Luigi Moio presidente OIV

Luigi-Moio tipicità e difetti

Luigi Moio presidente OIV

L’Organizzazione internazionale della vigna e del vino è l’ONU del vino cioè dove avvengono fatti gli accordi internazionali ed è guidata dall’italiano Luigi Moio

lieviti indigeni o industrali opinione di Luigi Moio

Luigi Moio-Presidente-OIV

Di Donatella Cinelli Colombini

Quando dico che l’OIV è come l’ONU del vino non esagero: vi aderiscono 46 Stati in rappresentanza di oltre l’85% della produzione mondiale e dell’80% del consumo globale di vino.

OIV DOVE GLI ACCORDI SUL VINO DIVENATNO LEGGE IN TUTTO IL MONDO

Fu fondato nel 1924 da Francia, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Tunisia e Ungheria e si chiamava Ufficio internazionale del vino solo dopo fu aggiunta al nome la parola vigna e più di recente il termine ufficio è stato sostituito da Organizzazione. Ha sede a Parigi ma sta cercando una casa meno costosa a Dijon, in Borgogna, dove c’è un polo di ricerca importante Le Centre des Sciences du Goût et de l’Alimentation; Institut national de recherche pour l’agriculture, l’alimentation et l’environnement; Centre de Recherches de Climatologie Biogéosciences, ecc.

Luigi-Moio lieviti indigeni o industrali ?

Luigi-Moio-Napoli-Convegno-Donne-del-Vino

Dalla sua nascita ha avuto tre presidenti italiani: Pier Giovanni Garoglio (1972-1975), Mario Fregoni (1985-1988) e ora Luigi Moio per il prossimo triennio.
L’OIV si occupa di problemi e controversie di natura generale, scientifica, tecnica, economica o giuridica attraverso 7 livelli successivi di discussione che portano a “risoluzioni” collegiali destinate ad essere adottate da tutti gli Stati membri. E’ quindi un organo deliberativo a tutti gli effetti e con un peso senza eguali in ambito enologico.
Fra le attività dell’OIV c’è quella formativa. Il Master OIV of science in wine management, che Violante ha frequentato diplomandosi brillantemente, offre a 20-25 studenti all’anno un corso di 16 mesi che comprende lezioni nelle università di enologia e viaggi di studio in tutto il mondo. E’ bellissimo ma costa molto, circa 33.000€

CHI E’ LUIGI MOIO

Luigi è nato nel 1960 in una famiglia di produttori di vino a Mondragone. Il padre, Michele Moio, negli anni ’50 rilanciò il Falerno, il vino amato dagli antichi romani. Dopo la laurea in Agraria a Napoli proseguì gli studi in un centro di ricerca della Borgogna dove iniziò a studiare gli aromi del vino. Luigi Moio è infatti considerato uno dei massimi esperti di aromi sotto il profilo biochimico e sensoriale. Da anni è professore ordinario all’Università Federio II di Napoli.
Insieme alla moglie Laura, produce vino nella tenuta Quintodecimo, a Mirabella Eclano in Irpinia, nel cuore della Docg Taurasi.

LA FILOSOFIA E GLI OBIETTIVI DI LUIGI MOIO

<<La vite probabilmente si sposterà sempre più a nord, ma l’importante è capire cosa esattamente dobbiamo fare per produrre vini sempre più buoni nei luoghi storici della produzione, da Bordeaux al Chianti Classico, dalla Borgogna alle Langhe, dalla Rheingau alla Valle del Duoro, perché queste aree sono e continueranno sempre ad essere, le locomotive di tutti i vini del mondo>> ha detto Luigi Moio a Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso.
I temi di lavoro dei prossimi anni continueranno ad essere quelli del recente passato: cambiamento climatico, la viticultura sostenibile, l’enologia leggera, il miglioramento dei sistemi di analisi per tracciare i prodotti lungo l’intera filiera. Sotto il profilo metodologico Moio punta sull’interdisciplinarietà <<se non coinvolgiamo in un confronto a tutto campo esperti con competenze diverse, non ne usciamo>>.
Tra gli argomenti sul tavolo il BIO e Biodinamico per la riduzione di rame e zolfo attraverso le strategie di precisione bio- ed eco-compatibili, così come l’educazione dei giovani al consumo moderato -Wine in Moderation.

LUIGI MOIO VISTO DA VICINO

Ho avuto occasione di incontrare il Professor Moio varie volte soprattutto a Napoli ma anche in Toscana e ricordo un piacevolissimo meeting a San Quirico d’Orcia organizzato da ONAV. Di lui colpisce la schiettezza molto diretta e la vena battagliera per cui spesso parte da piccoli punti di contrasto per esporre le sue idee.
Ha uno sguardo attento che in certi casi intimidisce perché fa sentire radiografato chi gli sta davanti. Parlandoci, è facile capire come questa intelligenza sia veloce, capace di cogliere il nocciolo dei problemi e insieme di padroneggiare la complessità. E’ più che evidente come sappia aggiungere creatività a una competenza smisurata, facendolo con leggerezza e un’ironia tipicamente campana.
Come me, Luigi Moio, ama i vitigni autoctoni e proprio sulla difesa delle varietà minori e l’impronta dei territori sui vini potrebbe lasciare una traccia

 

 

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