellaia, Sassicaia, Solaia e Tignanello. La new entry è il Brunello di Argiano forte del gradino più alto del podio Wine Spectator. Si tratta di vini scambiati nelle aste e nell’esclusivo mercato degli investitori. Vini cioè destinati a rimanere nelle casseforti e solo raramente venire bevuti. Una prospettiva che preoccupa persino la Commissione Grands Crus” di Bordeaux Négoce composta dai commercianti che detengono il mercato dei fine wines nel mondo e che spingono affinché si ritorni a stappare e non si continui a comprare grandi vini solo come prodotti speculativi e finanziari.

Probabilmente, nell’attuale clima di incertezza, gli speculatori puntano su quello che tradizionalmente è sicuro: l’oro, che infatti è aumentato dell’8,9%. I più giovani e coraggiosi si sono indirizzati sui titoli. Infatti, nel 2023, il Nasdaq ha segnato +38,9%, e l’S&P 500 +21%. Il mercato del vino di lusso ha avuto un forte contraccolpo negativo anche perché, rispetto a titoli o oro, il vino ha bisogno di maggiore spazio e condizioni di temperatura, luce e umidità che rendono costosi e complicati sia la conservazione che il trasporto. Ma tutto il male non vien per nuocere e alla fine, se il prezzo dei vini di lusso diventerà più abbordabile e torneranno ad essere più aperti, sarà un bene.