LA LEZIONE DELLA COCA COLA AL VINO
ROBERT JOSEPH HA PUBBLICATO SU LINKEDIN UN POST INTITOLATO “WORLD CUP LESSONS TO LEARN FROM COCA COLA” LA LEZIONE DA IMPARARE DA COCA COLA SUI MONDIALI DI CALCIO

Coca Cola è un esempio di capacità comunicativa che può insegnare molto al vino
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Il post inizia con un pistolotto che mi apre il cuore: ogni volta che Robert Joseph cerca di parlare di Coca Cola o McDonald’s a chi si occupa di vino riceve insulti <<Perché mai dovresti dare ascolto a qualcuno della Coca-Cola o di McDonald’s? Sono entrambi prodotti e aziende orribili, e non hanno nulla a che fare con il vino>>. Quante volte è successo anche a me!
Il punto è che colossi industriali come Coca Cola o McDonald’s hanno esperti di livello stellare. Professionisti che il vino non può permettersi e imparare da loro permette di affrontare le sfide che il vino ha di fronte con soluzioni più nuove e originali. In altre parole copiare costa meno che creare soluzioni in autonomia ed è anche meno rischioso.
Ed ecco a voi la lezione.
LA LEZIONE DELLA COCA COLA: USA LE EMOZIONI E NON LE NOZIONI
Al 19° QSP Summit che ha avuto luogo a Porto, in Portogallo, Islam Eldessouky, vicepresidente globale di Coca-Cola ha presentato la strategia creativa e i contenuti messi in campo dalla sua azienda. Tre quarti e il miliardo di dollari nella sponsorizzazione dei Mondiali di Calcio con una parola chiave: emozioni.
Chi guarda le partite prova 31 emozioni diverse che sono condivise e interpretate nei video con modifiche e differenze a seconda della cultura dei diversi Paesi dove gli spot vengono trasmessi. Fra i video più accattivanti c’è quello di José Mourinho. celebre allenatore portoghese, che dialoga con e il suo gemello digitale generato dall’intelligenza artificiale. <<Ho combattuto molte battaglie nel calcio, ma questa potrebbe essere la più divertente: discutere con me stesso …. Il calcio è emozione, istinto e passione, e a volte le emozioni dei tifosi cambiano ogni pochi minuti durante una partita. Questo progetto mira a godersi queste emozioni con umorismo e a non prendersi troppo sul serio>>.
La lezione è che i video sono facili, compressibili a tutti e invitano ad emozionarsi come succede bevendo la Coca Cola “share of throat” parte dalla gola. Invece il mondo del vino cosa fa: complica.
COCA COLA MANDA MESSAGGI SEMPLICI E IL VINO MESSAGGI COMPLICATI
Robert Joseph cita la campagna dell’ente per il turismo culturale di Bordeaux (CIVB) presentata allo stesso convegno di Porto. Il titolo è Join the Bordeaux Crew e si basa sul gioco di parole fra “crew” cioè equipaggio e “cru”. La cosa è già difficile di per sé ma considerando che molti giovani non sanno cosa sia un gran cru l’inefficacia di un approccio complicato è evidente.
Il nostro Robert Joseph non si è fermato qui nella critica alla comunicazione del vino e ha chiesto all’intelligenza artificiale cosa sarebbe stato utile comunicare. La risposta è stata lapidaria <<Bordeaux ha bisogno di meno messaggi astratti sull’identità e di più indicazioni su occasione/prezzo/stile>> in altre parole forse sarebbe stato meglio mostrare che esistono Bordeaux bianchi, freschi e a prezzi abbordabili oppure Bordeaux rossi da servire freschi …
COCA COLA E’ AL TOP DA TANTO TEMPO E BISOGNEREBBE CAPIRE LA SUA LEZIONE DI MARKETING
Leggendo i consigli di Robert Joseph, che condivido pienamente, mi sono ricordata di un episodio avvenuto quarant’anni fa. Era uno dei miei primi viaggi in USA e dovevo presentare i vini della forza vendita dell’importatore che era un colosso con una reputazione enorme e gli uffici nell’Empire State Building. Già entrare li intimidiva. Il capo delle vendite, pochi mesi dopo diventò responsabile del mercato USA della Coca Cola, ed era un tipo molto molto smart. Volle sentire la mia presentazione in anteprima e mi fermò quasi subito <<devi dire questo vino è rosso>> e io risposi <<ma si vede>> lui sorrise << non importa che sia ovvio dillo comunque perché è importante>>. Una lezione che mi è servita sempre. Le cose importanti devono avere la precedenza anche se sono note a tutti e sono evidenti.
Come vediamo dal racconto di Robert Joseph la Coca Cola continua a seguire questa regola mentre il mondo del vino non l’ha mai imparata.





