L’ACIDITA’ VOLATILE CROCE E DELIZIA DEI VINI NATURALI
ELENA PANTALEONI PORTABANDIERA DI VITIGNI AUTOCTONI E DEL VINO NATURALE A LA STOPPA PARLA DELL’ACIDITA’ VOLATILE ALTA COME UN PROBLEMA SEMPRE PIÙ DIFFUSO

Elena Pantaleoni Tenuta La Stoppa
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
Conosco Elena da quando era poco più di una bambina. Nasce da due genitori formidabili; il padre industriale e la madre Angela pioniera del vino premium sulle colline piacentine nella splendida tenuta de La Stoppa. Una donna eccezionale di cui apprendo solo ora, per caso, la scomparsa e mi dispiace tanto.
Le colline piacentine sono un territorio con straordinario potenziale enologico in cui trent’anni fa pochissimi credevano davvero. Qui Elena ha dato una svolta abbandonando i vitigni internazionali e puntando sugli autoctoni Barbera, Croatina e Malvasia di Candia e sul vino naturale. Una scelta coraggiosa che l’ha portata a diventare una leader riconosciuta a livello internazionale.
ELENA PANTALEONI UNA GENTILISSIMA GUERRIERA
Garbata ma inguaribilmente sincera non nasconde i problemi insiti in scelte coraggiose come quelle di vinificare con soli lieviti naturali e senza controllo delle temperature.
Uno di questi è l’acidità volatile alta. Un problema che tutti conoscono ma di cui nessuno parla. La franchezza di Angela, nell’affrontare l’argomento, è talmente sorprendente che il GamberoRosso le ha dedicato un lungo articolo.
Confermo che il problema esiste. Ho fatto parte del consiglio di amministrazione di diversi consorzi di produzione e so dei guai incontrati dai produttori naturali con le commissioni di assaggio. Appena le analisi di laboratorio o il naso del degustatore percepisce la volatile alta il vino viene immediatamente dichiarato “rivedibile” e il rischio del declassamento a vino da tavola diventa reale.
Tutti lo sanno ma nessuno ne parla … prima di Angela Pantaleoni.
Un problema che si è ingigantito con il global warming ma che in realtà i più forti sostenitori dell’identità a tutti i costi, come Giancarlo Soldera, hanno sempre avuto.
COSA COMPORTA AVERE UN’ACIDITA’ VOLATILE ALTA NEL VINO
Un vino con un livello alto ma non altissimo di acidità volatile ha un aspetto favorevole: i suoi aromi sono inebrianti.
La soluzione del problema non è facile perché, in Europa, i 20 meq/L cioè 1,2 g/L sono la soglia massima oltre la quale un vino viene escluso dalle DOC-DOCG ma l’innalzamento delle temperature rendono sempre più difficile stare nei parametri di legge soprattutto quando il vitigno produce vini con acidità fissa molto bassa e non si aggiungono solfiti. In Francia alcune denominazioni hanno già chiesto di innalzare i limiti consentiti di acidità volatile.
Benché il problema sia sempre più grave nessuno ne parla perché i produttori che lo hanno temono di suscitare una visita della repressione frodi. Per questo Elena Pantaleoni ha detto al GamberoRosso «Non vorrei esser lasciata sola in questa battaglia. Non vorrei ricevere messaggi e pacche sulle spalle in privato ma che nessun altro si esponga». Ha ragione, i produttori naturali devono affrontare la questione a viso aperto altrimenti non la risolveranno mai.





