IL TURISMO DEL VINO IN ITALIA IN NUMERI (1)

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IL TURISMO DEL VINO IN ITALIA IN NUMERI (1)

UN SUPER RIASSUNTO PER FOTOGRAFARE IL TURISMO DEL VINO IN ITALIA: UN BOOM CHE HA CREATO GRANDI OPPORTUNITÀ, TROPPE ATTESE E UNA PROBLEMATICA DIFFUSIONE A MACCHIE

Toscana enoturismo Casato Prime Donne Campione Sommelier per un giorno

Toscana enoturismo Casato Prime Donne Campione Sommelier per un giorno

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Proviamo a fare un super riassunto della situazione dell’enoturismo italiano per vedere se questa sintesi ci aiuta a mettere a fuoco le cose da fare per trasformare l’enoturismo in uno strumento economico sostenibile per cantine e territori del vino. In primo luogo sgombriamo il campo da un equivoco: l’enoturismo non è la soluzione alle difficoltà delle cantine italiane può solo attivare un nuovo canale commerciale con ottimi margini.

L’ENOTURISMO ITALIANO CRESCE DEL 9% L’ANNO E LE CANTINE HANNO CIRCA 20 MILIONI DI VISITATORI

La situazione attuale vede i consumi mondiali di vino in calo di oltre il 3% l’anno mentre in Italia le giacenze nelle cantine crescono del 15% (Valoritalia).

Contemporaneamente il turismo continua a crescere ed è l’unico comparto economico storico che vanta oltre il 3% l’anno di aumento. Al suo interno, il turismo del vino ha una media mondiale di crescita del 13% all’anno cioè vive una fase di boom espansivo che come sempre succede è caotica. Secondo Nomisma-WineMonitor il tasso di incremento dell’enoturismo italiano è più lento anche se molto alto: 9,2%. Questo corrisponde a un business di oltre 3,1 miliardi di Euro e a una quota del 21% del business delle cantine aperte al pubblico. Secondo le mie stime i visitatori delle 20-25.000 cantine italiane aperte al pubblico sono circa 20 milioni con una prevalenza di Italiani escluso in Toscana.

IL TURISMO GREEN RIGUARDA SIA LA VENDITA DIRETTA CHE PASTI E PERNOTTAMENTI

Conviene porre attenzione ai dati delle diverse indagini che, apparentemente, sembrano contraddittori. In parte riguardano solo le cantine cioè vendita di esperienze e di bottiglie, mentre in altri studi fanno riferimento all’insieme delle attività rivolte ai visitatori quindi anche a pasti e pernottamenti. Vale la pena sottolineare, tuttavia, che il numero di cantine attrezzate con ristorante e ricettività è di circa un quarto del totale e questo crea ampi spazi di miglioramento al business turistico. Vale la pena ricordare che la vendita delle bottiglie al pubblico è un’attività agricola, anche sotto il profilo fiscale. Invece pernottamenti, pasti, esperienze enoturistiche come le degustazioni, fanno parte dell’agriturismo. Queste ultime devono sempre rimanere inferiori alle attività agricole in termini di fatturato o ore di lavoro.
Fatto questo distinguo, è comunque evidente come, già adesso, l’importanza del turismo legato al vino sia molto rilevante.



                                                                       
Cinelli Colombini
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