Food and Wine Tourism Forum Tag

CANTINE TURISTICHE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

LA TERZA NOVITA’ NELL’ENOTURISMO E’ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CHE STA DIVENTANDO IL PRINCIPALE CONSIGLIERE NELLA CANTINA DA VISITARE E SCEGLIE SEMPRE LE STESSE

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL TURISMO DEL VINO FAVORISCE LE DESTINAZIONI FAMOSE

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL TURISMO DEL VINO FAVORISCE LE DESTINAZIONI FAMOSE

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Il terzo e ultimo elemento di novità nel settore enoturistico riguarda il digitale e l’intelligenza artificiale. Il testo nella sua versione integrale è stato scritto per OICCE TIMES nel febbraio 2025.

Attualmente il turismo intermediato online vale, nel mondo circa 700 miliardi di Dollari ma continua ad accrescere la sua quota nel business dei viaggi. Un processo inarrestabile grazie alla facilità d’uso del mezzo elettronico. Anche le esperienze enogastronomiche si cercano ormai sui canali digitali che hanno sostituito il passaparola. Nei grandi portali il posizionamento delle cantine turistiche in base alle recensioni pesa sulla sua loro attrattività.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E TURISMO DEL VINO

IL CONVEGNO BTO 2024 A FIRENZE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CON DONATELLA CINELLI COLOMBINI A PARLARE DI OPPORTUNITA’ E RISCHI PER LE CANTINE TURISTICHE

turismo del vino e intelligenza artificiale

turismo del vino e intelligenza artificiale Violante e Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

BTO , maggior appuntamento italiano del turismo digitale, a Firenze, quest’anno ha dato ampio spazio al turismo del vino e mi ha visto fra i relatori, su un tema inusuale per me: l’intelligenza artificiale.

Secondo i dati forniti da Mirko Lalli di The Data Appeal Company a una recente conferenza a Siena, la consapevolezza dell’uso dell’Intelligenza Artificiale AI e della Realtà aumentata è già forte per il 27% degli statunitensi e nel 17% degli italiani. Il dato è nella stessa direzione di quello del Politecnico di Milano per “Food and Wine Tourism Forum” 2024  secondo cui il 38% degli americani utilizza servizi di Ai per ispirarsi nella ricerca di destinazioni, prenotare servizi o creare itinerari. Le esperienze enogastronomiche si cercano ormai sui canali digitali che hanno sostituito il passaparola.

In effetti basta scaricare un programma gratuito nel telefonino per avere chi consiglia itinerari su misura. Con sistemi più sofisticati e un rapporto più lungo con l’utente, la proposta di viaggio dell’intelligenza artificiale diventa ancora più sartoriale.
Quello che sta succedendo adesso è un rafforzamento delle destinazioni più forti. L’intelligenza artificiale infatti tende a preferire chi ha una forte presenza online. Questo è un serio problema perché aggrava l’overtourism e non decentra i flussi enoturistici, inoltre non corrisponde al bisogno di esclusività del viaggiatore più evoluto.

                                                                       
Cinelli Colombini
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