Le stelle dei ristoranti italiani non brillano più?
Fatturati e vino in calo nel 61% dei ristoranti stellati nel primo semestre 2012. JFC fa la radiografia alla ristorazione italiana che conta
I ristoranti premiati delle Guide Michelin, Espresso e Gambero Rosso sono un comparto importantissimo per l’appeal del nostro Paese nei confronti dei visitatori esteri. Massimo Feruzzi titolare di JFT, fra i più importanti centri di studio e consulenza sul turismo, fa notare che <<garantisce il lavoro a 17.220 dipendenti con profili e competenze di altissimo livello professionale>>. Insomma è la vera ciliegina sulla torta dell’offerta enogastronomica nazionale.
Ma nei ristoranti stellati le cose vanno tutt’altro che bene! Il 61,6% ha visto diminuire il fatturato nel primo semestre 2012. Un calo del 19,1% di ricavi che nasce soprattutto dalle bevande cioè dal vino ( 64,7%) e dai banchetti. Attività quest’ultima che sembra tuttavia concentrarsi in poche società più strutturate che hanno infatti rilevato una crescita del volume d’affari.
Per i titolari dei ristoranti stellati i maggiori problemi sono quelli finanziari e l’impossibilità di fare investimenti. Meno critica la gestione del personale e delle materie prime di eccellenza mentre pesano l’aumento della burocrazia e la difficoltà di reperire personale occasionale.
La ristorazione più qualificata ha una media di 7 dipendenti fissi fra cui una netta prevalenza di italiani. E’ questo
personale super specializzato l’ossatura portante della ristorazione di lusso ma vediamo che anche qui ci sono delle problematiche.
La stragrande maggioranza dei super ristoratori lega i risultati alla professionalità del personale, o meglio alle carenze di professionalità, soprattutto in sala, dove l’accoglienza, la capacità relazionale con i clienti e di presentazione dei piatti risultano decisive. Anche il miglioramento delle preparazioni e la riconoscibilità degli chef hanno un forte impatto sulla soddisfazione della clientela.
Certo è che la crisi economica ha colpito duro su questo comparto facendo calare il numero dei clienti e la spesa individuale.
Fra le azioni di marketing scelte per contrastare la crisi spiccano le promozioni e le offerte di degustazioni. Molto diffuso appare anche il ricorso al web mentre la pubblicità tradizionale non trova tutti concordi: alcuni l’aumentano altri la lasciano.
Complessivamente il 58% dei ristoranti stellati ha deciso, nel 2012, di cambiare il suo modello di business: offrendo corsi di cucina, servizi catering, oppure aumentando l’attività di banqueting. C’è persino chi cura spettacoli TV o radio sulla cucina e chi affianca all’ attività di ristorazione quella agricola o le consulenze in aziende alimentari. Scelte molto variate ma una cosa evidente: la ristorazione stellata non ha più la capacità di vivere di vita propria.
In ogni caso i ristoratori stellati vedono nero nel loro futuro: contrazione del business e aumento dei costi collegati soprattutto a utenze e tasse. Nonostante questo solo il 9% aumenterà i prezzi sul menù. Almeno questo, per la clientela più golosa ed esigente, è una buona notizia.
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini









