Lezioni al top per vino e consorzi

Federdoc-9-7-2012-corso-aggiornamento

Lezioni al top per vino e consorzi

Riccardo Ricci Curbastro presidente di Federdoc apre la giornata di formazione con i docenti italiani top su comunicazione, marketing, bilanci e controlli 

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Roma Via Veneto, Baglioni hotel,  uno degli alberghi più esclusivi di Roma. Già la cornice del corso evidenzia che il presidente Federdoc  Ricci Curbastro intende volare alto e in effetti il parterre dei docenti è da alta formazione universitaria: Nello Gaspardo il guru del consenso aziendale, Andrea Rea della SDA Bocconi, Stefano Cordero di Montezemolo massimo esperto sui bilanci delle cantine, Emilio Gatto  Direttore Generale della ICQRF come dire l’occhio vigile del Ministero delle Politiche agricole sulle frodi.  Ci sono una settantina di direttori e amministratori di Consorzi di tutta Italia, pochi rispetto al livello dei relatori e alle 521 denominazioni italiane e questo è già indicativo della scarsa propensione del mondo agricolo all’innovazione. Peccato perché questo è il momento di cambiare marcia e i super esperti chiamati a insegnare possono dire come fare.

Comincia Nello Gaspardo  è italiano di nascita ma vive in Germania e insegna gestione del consenso nelle più esclusive università europee, statunitensi e persino in India. Come motivare i soci di un Consorzio?

Prima e più importante azione: scolature. Ascoltare significa capire i bisogni e i timori del socio, sentire importante

Nello Gaspardo

Nello Gaspardo

nell’associazione. <<Poi lo informo cioè trasmetto i dati spiego i vantaggi razionali, tangibili e oggettivi basati sulla conoscenza del contesto produttivo e commerciale>> spiega Gaspardo <<infine lo convinco cioé parlo dei benefici e di come la mia proposta rispondere alle sue attese, ai bisogni che mi ha esposto>>.

Chi puó svolgere questo compito? Chi riscuote fiducia e riesce a gestire le prime donne che fanno parte di un consorzio.  Il carisma è la dote del leader empatico, che viene seguito perchè si ha fiducia in lui. <<Il leader ha seguaci il manager ha subordinati>> dice Garpardo << deve trasmettere fiducia deve provare entusiasmo, deve credere in quello che fa>>.

Dentro di me penso <<Sembra facile! Chi ha carisma spesso deve farsi piccolo piccolo per sopravvivere nel mondo del vino>>

Roma-panorama-dall'Hotel-Baglioni

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Andrea Rea sul tema: comunicazione e marketing nel vino. Il vino è stato percepito diversamente nel corso degli anni. Siamo nella fase di maturità del lifesyle-degustazione e probabilmente andiamo verso nuove percezioni legate alla polarizzazione dei consumi e quindi all’estrema esclusività. Le cantine italiane comunicano bene ma sono troppe e troppo piccole in un’epoca globale dove ogni comparto a pochi players mondiali. Per questo la comunicazione del vino non produce effetti sulle marche e quindi non ha ricadute economiche. Vale la pena di imparare dalla moda che disinveste in pubblicità puntando sui punti vendita con marchio proprio.  Accorciare e gestire la catena distributiva del vino è determinante per trasmettere  l’unicità dei brand.  Pensiamo  ai flex fit store cioè negozi che fanno brand e hanno una funzione di racconto e di esperienza oltre che di vendita. Lo spostamento del valore nella catena distributiva è talmente forte da poter dire che il futuro del vino sarà giocato sulla gestione diretta della distribuzione.

A questo proposito vanno esaminate le incongruenze nel rapporto fra le cantine e il mercato, la  principale  delle quali è lo spostamento dal dettaglio alla grande distribuzione. Essa potrebbe indurre due problemi: una selezione che escluderà parte delle aziende di produzione  e la possibile banalizzare  il vino come bevanda.

Ultimo argomento su cui riflettere è la necessità di puntare sulle grandi cantine, sui marchi del vino conosciuti nel mondo per

Stefano-Cordero-di-Montezemolo

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trascinare tutte le altre. In questo senso sarebbe opportuno studiare un sistema di classificazione che permetta di identificarle e sovraesporle.

Stefano Cordero di Montezemolo sul tema bilancio e competenze

Il tasso di crescita dei ricavi del vino é stato superiore a quello medio dell’ agroindustria ma i margini di profitto sono diventati sempre più piccoli. L’incremento della qualità non crea più profitti perché costa più dell’aumento di prezzo che ingenera.

Non è li che si crea valore. Pensiamo piuttosto alla catena che sta fra la cantina e il consumatore, li c’è molto da fare per aumentare l’efficienza, diminuire i costi e recuperare marginalità.

In questo senso è importantissima la redazione di una contabilità direzionale cioè dell’analisi economica che serve per prendere le decisioni. Si tratta di quella contabilità che parte dai dati generali di bilancio per sviluppare la contabilità industriale con cui si allocano i margini operativi e si giunge alla contabilità gestionale che imputa i costi  strutturali e patrimoniali nelle business unit. In questo modo è possibile individuare i parametri di convenienza per creare il piano aziendale.

Emilio Gatto sul tema: Nuove funzioni di vigilanza di mercato dei consorzi di tutela.

Riccardo-Ricci-Curbastro

Riccardo-Ricci-Curbastro

E’ noto che i consorzi devono vigilare sulla rete distributiva dei vini quindi  devono intercettare possibili falsificazioni, bloccare prodotti civetta come quello della cantina statunitense che pretendeva di produrre Brunello avendo comprato delle viti di Sangiovese uguali a quelle usate a Montalcino. Il Consorzio del Brunello è fra i più attivi e solerti anche grazie al sistema di tracciabilità che permette di  identificare la provenienza di ogni bottiglia digitando il numero, anche col telefonino, nel sito del Consorzio.

Alla fine il bilancio della giornata di corso è più che positivo e ripartiamo per Montalcino molto più motivati

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini