Investimenti cinesi nelle vigne con luci e ombre

Investimenti cinesi nelle vigne con luci e ombre

L’attivismo degli investimenti cinesi riguarda anche i vigneti e soprattutto quelle francesi ma c’è anche chi compra gli Château di Bordeaux con denaro sporco

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La corsa all’acquisto di vigneti e cantine sembra inarrestabile. E’ questo infatti il bene rifugio che ha moltiplicato maggiormente il suo valore dall’inizio del millennio e che promette di crescere ancora la sua quotazione. Fondi d’investimento, industriali, banchieri, attori … tutti a caccia di griffe enologiche. I più attesi sono statunitensi ma la compagine degli acquirenti è multietnica e crea una certa preoccupazione anche ai governi.

investimenti-cinesi-chateau-renon

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Infatti la frenetica compravendita ha luci e ombre. Da noi le problematiche riguardano il riciclaggio del denaro sporco di mafia, camorra e co. Un problema maggiormente presente al Sud d’Italia ma non certo circoscritto a quest’area.
In Francia invece il denaro sporco è arrivato nei vigneti dall’Asia e in quantità ingente. All’inizio del 2015 i giornali transalpini avevano annotato, con una certa preoccupazione il superamento della soglia psicologica dei 100 Château acquistati da gruppi asiatici nella zona del Bordeaux. L’ultimo a comprare era stato James Zhou, diventato miliardario grazie agli imballaggi che acquistò lo Château Renon a Tabanac, una decina di ettari sulla riva destra della Garonna. Appena prima di lui era toccato a Chen Miaolin, tycoon del settore turistico-immobiliare, che si era aggiudicato uno Château con una trentina di ettari di vigneti e una magione del 1700.
Per i miliardari del gigante asiatico comprare una tenuta in Europa è il maggior status symbol oltre che un buon affare. Infatti la Cina è un mercato chiave soprattutto per i vini bordolesi e quindi permette grossi guadagni.
I magnati cinesi hanno fatto shopping anche in Italia, ad esempio You Yi Zhu milionario del settore farmaceutico, originario di Hong Kong ha acquistato la Tenuta Casanova La Ripintura a Greve in Chianti Classico.
Tuttavia il vero sogno dei ricchissimi cinesi è accaparrarsi uno Château francese. Ed è qui che cominciano i problemi. Due anni fa la Commissione anti-corruzione creata dal partito comunista di Pechino aveva denunciato che milioni di denaro sottratto ad aziende pubbliche erano stati utilizzati per comprare 14 Château bordolesi.
Ed eccoci agli avvenimenti recenti. Le autorità francesi hanno bloccato 10 Château di proprietà cinese nella zona di Bordeaux nel quadro delle indagini su potenziali casi di frode, frode fiscale, falsificazione e riciclaggio di denaro..
Nessun nome è stato comunicato ufficialmente ma tutto lascia pensare che si tratti del gruppo cinese Haichang gestito da Naijie Qu che fra il 2010 e il 2013 ha acquistato 24 importanti cantine con vigneto.
Ecco che dal successo si arriva alla prigione.

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