OICCE Times Tag

ENOTURISMO +13% L’ANNO, VARRÀ 332 MILIARDI NEL 2034

L’AI, LA CRESCITA VELOCISSIMA DEL BUSINESS ENOTURISTICO NEL MONDO E LA SUA GEOGRAFIA ITALIANA A MACCHIA DI LEOPARDO CON I PRIMI FENOMENI DI OVERTOURISM

business mondiale dell'enoturismo cresce del 13% all'anno

business mondiale dell’enoturismo cresce del 13% all’anno

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino 

Ho diviso il lungo articolo sulle novità del turismo del vino in tre parti che pubblico una per giorno. Il testo è stato scritto per OICCE TIMES a seguito della mia relazione nel convegno in occasione dei 75 anni dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

C’è una premessa a tutti gli argomenti successivi: il turismo ha un business mondiale di 1.700 miliardi (sale a 3,300 considerando quello interno). Un giro d’affari molto superiore a quello del vino e, a differenza del vino, il turismo vede crescere costantemente i suoi “consumatori” cioè i viaggiatori.

IL TURISMO CRESCE DEL 4% ALL’ANNO E L’ENOTURISMO DEL 13%

Attualmente ci sono 1,4 miliardi di “arrivi” cioè di turisti internazionali. Dopo il grosso stop della pandemia sta ritornando ai livelli pre covid e ha prospettive di crescita del 4-5% l’anno su scala mondiale pari a circa il 3% del pil planetario.

CANTINE TURISTICHE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

LA TERZA NOVITA’ NELL’ENOTURISMO E’ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CHE STA DIVENTANDO IL PRINCIPALE CONSIGLIERE NELLA CANTINA DA VISITARE E SCEGLIE SEMPRE LE STESSE

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL TURISMO DEL VINO FAVORISCE LE DESTINAZIONI FAMOSE

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL TURISMO DEL VINO FAVORISCE LE DESTINAZIONI FAMOSE

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Il terzo e ultimo elemento di novità nel settore enoturistico riguarda il digitale e l’intelligenza artificiale. Il testo nella sua versione integrale è stato scritto per OICCE TIMES nel febbraio 2025.

Attualmente il turismo intermediato online vale, nel mondo circa 700 miliardi di Dollari ma continua ad accrescere la sua quota nel business dei viaggi. Un processo inarrestabile grazie alla facilità d’uso del mezzo elettronico. Anche le esperienze enogastronomiche si cercano ormai sui canali digitali che hanno sostituito il passaparola. Nei grandi portali il posizionamento delle cantine turistiche in base alle recensioni pesa sulla sua loro attrattività.

ENOTURISMO E’ TROPPO O TROPPO POCO

L’ARGOMENTO NUOVO SUL TEMA ENOTURISMO È L’OVERTOURISM DEL VINO: UNA CRESCITA DEI FLUSSI A MACCHIA DI LEOPARDO CHE NON CONVIENE A NESSUNO NEANCHE A CHI NE HA TANTI

enoturismo a macchia di leopardo con wine destination sovraffollate e altre zone del vino senza turisti

enoturismo a macchia di leopardo con wine destination sovraffollate e altre zone del vino senza turisti

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc

Seconda parte del mio articolo per OICCE TIMES sulle novità dell’enoturismo

I 15 milioni di ingressi nelle cantine italiane non sono uniformemente distribuiti in tutto il territorio nazionale ma hanno una geografia a macchia di leopardo con zone molto frequentate e altre che non decollano.

L’ENOTURISMO A MACCHIA DI LEOPARDO: IL CASO BARBARESCO

Una dimostrazione indiretta dell’effetto dei flussi enoturistici arriva dalla dichiarazione IRPEF 2023. Partendo proprio dalla denuncia dei redditi Tg24 ha redatto una sorta di mappa nazionale dei comuni dove il reddito medio dei residenti è più alto. La notizia che ha fatto clamore è la presenza, in cima alla classifica, di alcuni municipi del vino. Al 17° posto troviamo Barbaresco, con il reddito medio è di 33.459€. Dieci posizioni più in basso, c’è il confinante municipio di Treiso. Il motivo della sorpresa nasce dal calcolo del reddito degli agricoltori che, dal punto di vista fiscale, è determinano su base catastale per cui non può far salire così tanto la denuncia IRPEF. Come ha giustamente spiegato il sindaco di Treiso, Andrea Pionzo, a Cronache di gusto <<Il mondo del vino nel nostro territorio è fondamentale e questi dati riflettono quelli del settore turistico. Oltre le cantine vanno molto bene i ristoranti, gli affittacamere, i b&b, gli alloggi vacanze. In quasi in tutti i cortili di Treiso, c’è una di queste attività>>.

I killer del vino in bottiglia 

Lo chiamano “gusto di luce” ed è il vino bianco modificato dagli ultravioletti nel colore e nel profumo con effetti di verdura cotta. I rossi invece soffrono il caldo

 

vino-italiano-in-USA-San-Francisco - Biondivino - Brunelli in esposizione

vino-esposto-al-pubblico-vino-italiano-in-USA-San-Francisco – Biondivino – Brunelli in esposizione

di Donatella Cinelli Colombini

Il caldo è il killer dei vini rossi e la luce è il killer dei vini bianchi che purtroppo sono confezionati in bottiglie bianche. I dati scientifici arrivano dalla tesi di laurea di Stefano Delledonne discussa all’Istituto di San Michele all’Adige – Fondazione Edmund Mach e vincitore del “Premio Rudy Buratti” assegnato alla conclusione dei corsi 2022 dell’Alta Scuola di Formazione del Sangiovese Sanguis Jovis.
La cosa curiosa è che, nei vini bianchi, il degrado del colore è davvero veloce e non viene accelerato dalla temperatura, mentre questa reazione è presente nei vini rossi che soffrono il caldo in modo superiore.

