INTELLIGENZA ARTIFICIALE E TURISMO DEL VINO
IL CONVEGNO BTO 2024 A FIRENZE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CON DONATELLA CINELLI COLOMBINI A PARLARE DI OPPORTUNITA’ E RISCHI PER LE CANTINE TURISTICHE

turismo del vino e intelligenza artificiale Violante e Donatella Cinelli Colombini
Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination
BTO , maggior appuntamento italiano del turismo digitale, a Firenze, quest’anno ha dato ampio spazio al turismo del vino e mi ha visto fra i relatori, su un tema inusuale per me: l’intelligenza artificiale.
Secondo i dati forniti da Mirko Lalli di The Data Appeal Company a una recente conferenza a Siena, la consapevolezza dell’uso dell’Intelligenza Artificiale AI e della Realtà aumentata è già forte per il 27% degli statunitensi e nel 17% degli italiani. Il dato è nella stessa direzione di quello del Politecnico di Milano per “Food and Wine Tourism Forum” 2024 secondo cui il 38% degli americani utilizza servizi di Ai per ispirarsi nella ricerca di destinazioni, prenotare servizi o creare itinerari. Le esperienze enogastronomiche si cercano ormai sui canali digitali che hanno sostituito il passaparola.
In effetti basta scaricare un programma gratuito nel telefonino per avere chi consiglia itinerari su misura. Con sistemi più sofisticati e un rapporto più lungo con l’utente, la proposta di viaggio dell’intelligenza artificiale diventa ancora più sartoriale.
Quello che sta succedendo adesso è un rafforzamento delle destinazioni più forti. L’intelligenza artificiale infatti tende a preferire chi ha una forte presenza online. Questo è un serio problema perché aggrava l’overtourism e non decentra i flussi enoturistici, inoltre non corrisponde al bisogno di esclusività del viaggiatore più evoluto.
L’AI RAFFORZA LE DESTINAZIONI E I BRAND PIU’ VISIBILI ONLINE
Alla luce di questa affermazione bisogna fare una riflessione sul modo di “ragionare “ dell’AI e quindi sul volume di notizie che ciascuna azienda pubblica. In altre parole, la visibilità digitale andrà gestita molto meglio per sperare di essere consigliati ai viaggiatori dall’Intelligenza Artificiale. Questo vale per il sito, il blog, le notizie social, le didascalie delle immagini (il 60% delle cantine non ha titolato le immagini del sito e del blog), i giudizi nei portali con le recensioni e poi ancora le OTA Online tourist Agency come Booking o Trivago.
Se la frase “il turismo è uno sport di squadra” è sempre stata vera, con l’arrivo dell’AI diventa ancora più vera e occorre organizzarsi coinvolgendo organismi territoriali quali APT, Consorzi del Vino, Strade del Vino, Distretti rurali affinché accrescano il volume di notizie online sulla denominazione nel suo insieme e sulla singole imprese.
LE PRIME APPLICAZIONI DELL’AI DA PARTE DELLE CANTINE
Prevedibilmente la prima applicazione dell’Ai sarà nell’ottimizzazione della proposta turistica e nell’affiancamento degli addetti al front office e alla wine hospitality relativamente alle funzioni più ripetitive come la risposta alla richiesta di visita o il follow up dopo la visita.
Un discorso a parte riguarda il prenuropricing cioè la gestione dei prezzi. Un’attività strategica nella ricettività che, tuttavia avrà un’importanza crescente anche nell’enoturismo per rendere più flessibili e calibrati i prezzi delle esperienze in base ai flussi e al mercato ma anche alla percezione del valore che i viaggiatori attribuiscono a specifici aspetti dell’offerta.
Anche l’ottimizzazione della comunicazione può trovare un immediato aiuto da parte dell’AI, mi riferisco, ad esempio, al posizionamento delle nuove proposte e dei nuovi prezzi che fin ora ossessionavano i manager del turismo nei mesi invernali.
L’AI RICHIEDE COMPETENZE COMPLESSE CHE AVVANTAGGIANO CHI LE POSSIEDE
Servono competenze trasversali per usare bene l’intelligenza artificiale: neuromarketing, big data, strategie digitali e social, customer experience, elaborazione e editing di immagini digitali e anche sostenibilità. Competenze che possono fare la differenza e potrebbero avvantaggiare i più grandi e quelli con maggiore capacità di investimento.
Per capirlo prendiamo in esame un altro aspetto dell’attività turistica: la creazione del desiderio. <<Il mercato turistico vende sogni>> cioè vende il desiderio di raggiungere una determinata destinazione. Una frase che è sempre stata vera ma assume un nuovo significato con AI perché gli strumenti elettronici diventeranno decisivi per migliorare l’experience cognitivo-emozionale dei clienti nel momento della scelta e dopo il viaggio, per mantenere i rapporti con il cliente.
I VANTAGGI E GLI SVANTAGGI DEL MONDO DEL VINO RISPETTO ALL’AI
Il mondo del vino ha un vantaggio e uno svantaggio rispetto ad altre proposte turistiche. Il vantaggio dell’enoturismo è la difficoltà di riprodurre sapori, odori e esperienze tattili con mezzi elettronici per cui esiste un reale vantaggio rispetto al Louvre che invece potrà essere visitato meglio a casa che a Parigi.
Lo svantaggio è che il settore vino è ancora totalmente analogico, prevalentemente composto da piccole aziende con scarse capacità di spesa.
Uno degli aspetti su cui lavorare subito è la registrazione dei contatti.
L’IMPORTANZA DI ARCHIVIARE I CONTATTI
L’archiviazione dei contatti è il primo e più grave problema da affrontare per le cantine. La maggior parte delle imprese del vino italiane hanno meno di 1.000 rapporti regolarmente autorizzati dalle liberatorie per la privacy e profilati secondo la capacità di spesa e le preferenze.
Alla povertà di contatti si aggiunge la mancanza di CRM che, a mio avviso esso, è presente in meno di 500 cantine rispetto alle 25.000 aperte al pubblico in Italia. L’archiviazione avviene su fogli Excel oppure su semplicissimi programmi per gestire la posta.
Con l’arrivo dell’AI gli addetti alla wine hospitality in carne e ossa dovrebbero profondere un maggiore impegno nel rapporto personale con il visitatore e nell’archiviazione delle notizie che lo riguardano. In altre parole l’AI funziona se gli umani riforniscono il data base anche attraverso strumenti come il registratore di cassa o il sistema di prenotazione delle esperienze. Il passo successivo è l’applicazione delle indicazioni sui desideri del turista che arrivano dall’intelligenza artificiale. L’utilizzo di algoritmi avanzati e l’analisi dello storico, consente la creazione di news letter e nuove proposte, campagne di comunicazione ….. se qualcuno ha censito il sentiment dei clienti rispetto a trekking nei vigneti, pranzi degustazione, wine party …. E poi ha tradotto queste richieste in immagini e contenuti scritti nel sito e nei social della cantina.
Questo è un problema da affrontare subito per dare all’intelligenza artificiale l’interlocutore con cui dialogare.






