Le cantine familiari aperte al pubblico

Montalcino Casato Prime Donne Donatella e Violante

Le cantine familiari aperte al pubblico

Quelle piccole e famigliari sono le cantine turistiche più numerose e proprio per questo dovrebbero cercare di distinguersi, invece sembrano tutte uguali 

Montalcino Casato Prime Donne Donatella e Violante

Montalcino Casato Prime Donne Donatella e Violante

Di Donatella Cinelli Colombini

In Italia ci sono 283.000 viticoltori e 66.500 cantine, di cui 61.500 piccole o molto piccole, per cui sommando la loro produzione si arriva solo a 2 milioni e mezzo di ettolitri. Le cantine familiari interessate al turismo sono fra le 13.500 che imbottigliano, arrivano al consumatore con il proprio marchio, e cercano di caratterizzarsi con elementi distintivi. Si tratta di vignaioli che risiedono in azienda, spesso sono personalmente protagonisti della produzione, dalla potatura delle vigne fino alla vendita del vino ai turisti. Questa tipologia di cantine comprende moltissime aziende di new entry, specialmente nelle zone più reputate e paesaggisticamente più belle. Si tratta di businessmen ricchi, attivi in altri comparti economici –

Montalcino-Casato-Prime-Donne-sala-da-degustazione

Montalcino-Casato-Prime-Donne-sala-da-degustazione

banchieri, industriali, attori, avvocati …- desiderosi di invecchiare in luoghi salubri, diversificare il portafoglio e possibilmente mettere il loro nome su bottiglie da sogno.

Bill Thompson, responsabile del colosso real estate Knight Frank con 335 uffici nel mondo, a Verona nel Convegno delle Donne del vino di dicembre 2014 ci ha detto <<i compratori esteri si stanno orientando sulle zone vitate più importanti>> e cercano soprattutto le lifestyle vineyard, quelle che lui chiama “cantine boutique” cioè immobili storici in denominazioni forti dove realizzare anche una residenza di lusso. Il Global vineyard index, pubblicato ogni anno da Knight Frank, ha evidenziato la Toscana e specialmente Montalcino e il Chianti Classico come i luoghi più desiderati da questi investitori.

Castiglion del Bosco, Massimo Ferragamo

Castiglion del Bosco, Massimo Ferragamo

Sotto il profilo turistico, le cantine boutique dei milionari-produttori di vino non sono attraenti, anche se quasi sempre sono molto belle perché pesantemente ristrutturate e, alla fine, quasi simili. Ci sono due eccezioni: quando il manager diventa vignaiolo, vive in azienda, riceve personalmente i visitatori parlando un inglese fluente e trasmettendo la sua passione per il nuovo lavoro, oppure quando il titolare è una star a livello internazionale come Sting oppure Massimo Ferragamo.
Le cantine familiari che attraggono maggiormente i turisti sono scrigni di passione vignaiola e di memorie storiche. Come ho scritto prima, sono tantissime e questo, insieme alla piccola dimensione, ostacola il successo turistico soprattutto fuori dalle denominazioni più reputate. Il sondaggio 2015 effettuato dall’ Osservatorio Wine2Wine ha rivelato infatti che sono le cantine con una produzione fra 100.000 e un milione di bottiglie e quelle oltre i 2 milioni le aziende che traggono maggiori vantaggi dalla vendita diretta ai visitatori e che hanno registrato i maggiori

Montalcino Casato Prime Donne Antonella

Montalcino Casato Prime Donne Antonella

incrementi. Tuttavia, la possibilità di incontrare personalmente il produttore, di assaggiare il vino con lui ascoltando i suoi racconti e magari di entrare nell’intimità della sua casa, trasforma il turista in cliente-amico che torna per anni a comprare il vino nella stessa cantina. Per questo motivo, le cantine familiari piccole o piccolissime hanno un notevole appeal turistico a condizione che siano fortemente caratterizzate dalla personalità del produttore e non simili una all’altra come invece, in Italia, tendono ad essere.

