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Il CAFFE’ ITALIANO E’ DAVVERO BUONO?

UN PROVOCATORIO ARTICOLO DEL GAMBEROROSSO SPIEGA COME E PERCHE’ L’ITALIA STIA PERDENDO IL SUO PRIMATO SULL’ESPRESSO CHE SPESSO E’ AMARO E SCADENTE

Il caffè italiano è davvero cosi buono?

Il caffè italiano è davvero cosi buono?

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Come tutti quelli che hanno un ristorante e una struttura ricettiva, anch’io servo caffè e cappuccini. E anch’io, all’inizio dell’attività, mi sono lasciata tentare da un contratto di fornitura che prevedeva l’uso di una macchina da caffè in comodato a fronte dell’acquisto della materia prima. Nella seconda sala dove organizziamo feste e convegni, ho invece acquistato la macchina da caffè ma ormai ero legata a un fornitore e questo limitava le mie scelte. A me piacerebbe un “caffè speciality” invece servo un caffè Robusta molto tostato che ha un sapore amaro.
Quello che non sapevo, e che ho scoperto leggendo l’articolo del Gamberorosso, è che il caffè davvero buono si trova nello 0,3% dei locali italiani. Tutti gli altri hanno il mio stesso problema. Ho imparato anche un’altra cosa: il caffè che arriva attraverso contratti come quello che ho sottoscritto io, costa fino al 30% in più.
Io ho intenzione di cambiare.

Pioggia di premi sui vini di Donatella

Highly Recommended per la bibbia inglese del vino Decanter, 5 grappoli per Bibenda , super3 stelle per la Guida Veronelli, 4 bottiglie per l’Espresso

 

Franco Ziliani- Andrea Gori

Franco Ziliani- Andrea Gori

Di Donatella Cinelli Colombini

GUIDE E CAZZOTTI

La stagione delle guide dei vini è in pieno svolgimento con presentazioni, premiazioni, cene … e persino scazzottate. Si perché l’attenzione, quest’anno, si è spostata dai calici al pugno che Franco Ziliani ha piazzato sulla bocca di Andrea Gori durante la festa dello Champagne all’ Hotel Principe di Savoia a Milano. Un imbarbarimento che trovo deprecabile e tutta la mia solidarietà va a Gori. E’ il gossip di questo mite autunno dove, fra i produttori, l’argomento principale è ancora la strepitosa vendemmia appena conclusa.

Nardella e Cerasa Presentazione Guida Toscana di Repubblica

Nardella e Cerasa Presentazione Guida Toscana di Repubblica

GUIDE, GUIDE E ANCORA GUIDE DEI VINI

Ho partecipato solo a una parte delle presentazioni delle guide dei vini 2016 che sono ormai una decina, molte più della Francia e di qualunque altra nazione produttrice di vino. Partecipare a tutte è impossibile e quindi ci siamo divisi i compiti con l’amica Marzia Morganti e mia figlia Violante anche se la dinamica Cinellicolombini Jr a volte non si sveglia e dunque ha padellato la presentazione della bellissima Guida dei Ristoranti della Toscana 2016 di Repubblica, per la prima volta curata da Giuseppe Cerasa, un giornalista con la G maiuscola che sta trasformando i libri di turismo goloso. Ci sono le cantine, il ristorante e l’agriturismo della Fattoria del Colle. Che si vuole di più!  Le mie cantine sono anche fra le 200 selezionate da Luciano Ferraro e dal super sommelier Luca Gardini nella guida Vignaioli e Vini d’Italia 2016. Si tratta di una selezione ristrettissima rispetto alle migliaia di aziende italiane ed esserci mi riempie di orgoglio.

Clienti e tendenze future dei ristoranti stellati italiani

Tedeschi se stranieri e emiliano romagnoli se italiani. Meno piatti e più concretezza. Sono clienti e tendenze dei ristoranti italiani premiati dalle guide

L’indagine sulla clientela dei luoghi da sogno buongustaio è della JFC di Massimo Ferruzzi e riguarda 246 ristoranti

8 marzo Donne del vino da Luciano Zazzeri

Donne del vino da Luciano Zazzeri, zuppa di pesce

premiati dalle guide Michelin, Espresso e Gambero Rosso, pari al 10% del totale. Ebbene per l’87,7% si tratta di italiani e fra questi spiccano emiliano romagnoli e lombardi entrambi poco sopra il 10% del totale. Seguono laziali, veneti e toscani mentre chi abita in Abruzzo, Molise e Basilicata è decisamente poco presente.
Nella prima metà del 2012 moltissimi ristoratori stellati hanno notato una riduzione della clientela italiana mentre più stabile è apparsa la presenza degli stranieri.
Va notato, tuttavia, che la clientela estera è ancora marginale e costituisce solo il 12,3% del totale dei commensali. Fra loro la nazionalità più presente è tedesca (22,8%) seguita dagli statunitensi e dai francesi mentre sorprendentemente giapponesi e russi non arrivano al 3% del totale.

Le stelle dei ristoranti italiani non brillano più?

Fatturati e vino in calo nel 61% dei ristoranti stellati nel primo semestre 2012. JFC  fa la radiografia alla ristorazione italiana che conta

Vissani cena dell'olio extravergine

Vissani rigatoni con vongole e pomodoro cena olio

I ristoranti premiati delle Guide Michelin, Espresso e Gambero Rosso sono un comparto importantissimo per l’appeal del nostro Paese nei confronti dei visitatori esteri. Massimo Feruzzi titolare di JFT, fra i più importanti centri di studio e consulenza sul turismo, fa notare che <<garantisce il lavoro a 17.220 dipendenti con profili e competenze di altissimo livello professionale>>. Insomma è la vera ciliegina sulla torta dell’offerta enogastronomica nazionale.
Ma nei ristoranti stellati le cose vanno tutt’altro che bene! Il 61,6% ha visto diminuire il fatturato nel primo semestre 2012. Un calo del  19,1% di ricavi che nasce soprattutto dalle bevande cioè dal vino ( 64,7%) e dai banchetti. Attività quest’ultima che sembra tuttavia concentrarsi in poche società più strutturate che hanno infatti rilevato una crescita del volume d’affari.
Per i titolari dei ristoranti stellati i maggiori problemi sono quelli finanziari e l’impossibilità di fare investimenti. Meno critica la gestione del personale e delle materie prime di eccellenza mentre pesano l’aumento della burocrazia e la difficoltà di reperire personale occasionale.