Le regole d’oro della comunicazione del vino

Le regole d’oro della comunicazione del vino

[gplusone]

Piccoli suggerimenti da un’autodidatta (Donatella Cinelli Colombini)
So di sembrare una presuntuosa ma credo che queste piccole indicazioni servano a chi vuole scrivere del suo o di altri vini

Prima regola è più importante: la responsabilità della comprensione del messaggio è di chi lo emette. Dire – non hai capito – è sbagliato. La frase giusta è – non mi sono spiegata-

Seconda regola: essere sinceri, le bugie hanno le gambe corte

COMPRENSIBILITA’
• Il testo deve essere capito dopo una sola lettura.
• Ogni frase deve contenere un solo concetto.
• Le frasi devo essere brevi, meglio se inferiori a 150 battute. Meglio evitare frasi articolate con delle secondarie all’interno.
• Il soggetto e il complemento oggetto di ogni frase, se non sono evidenti, vanno esplicitati.
• Evitare le contraddizioni <<Siamo esattamente a circa 5 km da Montalcino>>
• Essere concisi.
• Evitare parole difficili, termini per addetti ai lavori (se inevitabili spiegarli), oppure esibizioni di erudizione. E’ presuntuoso e indispone chi legge. Le sigle vanno scritte anche per esteso. Ad esempio: Cia – Confederazione Italiana Agricoltori, senza essere scritta per esteso, sembra la nota Agenzia statunitense.

 

CONTENUTI

Evitare affermazioni generiche e argomenti ovvi o comuni a tutte le cantine. Puntare su ciò che rende unica la cantina, su ciò che è solo li. Ad esempio una descrizione del tipo <<il bel casale incorniciato da una campagna meravigliosa risale a molti secoli fa >> è una frase con pochissimo contenuto. Meglio dire << Il produttore ha ereditato dagli antenati la passione per il vino e quella per il motociclismo. Nel casale, sede dell’azienda, oltre alle migliori botti in rovere, c’è una collezione di 8 moto. Fra esse una rarissima Guzzi del 1929 appartenuta al bisnonno>>
• Incentrare l’attenzione sull’argomento principale, non divagare. Se vogliamo spiegare la nostra storia non possiamo partire dalla storia dell’agricoltura italiana. Basta un riferimento. <<Mentre tanti contadini lasciavano le campagne attratti dalla vita più confortevole delle città, il nonno Giuseppe decise di rimanere a Montalcino.  Voleva piantare la vigna perché amava la sua terra e credeva che il suo vino eccellente avrebbe dato un futuro ai suoi figli e ai suoi nipoti. Il suo occhio contadino vedeva lontano >>.
• Dati, nomi e citazioni devono essere esatti, le traduzioni devo essere professionali ( non solo un traduttore madre lingua ma un traduttore madre lingua esperto di vino).

 

EFFICACIA capacità di farsi ricordare e amare
• Le informazioni “non si sommano bensì si dividono” in altre parole un dato viene ricordato, forse anche due, ma 5 dati si dimenticano sicuramente. Quindi meglio spiegare bene una sola cosa che dirne tante.
• Non annoiare. Essere autoironici, sorprendere chi legge.
• Le farsi devono essere assertive e non negative. Cominciare con un non … abbassa la carica emotiva di chi legge. La frase che afferma è sempre più chiara e convincente << non tutti sanno come conservare il Brunello a casa, per questo rimangono delusi quando aprono le bottiglie dopo qualche anno, non è colpa del produttore >> è vero ma dissuasivo.
• Meglio dire << Vi suggerisco come conservare il Brunello a casa: disteso, al buio e al fresco (16-18°C). Se non avete un ambiente con queste caratteristiche, vi do un altro consiglio: bevetelo!>>
• Evitare i concetti astratti, meglio esemplificare nel concreto. Ad esempio, al posto della frase << la percentuale dei turisti in arrivo è calata sensibilmente rispetto allo scorso anno>> è meglio dire << camminando per le strade di xxxx è meno frequente incontrare turisti>>.
Le cose più memorizzabili sono le emozioni quindi utilizzare gli esempi narrativi al posto dei concetti astratti <<la più vecchia vigna dell’azienda fu piantata nel 1960 >> diventa << il nonno Giuseppe piantò la prima vigna dell’azienda nel 1960 poco dopo il suo matrimonio. Lui fece tutto da solo lavorando dalla mattina alla sera e la moglie Assuntina, per stare qualche ora con lui, gli portava il pranzo nella vigna. Nel punto esatto dove era la vigna del nonno Giuseppe c’è n’è una nuova che è ancora la migliore dell’azienda>>. Il racconto riempie di valori simbolici il vino.

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