CANTINE TURISTICHE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
LA TERZA NOVITA’ NELL’ENOTURISMO E’ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CHE STA DIVENTANDO IL PRINCIPALE CONSIGLIERE NELLA CANTINA DA VISITARE E SCEGLIE SEMPRE LE STESSE

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL TURISMO DEL VINO FAVORISCE LE DESTINAZIONI FAMOSE
Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino
Il terzo e ultimo elemento di novità nel settore enoturistico riguarda il digitale e l’intelligenza artificiale. Il testo nella sua versione integrale è stato scritto per OICCE TIMES nel febbraio 2025.
Attualmente il turismo intermediato online vale, nel mondo circa 700 miliardi di Dollari ma continua ad accrescere la sua quota nel business dei viaggi. Un processo inarrestabile grazie alla facilità d’uso del mezzo elettronico. Anche le esperienze enogastronomiche si cercano ormai sui canali digitali che hanno sostituito il passaparola. Nei grandi portali il posizionamento delle cantine turistiche in base alle recensioni pesa sulla sua loro attrattività.
L’AI STA SOSTITUENDO IL PASSAPAROLA E LA STAMPA SPECIALIZZATA NEL CONSIGLIARE IL PERCORSO DI VIAGGIO
Nel contesto digitale, la novità è il rapido diffondersi dell’intelligenza artificiale usata per costruire gli itinerari viaggio. Mirko Lalli di The Data Appeal Company ha detto che fanno uso dell’AI e della Realtà aumentata il 17% degli italiani. Il Politecnico di Milano al “Food and Wine Tourism Forum” 2024 ha mostrato come il 38% degli americani utilizzi servizi di Ai per ispirarsi sulla scelta delle destinazioni, prenotare servizi o creare itinerari.
Questo significa che l’intelligenza artificiale soppianterà presto guide e ogni altro strumento di progettazione del viaggio. Si tratta di un reale pericolo perché le cantine italiane sono sostanzialmente analogiche, nella stragrande maggioranza sono piccole e nel 44% dei casi, sono lontane dai flussi turistici (32% in area di flussi enoturistici e nel 24% vicino a una destinazione turistica).
L’ALGORITMO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE FAVORISCE I PIU’ FAMOSI
Purtroppo, la crescita di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale privilegia le destinazioni molto note o i brand del vino famosi perché l’AI funziona in base a un algoritmo che valuta i luoghi in base alla frequenza in cui sono presenti nell’universo internet. In altre parole, non propone l’emergente sconosciuto ma i soliti noti. Si tratta di un meccanismo opposto al bisogno di autenticità e scoperta che i turisti, e soprattutto gli enoturisti, sentono in modo crescente. Il funzionamento dell’AI è meccanico e, per certi versi dannoso, perché concentra i visitatori in pochi posti con un aumento dell’overtourism. Le piccole cantine italiane possono contrastare questo problema solo facendo squadra perché ancora più di prima è vera la massima <<nel turismo chi è da solo è invisibile>>.






