Il vino fa politica? Ma è di destra o di sinistra?

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Il vino fa politica? Ma è di destra o di sinistra?

Il titolo originale di Wine Searcher è <<Communists Rush to Defend French Wine>> ma parla della corsa dei politici francesi a mostrarsi paladini del vino

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Il vino non è un partito politico ma apparentemente ha un elettorato anzi un grande elettorato. Lo provano le schermaglie pre-elettorali in Francia.
Emanuel Macron è stato nominato personaggio dell’anno dalla rivista di vino più importante in Francia, la “Revue du Vin de France”. Una mossa che sembra una “dichiarazione di voto” visto che quest’anno ad aprile, gli amici d’oltralpe, andranno a votare per eleggere il nuovo Capo dello Stato.

 

MACRON CONTRO IL BEATING CANCER PLAN DELLA COMUNITA’ EUROPEA

In effetti l’affascinante Presidente francese non tradisce l’elettorato wine lover e recentemente si è lanciato in una vera crociata in difesa del vino minacciato dal “Beating Cancer Plan” della Comunità Europea che ma messo insieme consumo moderato e abuso d’alcol considerando entrambi pericolosi. Emmanuel Macron ha usato i social dove è molto seguito (su Facebook, con un pagina seguita da oltre 4,2 milioni di follower, Instagram, con oltre 2,7 milioni di seguaci, e Linkedin, con oltre 2,6). <<Il vino modella i nostri paesaggi. La vite rende la Francia più bella … Il vino è inseparabile dalla nostra arte di vivere, quest’arte di essere francese>> ma aggiungendo poi <<Con moderazione! I francesi lo hanno capito … le sue donne e i suoi uomini, senza i quali la Francia non sarebbe la Francia>>. Wow!

 

GLI AVVERSARI POLITICI DI MACRON CERCANO DI IMITARLO

Emanuel Macron è un intenditore di vino e certamente un appassionato difensore dello stile di vivere socializzato e gourmet ( anche se leggermente sciovinista) che piace alla stragrande maggioranza degli elettori.
Ed ecco che gli avversari corrono ai ripari ed entra nella partita il leader del Partito Comunista Francese (PCF), Fabien Roussel, che, in una recente intervista al canale televisivo France 3, si è schierato. <<È bello difendere il vino>>, ha detto aggiungendo <<mi piace anche bere un bicchiere di vino>> ma si è provato spiazzato quando l’intervistatore gli ha fatto notare che Macron beve due bicchieri al giorno.

 

NELLA POLITICA FRANCESE CHI TOCCA IL VINO MUORE

Una posizione che evidentemente non è piaciuta a tutti e Sandrine Rousseau del partito dei Verdi francesi ha attaccato Roussel descrivendolo come <<un cacciatore ubriaco e ritardato che promuove l’alcolismo>>.
Ma guai a chi offende il vino e l’art de vivre francese e intorno a Roussel si è schierata una difesa dei suoi sostenuti ma anche dalla destra <<In passato, i comunisti erano accusati di mangiare i bambini … ora sono accusati di mangiare carne: questo è il progresso!>>.
La questione stava cominciando a diventare esilarante e quindi Roussel ha fatto un veloce ripiegamento sulla necessità di usare cibi sani per mantenersi sani <<gli ecologisti farebbero meglio a parlare – per una volta – in favore vino senza pesticidi, della buona carne non ottenuta da allevamenti intensivi, del buon formaggio da latte non trattato>>.

 

GLI AMANTI DEL VINO SONO UN ELETTORATO CHE CONTA IN FRANCIA. E IN ITALIA?

A quanto pare chi tocca il vino e la cucina francese rischia il linciaggio e la disfatta elettorale e c’è chi chiama “vegani politici” i supporter dei divieti alimentari -il semaforo e simili- accusandoli di non vedere i veri problemi della società civile.
Nella realtà, come dice Carlin Petrini, alimentarsi è un fatto politico. Ma in questo caso si va oltre e ci sono i politici a caccia degli elettori amanti del vino.  Mi piacerebbe avere politici così anche in Italia.