IL POTERE DEL PASSAPAROLA (2)
ROBERTA GARIBALDI PROFILA IL COMPORTAMENTO DEL TURISTA DEL VINO ITALIANO E MOSTRA COME LE TRACCE DIGITALI RIVELINO IL SENTIMENT DI CHI VISITA LE CANTINE

Il valore del passaparola nell’enoturismo secondo Vincenzo Russo e Roberta Garibaldi
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Arriviamo adesso a Roberta Garibaldi e al suo Report enoturistico 2026 per Ascovilo Associazione Consorzi del vino della Lombardia presieduta da Giovanna Prandini di Perla del Garda. L’indagine riguarda esclusivamente i turisti italiani e mostra una netta crescita di interesse (dal 60 del 2021 al 77% di oggi) per la visita di cantine, caseifici, frantoi, pastifici … e ogni luogo di produzione agroalimentare.
TANTE CONFERME E QUALCHE NOVITA’ SUGLI ENOTURISTI NOSTRANI
Come sappiamo da tempo il turismo del vino italiano è in realtà escursionismo che si sposta da casa nell’arco di una sola giornata.
La tipologia di cantina più attraente è quella familiare. Dato che scaturisce da tutte le analisi sull’enoturismo anche estere. Così come si conferma l’attrattività dell’accoppiata cibo tipico -vino. Ancora una conferma della crescita percentuale degli “enoturisti per caso” che non mettono il vino in cima alla lista dei loro interessi ma, se ci cono cantina da visitare, ci vanno.
I nodi di un successo enoturistico con ancora con qualche ombra riguardano, come ben sappiamo, la difficoltà di prenotazione (66% dei turisti) e di trovare esperienze enoturistiche diverse dalle precedenti (64%). In pratica un quarto dei turisti italiani arriva nella destinazione del loro viaggio senza aver prenotato la visita in cantina e questo li mette in grossa difficoltà. Chi invece prenota lo fa attraverso i portali internet (31%), le agenzie (27%), siti dei produttori (25%) e i siti degli uffici turistici locali (22%).
Roberta Garibaldi evidenzia tre punti che, per gli enoturisti italiani, sono determinati
1) Bellezza del paesaggio
2) Prezzo delle esperienze
3) Prossimità delle destinazioni e delle cantine che sono rilevanti rispettivamente per il 65 e il 63% del campione
COSA SONO LE TRACCE DIGITALI E COSA CI DICONO SULL’ENOTURISMO
La parte più interessante e nuova del Rapporto sull’enoturismo di Roberta Garibaldi riguarda le tracce digitali cioè le conversazioni online. << Nel 2025 le 28 destinazioni enoturistiche analizzate hanno generato 4,6 milioni di tracce digitali, 0,2 milioni in più rispetto al 2024. Nello stesso periodo, il volume complessivo riferito all’Italia è diminuito di 1,4 milioni. La dinamica segnala quindi un rafforzamento della visibilità online dei territori del vino, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale>>.
L’analisi riguarda 3.500 cantine di cui 1.800 situate nelle principali destinazioni enoturistiche considerate. Nel 2025 queste aziende hanno generato quasi due terzi delle tracce digitali complessive, con un sentiment medio molto buono e persino superiore alla media nazionale (94,7 contro 94,4).
I ristoranti fanno la parte del leone lasciano tracce digitali enormi benchè il gradimento (86,6) sia nettamente inferiore a quello delle cantine (94,7) che quindi devono imparare a creare set fotografici, luoghi o oggetti iconici (tipo la statua di Dom Perignon oppure la Croce di Romanée Conti) e racconti che spingano i visitatori a postare immagini e condividere news con gli amici.
Questo punto si ricollega con precisione alle parole di Vincenzo Russo sull’utilità del passaparola ed è un’autentica call to action per le cantine turistiche.