 

IL VETRO GRANDE BARRIERA CONTRO LA LUCE KILLER DEL VINO

Fattoria del Colle cantina zona vendita

esposizione-del-vino-luce-e-calore-killer

Il vetro è la vera barriera delle radiazioni luminose. La bottiglia chiara ferma il 66,9% delle radiazioni, il 79,2% quella verde tipica dei rossi toscani e il 99,9% l’ambra scuro tipo Barolo.
Chi conserva bottiglie chiare deve quindi evitare la luce e non solo quella del sole. Anche le luci elettriche vanno scelte con bassa emissione di ultravioletti oppure filtrate. Quindi meglio evitare il neon.

 

LO SPESSORE DEL VETRO NON INCIDE SULLA DIFESA DEL VINO DALLA LUCE

Sfatato il mito della bottiglia pesante come miglior contenitore per il vino. In pratica lo spessore del vetro non influisce sugli effetti della luce sul liquido contenuto all’interno.

Il vino con la cannuccia oh che uggia!

Il 27% dei giovani consumatori USA beve vino anche con la cannuccia. Fra le nuove trasgressioni c’è anche il bicchiere vampiro dove bevi vino come fosse sangue 

bere vino con la cannuccia

bere vino con la cannuccia

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Voglia di nuovo ma non solo, c’è anche il desiderio di distinguersi, di trasgredire dai comportamenti dei genitori e forse persino di sentire meno il sapore. I motivi sono i più vari ma le nuove forme di consumo sono sempre più diffuse fra i giovani. Un interessantissimo articolo di Pierstefano Berta pubblicato su “Oicce Times” ci porta a conoscere novità che davvero sbalordiscono.
Bere il vino con la cannuccia non fa sporcare il bicchiere e soprattutto i denti, anche per questo piace. C’è chi ha provato a cavalcare l’onda, come la ditta belga Cordier, che nel 2007 mise in vendita un brik con cannuccia da 250 mL contenete vini di Bordeaux. Fu un fiasco anche perché la confezione sembrava per il succo di frutta.
Più recenti le cannucce Straws for Wine che arrivano dalla California e costano 2,99$ per una confezione di 4 pezzi.

Quando la pubblicità del vino non dice la verità

Cosa succede se una cantina si attribuisce requisiti o elementi distintivi inesistenti? E cosa succede a chi imita il nome o l’etichetta di un altro vino?

pubblicità ingannevole

pubblicità ingannevole

Di Donatella Cinelli Colombini

<< … qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, sia idonea a indurre in errore … >> è vietata, sia quando truffa il consumatore, sia quando danneggia un concorrente. Questo dice la Legge del 2005 chiamata Codice del Consumo. Perciò non basta controllare ciò che è scritto sulle etichette delle bottiglie ma è indispensabile che la comunicazione sia corretta anche sugli imballaggi, i depliants, il sito e ogni altro strumento con cui la cantina comunica.

I consumatori “ingannati” hanno due strumenti a loro disposizione: lo IAP Istituto di autodisciplina pubblicitaria e lAntitrust. Il primo è privato e si basa di un Codice di autodisciplina e un Giurì privato. Il secondo è pubblico e fa riferimento al Codice del Consumo quindi a una legge che prevede sanzioni.

I vini di lusso e le edizioni esclusive

Scopriamo insieme il mondo delle bottiglie di vino in piccole serie, alcune carissime altre abbordabili e in certi casi veramente uniche

Valentina-Argiolas-e-Antonio-Marras-Eventi-Turriga

Valentina-Argiolas-e-Antonio-Marras-Eventi-Turriga

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

OICCE Times” rivista diretta da Giusi Mainardi sorprende ogni volta con argomenti decisamente inaspettati. Questa volta è l’articolo sulle bottiglie esclusive ad attrarre la mia attenzione. Sono sempre più diffuse e costituiscono un fenomeno da studiare. Pensate che dal 2005 al 2010 sono aumentate del 30%.
Il binomio esclusività – lusso è dato quasi per scontato nella moda, per gli orologi e i gioielli ma non per il vino. Un’indagine Datamonitor del 2011 ha mostrato, senza possibilità di dubbio, che i consumatori individuano la qualità e l’autenticità come elementi distintivi del vino “di lusso” molto più della sua unicità.
La cosa è ingarbugliata e quindi mi incuriosisce davvero.

Nuove tendenze di abbinamento cibo-vino e dolci al vino

La ricerca del vino giusto per ogni cibo è più forte che mai, con i francesi che corteggiano la cucina cinese e la nuova tendenza sui vini nel dessert

mercers diversi gelati al vino

mercers diversi gelati al vino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Se aprite il sito dei vini di Bordeaux trovate qualcosa di molto diverso dalla presentazioni delle denominazioni nostrane: ovviamente c’è la spiegazione dei vini e la mappa dei territori vitati ma anche la scuola del vino e soprattutto due sezioni sul momento del consumo e l’abbinamento con i piatti <<Scoprite la nostra selezione di ricette in accordo con i vini>> e poi <<Quiz- Che accordo cibo-vino preferite? Giocate e provate a vincere un soggiorno nella regione Bordolese>>.
Il tentativo di sposare i piatti dei mercati emergenti è ancora più evidente nella campagna pubblicitaria 2013. Ad esempio c’è l’abbinamento fra il rosè di Bordeaux e la cucina cinese  Szechuan oppure con il pollo con la salsa indiana a base di spezie  garam masala.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.