I vini di lusso e le edizioni esclusive

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I vini di lusso e le edizioni esclusive

Scopriamo insieme il mondo delle bottiglie di vino in piccole serie, alcune carissime altre abbordabili e in certi casi veramente uniche

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

OICCE Times” rivista diretta da Giusi Mainardi sorprende ogni volta con argomenti decisamente inaspettati. Questa volta è l’articolo sulle bottiglie esclusive ad attrarre la mia attenzione. Sono sempre più diffuse e costituiscono un fenomeno da studiare. Pensate che dal 2005 al 2010 sono aumentate del 30%.
Il binomio esclusività – lusso è dato quasi per scontato nella moda, per gli orologi e i gioielli ma non per il vino. Un’indagine Datamonitor del 2011 ha mostrato, senza possibilità di dubbio, che i consumatori individuano la qualità e l’autenticità come elementi distintivi del vino “di lusso” molto più della sua unicità.
La cosa è ingarbugliata e quindi mi incuriosisce davvero. Prima di tutto chi compra queste bottiglie rare? Cinesi, indiani e brasiliani ne vano pazzi. Meno attratti olandesi,

Perrier-Jouët-Belle-Epoque-Florale-Edition-by-Makoto-Azuma-

Perrier-Jouët-Belle-Epoque-Florale-Edition-by-Makoto-Azuma-

svedesi e britannici.
Non a caso, nel 2013, Moet-Hennessy ha lanciato la prima bollicina di lusso destinata all’India. E’ prodotta a Nashik con marchio Chandon ed è un “lusso abbordabile”. Apparentemente il desiderio di cose poco diffuse (da esibire a dispetto di tutti gli amici che non ce l’anno) riguarda anche le classi medie e non solo i maharaja.
Altra cosa curiosa è la tipologia di vino più usata per le edizioni limitate: le bollicine. L’indagine Dantamonitor ha infatti rivelato che il carattere esclusivo del vino è più percepibile se la bottiglia è destinata al consumo fuori pasto. Molte di queste piccole serie sono collegate a eventi memorabili per cui verranno conservate per sempre senza mai berle.

Moet & Chandon – Don Perignon Charles & Diana

Moet & Chandon – Don Perignon Charles & DianaVendemmia d'autore Ornellaia

Questo vale sia per bottiglie abbordabili, come quelle prodotte in occasione della 30° Olimpiade di Londra da Future Brand, che per bottiglie milionarie come il Moet & Chandon – Dom Pérignon Charles & Diana 1961 confezionato in occasione delle nozze reali con la vendemmia dell’anno di nascita della Principessa e poi commercializzato in una piccolissima serie ora in vendita a 2,576 Sterline a bottiglia.
Ancora sul fronte del lusso per pochi è entrata sul mercato recentemente una piccola serie della cuvée Belle Epoque di Perrier-Jouet dove il notissimo disegno di Gallé è sostituito da una decorazione floreale del giapponese Makoto Azuma.
La maggior parte delle edizioni limitate serve per celebrare la cantina produttrice. Ne è un esempio il ventennale del Turriga solennizzato da Argiolas con 2.000 bottiglie disegnate dallo stilista di moda Antonio Marras e contenute in cofanetti insieme a un racconto di Marcello Fois e a una raccolta di musiche di Paolo Fresu … come dire il meglio della Sardegna.
Ultimo ma più strepitoso esempio di piccola serie di lusso è la “Vendemmia d’autore” di Ornellaia prodotta con il vino di Bolgheri dei Marchesi Frescobaldi e confezionate in 100 bottiglie doppio Magnum (3 litri), 10 bottiglie Imperiali (6 litri) e un’unica Salmanazar (9 litri). Le bottiglie sono vestite ogni anno da un artista diverso e permettono di raccogliere fondi da devolvere a grandi istituti di cultura ( nel 2014 all’AGO Art Gallery of Ontario di Toronto) .
L’ultima serie della “Vendemmia d’autore” è del canadese Rodney Graham che ha sviluppato il tema de “L’infinito”. Le bottiglie Imperiali e l’unica Salmanazar, contengono ciascuna una poesia e un’etichetta di forma diversa, per cui sono esemplari unici.
Se non è esclusività questa ditemi voi cos’è?