Le mie due aziende fanno parte della categoria cantine familiari ed io vorrei citarle come esempi di “buone pratiche”. Sono infatti riuscita ad avere una vendita diretta del vino pari al 14% del business enologico e attivare servizi accessori, come degustazioni e corsi di cucina, pari al 10% di quello turistico.

Casato Prime Donne cantina

Casato Prime Donne cantina

Tutto questo iniziando nel 1998, in situazione svantaggiata per la posizione periferica della Fattoria del Colle rispetto ai flussi turistici e con 208 altre cantine concorrenti e preesistenti nello stesso comune di Montalcino per il Casato Prime Donne.
CASATO PRIME DONNE MONTALCINO
Come ho appena detto, ho creato la mia azienda nel 1998 partendo da due parti marginali delle proprietà di famiglia. All’inizio c’erano solo vecchi vigneti, nessuna cantina, brand, rete commerciale e ovviamente enoturistica. Vi presento dunque le mie due aziende che distano 35 km una dall’altra e sono nel Sud della Toscana.

Montalcino-Brunello-CasatoPrimeDonne-AnticaVignaiola

Montalcino-Brunello-CasatoPrimeDonne-AnticaVignaiola

Prima di tutto ho cercato di caratterizzarle rispetto alle altre che le circondano.
Il Casato Prime Donne a Montalcino è la prima cantina con un organico interamente femminile, quasi una bandiera delle pari opportunità fra le botti. E’ piuttosto distante dalle vie di comunicazione turistica e quindi difficilmente un visitatore vi arriva per caso, bisogna portarcela. Per questo un grande impegno è stato posto nel diversificarla da tutte le altre e nella comunicazione. Il Casato Prime Donne è una proprietà di 40 ettari di cui 16 coltivati con il vitigno Sangiovese per la produzione di Brunello e Rosso di Montalcino.
Nella bottaia, i tonneau e le botti di rovere sono alternati ad affreschi sulla storia di Montalcino – dal medioevo al Novecento – e della famiglia. I visitatori imparano particolarità poco note sul luogo e sui vini. Quattro ambienti sono attrezzati per diffondere musiche specificamente scelte per accompagnare gli assaggi del vino durante la visita. La sala da degustazione è arredata con mobili antichi e i visitatori si sentono accolti nella mia casa anche se io non sono sempre presente a salutarli. Nei vigneti c’è un percorso di trekking arricchito da opere d’arte contemporanea e dediche di grandi donne.
FATTORIA DEL COLLE TREQUANDA
La Fattoria del Colle è quasi un borgo rimasto miracolosamente intatto per secoli:

Fattoria del Colle villa

Fattoria del Colle villa

intorno alla villa, costruita nel 1592, ci sono le case degli antichi contadini trasformate in camere, appartamenti e ville, un ristorante, l’area benessere con spa e vinoterapia, la scuola di cucina. Intorno ci sono i parchi con 3 piscine e, più distante, vigneti, oliveti, campi di cereali e 5 riserve per il tartufo bianco. La cantina si trova sotto la villa e produce doc Orcia e Chianti da 17 ettari di vigneto (336 totali). La visita turistica comprende la bottaia e la vinsantaia, la bottiglieria privata e quella del Brunello, la tinaia e le sale storiche della villa. Proprio questa parte del percorso è la più importante. Infatti ci sono pochissime residenze aristocratiche di campagna aperte al pubblico in Toscana,

Fattoria del Colle cantina

Fattoria del Colle cantina

salvo le ville storiche di Lucca che, tuttavia, raramente legano la loro proposta turistica al vino. Ecco che la possibilità di entrare nella cucina cinquecentesca, nella camera del Granduca di Toscana o nella sala degli stemmi, oltre all’ottima organizzazione di accoglienza e all’offerta di pasti e lezioni di cucina, ha controbilanciato la difficoltà di trovarsi a 30 km dai flussi turistici e in una denominazione poco famosa. In altre parole, la diversità della proposta ha dato alla Fattoria del Colle un vantaggio competitivo nel marcato enoturistico e l’ha trasformata in una destination.

wine-destination

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